PIEMONTE: IL MAIS ROSSO RACCONTA L'IDENTITÀ DI BANCHETTE
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Il nome stesso di Banchette racconta un legame con il territorio che dura da secoli: in antico Bancellae o Castrum Banchettarum, la denominazione sembra derivare dai banchi di sabbia che le piene della Dora hanno accumulato nel corso del tempo lungo il proprio corso. Situato alle porte di Ivrea, nel cuore del Canavese, il comune si articola in due nuclei distinti: il Capoluogo, il più antico, cresciuto attorno al castello costruito su uno sperone roccioso che sovrasta il letto del fiume, e Borgonuovo, il quartiere sorto a sud a partire dalla fine degli anni Cinquanta durante la forte espansione urbanistica del dopoguerra.Il castello esisteva già nel Trecento come casa forte, e la storia feudale di Banchette segue per secoli le vicende di Ivrea, alla quale il borgo fu legato da rapporti di sudditanza. I primi signori noti sono i De Civitate Ipporegiale, un cui ramo assunse nel Duecento il nome di Signori di Banchette.
Estinta questa casata, il feudo fu eretto da Carlo Emanuele I a favore di Francesco De Dumas, signore di Nouille e generale di Savoia, il 2 giugno 1619. La figlia di quest'ultimo, Carla Gasparina, sposò nel 1639 Enrico Emanuele di Saluzzo, che nello stesso anno vendette il feudo a Francesco Dal Pozzo; la proprietà passò infine, dopo un'ulteriore riduzione nel 1721, a Giuseppe Antonio Pinchia, droghiere originario di Ivrea, nel 1722.Il rapporto con la Dora, che ha dato il nome al paese, ha attraversato anche pagine più drammatiche: le piene del 1921 e del 1993 furono tra le più gravi, mentre l'alluvione del 15 ottobre 2000 provocò l'allagamento di larga parte del comune con ingenti danni. Proprio a seguito di quegli eventi è stato realizzato un imponente sistema di arginature che oggi protegge l'intero territorio, permettendo al contempo il risanamento e la fruizione in sicurezza delle aree lungo il corso del fiume. È in questi stessi terreni, fertili grazie alla vicinanza della Dora, che si coltiva con metodi biologici il Pignoletto Rosso del Canavese, un'antica varietà di mais che ogni anno, nel mese di ottobre, è protagonista della Sagra del Mais Rosso: un appuntamento che lega il calendario del borgo alla propria vocazione agricola più autentica.
COME ARRIVARE: Banchette si trova alle porte di Ivrea, nel Canavese, ed è facilmente raggiungibile in auto tramite l'autostrada A5 Torino-Aosta, uscendo al casello di Ivrea. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Ivrea, servita dai collegamenti regionali con Torino e Aosta; dal centro città il borgo dista pochi minuti. Gli aeroporti di riferimento sono Torino-Caselle, a circa 50 chilometri, e Milano Malpensa, raggiungibile in poco più di un'ora.
ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Il legame storico con Ivrea, di cui Banchette seguì per secoli le vicende feudali, rende la città capoluogo del Canavese la tappa più immediata: dal centro storico eporediese, patrimonio Unesco per la sua architettura industriale legata a Olivetti, al celebre Carnevale con la Battaglia delle Arance. Il territorio circostante, lungo la Dora Baltea, offre inoltre itinerari ciclabili e naturalistici legati al corso del fiume.





