CALCIO, IL NUOVO STADIO SAN SIRO MUOVE I PRIMI PASSI TRA RICORSI E POLEMICHE
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- Redazione
Mentre nei tribunali prosegue la battaglia legale sul futuro di San Siro, nell’area che circonda il celebre stadio milanese sono già iniziati i primi interventi preparatori legati al progetto del nuovo impianto che dovrebbe sostituirlo nei prossimi anni. Residenti e frequentatori del quartiere hanno assistito nelle ultime settimane all’arrivo di mezzi da cantiere, recinzioni e scavi. Una delle operazioni più visibili ha riguardato la demolizione della storica biglietteria situata sul lato sud dello stadio, accompagnata dalla modifica di uno degli accessi all’impianto. Si tratta di lavori preliminari che precedono la costruzione del nuovo stadio progettato dai due club milanesi.
L’avvio delle attività ha però acceso nuove polemiche sul piano politico e ambientale. Alcuni esponenti del Consiglio comunale di Milano hanno contestato la mancanza di informazioni visibili sul cantiere, sostenendo che nell’area non fossero presenti adeguate indicazioni riguardo alle autorizzazioni e alle imprese incaricate dei lavori. Altri consiglieri hanno inoltre denunciato una presunta carenza di trasparenza nelle comunicazioni tra amministrazione comunale e società sportive, tornando a criticare il processo che ha portato al trasferimento delle aree interessate dal Comune ai club. Inter e Milan respingono però ogni contestazione. Le due società sostengono che tutte le procedure amministrative siano state rispettate e ricordano che la documentazione necessaria per l’avvio dei lavori è stata depositata presso il Comune già nei mesi scorsi. Secondo la loro versione, gli interventi si svolgono oggi all’interno di proprietà private e la biglietteria demolita sarà sostituita temporaneamente da una struttura provvisoria. Parallelamente è emersa una questione ambientale che riguarda il cosiddetto “Parco dei Capitani”, una zona verde situata accanto allo stadio. L’area è stata chiusa al pubblico e delimitata da barriere in attesa di operazioni di bonifica. La decisione è arrivata dopo che recenti indagini tecniche commissionate dai club hanno individuato la presenza di sostanze contaminanti superiori ai limiti consentiti dalla normativa italiana. Sul destino dell’intero progetto pesa, inoltre, l’esito di una serie di ricorsi presentati da associazioni e gruppi di cittadini contrari sia alla demolizione del Meazza sia alla cessione delle aree circostanti. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, organo che in Italia valuta la legittimità degli atti della pubblica amministrazione, ha già esaminato i ricorsi in un’unica udienza. Il Comune di Milano e i due club chiedono che le contestazioni vengano respinte, ritenendole prive di fondamento. La decisione dei giudici è attesa entro poche settimane e potrebbe rivelarsi determinante per il futuro dell’operazione.





