Il nuovo progetto di arte contemporanea del MUSEC di Lugano vede protagonista Miwa Komatsu, con la sua prima esposizione personale in Europa. Lavorando sulla tela in uno stato di semi-trance, l’artista giapponese spalanca le porte di mondi ancestrali e ultraterreni e richiama a sé, in un vortice di colori, misteriose creature tratte dalla mitologia, dal folklore e dalla tradizione spirituale giapponese: figure ricorrenti che fissano intensamente il visitatore, assumendo un valore di guida spirituale ed etica. 

 

In mostra una trentina di opere realizzate tra il 2012 e il 2026, alcune realizzate appositamente per l’esposizione luganese. Si tratta prevalentemente di dipinti all’acrilico su tela o legno, ma anche oggetti in legno, porcellana e resina. La selezione mette a fuoco ciò che contraddistingue la pratica di Miwa Komatsu: la sua capacità di rendere percepibili forze invisibili – spirituali, emotive e naturali – che attraversano gli esseri umani e il mondo vivente. Le opere di Miwa Komatsu non nascono da schizzi preparatori, bensì da un’intensa attività meditativa quotidiana, intesa come forma di connessione tra cielo e terra, tra visibile e invisibile. 

 

In questa prospettiva, l’artista agisce come una sorta di tramite, simile a una figura sciamanica o rituale, capace di raccogliere energie collettive e restituirle sotto forma di immagini condivisibili. Ciò che colpisce nell’opera di Komatsu è la profonda corrispondenza tra visione del mondo e pratica artistica. Il modo di dipingere, il rapporto con il tempo e persino la concezione dell’immagine stessa riflettono una visione dell’arte intesa come esperienza trasformativa. L’opera diventa così un luogo di incontro e di orientamento etico, riaffermando l’arte come patto sociale tra creatore, spettatore e comunità, e come strumento per riflettere criticamente sulla qualità del nostro legame con la natura e con il mondo vivente. 

 Il progetto curato da Nora Segreto del MUSEC e realizzato in collaborazione con Fudo Co., Ltd di Tokyo, pone al centro il ruolo dello sguardo come dispositivo relazionale. Le figure di animali sacri e spiriti guardiani sono spesso rappresentate frontalmente, con occhi che incontrano direttamente quelli dello spettatore: non sono soltanto «immagini» da contemplare, bensì soggetti che a loro volta guardano, giudicano, proteggono, indicano una direzione possibile. 

 Il senso di alterità generato dall’incontro degli sguardi è rafforzato dall’utilizzo del colore. Toni saturi, accostamenti contrastanti, scelte cromatiche lontane da ogni riferimento naturalistico costruiscono una tensione immediata e producono un  impatto quasi fisico con chi osserva. I rossi incandescenti, i verdi acidi, i blu elettrici appartengono una dimensione interiore dove tutto è in movimento. Le superfici sembrano attraversate da correnti che deformano e rigenerano continuamente le figure. È attraverso il colore che l’invisibile e l’intangibile prendono corpo. Non come immagine definita, ma come intensità che si manifesta e si impone allo sguardo. 

 L’esposizione introduce il visitatore nel particolarissimo universo di Miwa Komatsu attraverso cinque sezioni: «Lo sguardo»; «Natura viva»; «Spiriti guardiani»; «La potenza del colore»; «Il silenzio attivo». Un percorso costruito sui punti cardine della sua pratica artistica e della sua visione del mondo: il rapporto tra meditazione e preghiera, il ruolo primordiale dello sguardo, il legame con la natura, l’idea dell’opera d’arte come forma di «medicina» per l’anima, la continuità tra esseri umani, animali e spiriti e, in ultima analisi, la convinzione che l’arte possa ancora agire sul mondo come forza di trasformazione. 

 

Note biografiche 

Miwa Komatsu (1984) è cresciuta e vive tuttora nella prefettura montuosa di Nagano, dove sviluppa una sensibilità acuta nei confronti della natura, intesa come organismo attivo, attraversato da energie e presenze, con cui entrare in relazione. Questo tipo di percezione, fatta di ascolto e attenzione, costituisce il punto di origine di un immaginario che non separa mai l’umano dal non umano, il visibile dall’invisibile. 

Nel 2003 si iscrive alla Joshibi University of Art and Design (Junior College) di Tokyo, storica istituzione femminile, dove studia incisione su lastra di rame e acquisisce una solida conoscenza della storia dell’arte, occidentale e giapponese. In quegli stessi anni matura un interesse per la calligrafia, la meditazione e le tradizioni spirituali giapponesi. 

 Amplia in seguito il proprio linguaggio, sperimentando diversi media – incisione, porcellana, pittura acrilica, live painting – scelti in relazione al contenuto concettuale e simbolico di ogni opera. Un momento decisivo è rappresentato nel 2013 da un’esperienza al Santuario di Izumo Taisha, uno dei luoghi più antichi e sacri dello shintoismo, dove matura una innovata consapevolezza del potere simbolico del colore, da allora centrale nella sua pittura. Nello stesso anno entra a far parte del team di Fudo Co., Ltd., impegnato nella diffusione della cultura e delle tecniche artistiche giapponesi a livello internazionale, che ancora oggi sostiene e promuove il suo lavoro. Le sue opere sono esposte in numerosi contesti internazionali, museali e istituzionali, consolidando una presenza riconosciuta sulla scena globale. Nel 2021 è nominata Ambasciatrice di Buona Volontà dal Ministero dell’Ambiente giapponese, riconoscimento che riflette il suo impegno nel sensibilizzare il pubblico sul rapporto tra essere umano e natura. 

 

Il catalogo 

Curato da Nora Segreto, il catalogo in inglese amplia la selezione delle opere della mostra e presenta 42 opere, realizzate tra il 2012 e il 2026, tra cui anche alcuni disegni su carta, non inseriti nell’esposizione. Il volume è l’undicesimo numero della collana «Global Aesthetics», che il MUSEC ha lanciato nella primavera 2023 pe raccogliere gli esiti dei suoi progetti sull’arte contemporanea. 

 

 

 

MIWA KOMATSU. BEYOND THE EYES 

MUSEC | Museo delle Culture Lugano 

Villa Malpensata, via Giuseppe Mazzini 5 | Riva Caccia 5, Lugano (Svizzera) 

23.7 - 25.10.2026 

 

Progetto e produzione 

MUSEC - Museo delle Culture, Lugano 

Fondazione culture e musei, Lugano 

 

In collaborazione con 

Fudo Co., Ltd, Tokyo 

www.fudo-japan.co.jp 

 Con il sostegno di 

Città di Lugano / Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos / Fondazione Ada Ceschin e 

Rosanna Pilone, Zurigo 

 Esposizione a cura di 

Nora Segreto 

 Coordinamento del progetto 

Stefano Pesce 

 Ufficio stampa MUSEC 

Alessia Borellini: +41(0)58 866 69 67/60; This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 

 Orari di apertura 

lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì: 11 - 18 

sabato, domenica e festivi: 10 - 18 

martedì: chiuso 

 

Tariffe 

Intero (da 16 anni): CHF 15.00 

Ridotto (senior; studenti universitari; FAI Swiss): CHF 10.00 

Ragazzi (6 - 15 anni): CHF 5.00 

Promozione MUSEC Mondays - ogni lunedì entri al Museo a prezzo scontato. 

È inclusa nel costo del biglietto la visita alle altre mostre temporanee del MUSEC 

 

Informazioni: +41(0)58 866 69 60; This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 

Sito internet e social 

www.musec.ch