PERCHÉ IL CAMPER PIACE SEMPRE DI PIÙ
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- Redazione
Il camper non è più soltanto il simbolo delle vacanze lunghe e programmate. Oggi il viaggio su ruote risponde a esigenze sempre più attuali: libertà, contatto con la natura, itinerari flessibili, sostenibilità e partenze anche brevi, in qualsiasi stagione. Il Salone del Camper - Caravan Accessori Percorsi e Mete, in programma alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre 2026 in collaborazione con APC (Associazione Produttori Camper), è un osservatorio privilegiato per cogliere questa evoluzione: dai van compatti ai modelli più evoluti, dalle nuove destinazioni agli accessori per la vita outdoor. Un cambiamento che sta ampliando il profilo di chi sceglie il turismo itinerante. La sostenibilità è un terreno sensibile per le nuove generazioni, ma va trattata senza slogan. Nella Youth Survey 2024 del Parlamento europeo, tra i 16-30enni, ambiente e cambiamento climatico risultano la seconda priorità per l’UE nei prossimi cinque anni, indicata dal 33% degli intervistati; in Italia la quota sale al 46%. In questo scenario, il camper rappresenta una forma di vacanza più sobria e distribuita. La ricerca “Turismo in camper, impatto economico ambientale del camperista”,
realizzata da Ergo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa non si limita a misurare il carburante consumato durante il tragitto, ma considera l’intera esperienza di vacanza: spostamenti, pernottamento, energia, acqua e risorse utilizzate. Lo studio, ripreso anche dal Salone del Camper, indica per i veicoli ricreazionali un impatto inferiore rispetto al viaggio tradizionale, con -70% di CO₂, -64% di risorse fossili e -73% di risorse idriche. La riscoperta del viaggio su strada non va raccontata in modo romantico o generico, ma pratico: cambiare itinerario se cambia il meteo, fermarsi in un borgo non previsto, dormire vicino a un parco, evitare le mete più affollate. Nella survey “Il Tuo Stile di Viaggio” del Salone del Camper, il viaggio in camper e caravan emerge come scelta dominante: lo indica il 93% degli intervistati. A guidare questa preferenza sono soprattutto la ricerca di paesaggi autentici, indicata dal 75%, e la libertà di esplorare, scelta dal 69%. C’è anche un elemento di ritorno a un immaginario semplice del viaggio: meno intermediazioni, meno programmi rigidi e più tempo passato all’aperto. Non è nostalgia fine a sé stessa, perché il camper di oggi combina questa idea di autonomia con comfort, sicurezza, connessione e tecnologie di bordo. È proprio questo equilibrio tra spontaneità e tecnologie di bordo a spiegare perché il camperismo stia attirando nuovi viaggiatori. Il viaggio on the road cresce anche grazie a una rete di servizi sempre più sviluppata. Negli ultimi anni aree sosta camper e campeggi hanno ampliato l'offerta con punti di carico e scarico, connessioni elettriche, ricarica, spazi per biciclette e collegamenti con il territorio. Secondo FAITA Federcamping, HBenchmark e CISET Ca’ Foscari, nel 2025 il viaggio open air italiano è passato da 73 a 74 milioni di presenze, con un valore tra diretto e indotto pari a 8,5 miliardi di euro. Lo stesso report indica che le piazzole restano la soluzione più venduta, con il 59% del totale: a conferma del ruolo centrale di camper, caravan e van nel turismo open air.





