Con la grande mostra "Kerry James Marshall: The Histories | Geschichte(n)" (Storia(e)), il Kunsthaus Zürich presenta per la prima volta in Svizzera, dal 27 febbraio al 16 agosto 2026, l'opera monumentale dell'artista americano Kerry James Marshall, uno dei più importanti pittori contemporanei. I suoi dipinti vibranti e multistrato sollevano interrogativi sulla visibilità, l'appartenenza e la responsabilità storica, aprendo nuove prospettive sulla storia dell'arte. Per la prima volta in Svizzera, un'ampia mostra di dipinti di grande formato, alcuni dei quali raggiungono i sette metri di larghezza, è dedicata all'artista americano Kerry James Marshall (nato nel 1955 a Birmingham, Alabama; vive a Chicago).

Dopo Londra, la mostra sarà visitabile al Kunsthaus Zürich prima di proseguire per Parigi. Marshall è tra gli artisti più influenti del nostro tempo ed esercita un'influenza pressoché ineguagliabile sul modo in cui la rappresentazione, la storia dell'arte e le relazioni di potere sociale vengono espresse attraverso la pittura.

MAESTRIA E STORIA DELL'ARTE

Marshall dipinge grandi dipinti allegorici, allusivi e di grande virtuosismo, che prosperano su una rete concettualmente complessa di riferimenti personali e culturali. Attinge a un ricco repertorio di immagini provenienti dalla storia e dalla cultura popolare, che in alcuni casi sono state raramente collegate in precedenza. Tematicamente, il lavoro di Marshall si concentra anche sull'esame critico della rappresentazione emarginata dei neri nella tradizione visiva occidentale. Fin dall'inizio, si è occupato di storia dell'arte e delle sue istituzioni: musei, accademie e le convenzioni visive che veicolano. Dalla metà degli anni '80, ha indagato specificamente il genere della pittura storica, un tempo la più alta forma di prestigio artistico. La sua domanda: come può la storia dei neri essere resa visibile quando le istituzioni bianche le hanno negato spazio per secoli?

UN PIONIERE DI NUOVA VISIBILITÀ

Marshall è considerato un pioniere nell'abbattimento dei meccanismi di esclusione nella storia dell'arte. La retrospettiva di Marshall "Mastry" (2016), allestita a Chicago, New York e Los Angeles, ha segnato una svolta. È stata una delle prime grandi mostre museali in più sezioni dedicate a un artista nero vivente ed è stata celebrata a livello internazionale come una pietra miliare. Parallelamente, la visibilità pubblica dell'arte nera è cambiata radicalmente negli ultimi vent'anni. Nel 2010, all'Arts Club di Chicago, Marshall stesso ha riflettuto sullo scarso numero di visitatori neri e sull'altrettanto scarsa presenza di figure nere nelle collezioni museali, una situazione che considera sintomatica di esclusione strutturale.

 

 

INCHIESTA VIOR E CRITICA

A prima vista, i suoi dipinti appaiono vibranti e virtuosistici. Sotto la superficie, si dispiegano narrazioni complesse, che esplorano temi come il Movimento per i diritti civili, la schiavitù transatlantica, il trasferimento culturale e la cultura quotidiana nera. L'opera "The Club" (2011/12), ad esempio, raffigura una vivace scena di club che è allo stesso tempo profondamente radicata nei simboli storici e nelle questioni identitarie. Marshall combina una tecnica pittorica precisa – pelle lucida, superfici tessili, motivi iconografici – con una narrazione di gioia, presenza e autodeterminazione. Il curatore della mostra Mark Godfrey riassume il significato dell'opera di Marshall: "Quando la persistente disuguaglianza porta alla costruzione di miti di un'età dell'oro, quando storie cancellate richiedono riconoscimento, questi dipinti ci pongono di fronte alla domanda su cosa ci vorrebbe per affrontare la storia con onestà. [...] Il messaggio universale è anche che questo segna l'inizio di un processo di guarigione". "Non ho mai pensato che le opere d'arte avessero una qualità tale da mobilitare le persone all'azione. Non spingono le persone a fare qualcosa. Ma pongono nella mente di chi le osserva domande che potrebbero non essersi mai poste prima". (Kerry James Marshall) Con questa mostra di grandi dimensioni, la Kunsthaus Zürich rende omaggio a uno dei più importanti artisti contemporanei e apre uno spazio di discussione, riflessione e nuove prospettive. Un appello a rendere visibile ciò che è stato finora inedito nell'arte e nella società.

 

La mostra è stata organizzata dalla Royal Academy of Arts di Londra, in collaborazione con la Kunsthaus di Zurigo e il Musée d'Art Moderne di Parigi/Paris Musées. È curata da Mark Godfrey con Adrian Locke, Rose Thompson e Nikita Sena Quarshie alla Royal Academy of Arts di Londra; da Cathérine Hug alla Kunsthaus di Zurigo; e da Fabrice Hergott ed Emma Nordberg al Musée d'Art Moderne di Parigi.

Con il supporto di Swiss Re – Partner for Contemporary Art

Visite guidate pubbliche: marzo/maggio/luglio: domenica alle 11:00, aprile/giugno/agosto: giovedì alle 18:30. Inglese: sabato 4 aprile e 4 luglio, alle 11:00, francese: sabato 9 maggio, alle 11:00.

Incontro con l'artista Kerry James Marshall, la direttrice del Kunsthaus Ann Demeester e il curatore ospite Mark Godfrey in inglese venerdì 27 febbraio, dalle 18:30 alle 20:00. Il dipartimento di didattica dell'arte offre anche un ricco programma che include visite guidate condotte da curatori, dibattiti critici e un evento di moda. Maggiori informazioni su www.kunsthaus.ch