GRILLO CONTRO M5S: HA PERSO IDENTITA’ E DIVERSITA’
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- Redazione
"Il Movimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua diversità". A scriverlo è Beppe Grillo, fondatore del M5S, in un lungo intervento pubblicato il 29 luglio sui suoi canali, nel quale critica la trasformazione del Movimento e rilancia alcuni dei temi originari della sua esperienza politica, dalla democrazia diretta alla transizione ecologica, dal reddito di cittadinanza alla gestione dell'impatto dell'intelligenza artificiale. "Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film: il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi", scrive Grillo, secondo cui però il sentimento alla base della nascita del Movimento "continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo". Il fondatore del M5S individua nella crisi del modello occidentale il terreno da cui ripartire. "Era la delusione verso un modello fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo", afferma, sottolineando che "le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse". Grillo rivendica quindi alcune delle battaglie storiche del Movimento:
"Distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione". Temi che, secondo il fondatore, sono stati trasformati in "slogan da pronunciare nei convegni e dimenticati dopo il buffet". Nel lungo post Grillo affronta anche il tema dell'immigrazione, sostenendo che i flussi non governati e privi di integrazione alimentino divisioni sociali. "Da una parte si grida all'invasione, dall'altra si finge che il problema non esista, e in mezzo restano i cittadini e gli immigrati", scrive, invitando la politica a tornare ad ascoltare i cittadini prima che "la paura li consegni a modelli autoritari". Ampio spazio è dedicato all'intelligenza artificiale e al futuro del lavoro. Secondo Grillo, l'automazione impone una riflessione sulla distribuzione della ricchezza prodotta dalle nuove tecnologie. "Non si può privatizzare il futuro e distribuire la disperazione", afferma, chiedendo politiche sul reddito, sulla formazione e sull'immigrazione e citando il dibattito sul reddito universale. Tra i temi affrontati anche sanità e dati personali. "Il problema della salute non può essere ridotto ai costi", scrive Grillo, chiedendo chi controllerà gli strumenti di intelligenza artificiale applicati alla medicina e chi gestirà i dati sanitari. Sul fronte della privacy ribadisce una delle sue battaglie storiche: "Viviamo nel capitalismo della sorveglianza", con società private che raccolgono informazioni sui cittadini e ne prevedono comportamenti e scelte. Infine il capitolo democrazia. Per Grillo la tecnologia potrebbe consentire una partecipazione più ampia dei cittadini e un controllo maggiore sulle decisioni pubbliche. "Più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni", scrive. La conclusione è un richiamo alle origini del Movimento: "Il Movimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere".





