Un tema mai come questo attuale, quello scelto dai curatori della mostra "noi e la guerra" al Landesmuseum di Zurigo. Una riflessione che si snoda tra le varie sale allestite con un tema che non solo fa riflettere ma che spinge il visitatore a dubitare che la storia sia servita a qualcosa, visto il ripetersi senza fine . Le guerre spesso appaiono come eventi lontani, ma plasmano anche il passato e il presente della Svizzera. La mostra «Noi e la guerra» al Museo nazionale Zurigo evidenzia, attraverso oggetti e storie coinvolgenti, come i conflitti abbiano influenzato da secoli l’identità, la politica e la vita quotidiana della Svizzera.

Al via fino al 30 giugno al Museo della Jugoslavia a Belgrado “Fumetto Made in Italy. Generazioni”, un’importante mostra curata da Gianni Bono e Giovanni Russo, organizzata da Lucca Crea, Fumo di China e Istituto italiano di cultura di Belgrado, con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado, per omaggiare il fumetto italiano in un percorso che ne segue lo sviluppo dalle origini al giorno d’oggi. La Nona Arte italiana, particolarmente apprezzata in Serbia e nella regione balcanica, viene analizzata partendo dal racconto di grandi autori del passato, del presente e del futuro.

Foto e testo Paola Zorzi - MA/DONNE è una rete indipendente nata con l’obiettivo di utilizzare i linguaggi dell'arte contemporanea per indagare e scardinare le complessità della condizione femminile. Attraverso una mobilitazione annuale di artisti, curatori e operatori culturali, il progetto trasforma l'8 marzo in un momento di analisi critica e resistenza estetica.

Ogni edizione affronta un tema specifico, rifiutando la retorica della celebrazione per sollecitare una riflessione intellettuale sull'attivismo culturale. Con la mobilitazione 2026 dedicata alla Manipolazione, Ma/Donne conferma il suo impegno nel dare voce a tematiche sommerse, posizionandosi come una piattaforma artistica dinamica e attenta alle urgenze del contemporaneo.

Testo e foto Paola Zorzi - MA/DONNE è una rete indipendente nata con l’obiettivo di utilizzare i linguaggi dell'arte contemporanea per indagare e scardinare le complessità della condizione femminile. Attraverso una mobilitazione annuale di artisti, curatori e operatori culturali, il progetto trasforma l'8 marzo in un momento di analisi critica e resistenza estetica.

Ogni edizione affronta un tema specifico, rifiutando la retorica della celebrazione per sollecitare una riflessione intellettuale sull'attivismo culturale. Con la mobilitazione 2026 dedicata alla Manipolazione, Ma/Donne conferma il suo impegno nel dare voce a tematiche sommerse, posizionandosi come una piattaforma artistica dinamica e attenta alle urgenze del contemporaneo.

Foto e servizio Paola Zorzi: La mostra personale dell'artista Concha Ros è inserita a tutti gli effetti all'interno del più ampio programma di mobilitazione artistica indipendente MA/DONNE 2026 il cui focus quest'anno è la MANIPOLAZIONE. All'insegna di "Game over trickster! Fine dell'incantesimo" l'iniziativa si sviluppa organicamente oltre che  in diverse città italiane anche in Spagna e Turchia.MA/DONNE esplora quindi il tema della Manipolazione in tutte le sue declinazioni con l'obiettivo di creare un manifesto estetico di resistenza intellettuale in grado di rendere visibile e svelare quei meccanismi manipolatori in grado di condizionare la comunicazione e distorcere la percezione della realtà.

Il 2026 è un anno di anniversario per Alberto Giacometti (1901–1966): segna il 125° anniversario della sua nascita e il 60° anniversario della sua morte. Per commemorare questa ricorrenza, la Posta Svizzera emetterà un nuovo francobollo in onore di Giacometti il ​​5 marzo 2026.

Il lancio ufficiale avrà luogo mercoledì 4 marzo 2026 alle 12:30. presso la Kunsthaus di Zurigo – alla presenza della curatrice Carolin A. Geist, Philippe Büttner, Direttore Generale della Fondazione Alberto Giacometti e Curatore Senior della Collezione della Kunsthaus di Zurigo, Stefan Bühler, Responsabile Francobolli e Filatelia della Posta Svizzera, Diana Pavlicek, Responsabile del Dipartimento Arte della Posta Svizzera, Isabelle Bühler, Product Manager Francobolli e Filatelia, e altri.

Con la grande mostra "Kerry James Marshall: The Histories | Geschichte(n)" (Storia(e)), il Kunsthaus Zürich presenta per la prima volta in Svizzera, dal 27 febbraio al 16 agosto 2026, l'opera monumentale dell'artista americano Kerry James Marshall, uno dei più importanti pittori contemporanei. I suoi dipinti vibranti e multistrato sollevano interrogativi sulla visibilità, l'appartenenza e la responsabilità storica, aprendo nuove prospettive sulla storia dell'arte. Per la prima volta in Svizzera, un'ampia mostra di dipinti di grande formato, alcuni dei quali raggiungono i sette metri di larghezza, è dedicata all'artista americano Kerry James Marshall (nato nel 1955 a Birmingham, Alabama; vive a Chicago).

Le foto di Olivo Barbieri e Andrea Cavazzuti sono in mostra a Pechino presso Markor C.A.V.E. fino al 15 marzo. La mostra dal titolo “Anacronismi a specchio”, curata da Tang Di e realizzata in occasione del 55esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina dall’Ambasciata d’Italia a Pechino, dall’Istituto italiano di cultura di Pechino e da Markor C.A.V.E. in collaborazione con ICCF Academy, invita il visitatore a un doppio viaggio, nel tempo e nello spazio, offrendo uno sguardo sul modo in cui i due Paesi possono vedersi (o rispecchiarsi) l’uno nell’altro.

Il pavimento bianco dell'Helmhaus è il suo marchio di fabbrica. Ma polarizza. Ad alcuni piace. Altri trovano il pavimento bianco sgradevole per vari motivi. L'artista Lynne Gbodjrou Kouassi lavora da diversi anni a favore – e contro – il pavimento bianco dell'istituzione artistica. Lo aveva già dipinto di viola al primo piano in occasione della mostra "of Color" del 2019. Tuttavia, l'Helmhaus ha immediatamente ripristinato la norma del bianco.








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