CIRCADIANA Ecofemminismo e Zeitgeber di Concha Ros
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Foto e servizio Paola Zorzi: La mostra personale dell'artista Concha Ros è inserita a tutti gli effetti all'interno del più ampio programma di mobilitazione artistica indipendente MA/DONNE 2026 il cui focus quest'anno è la MANIPOLAZIONE. All'insegna di "Game over trickster! Fine dell'incantesimo" l'iniziativa si sviluppa organicamente oltre che in diverse città italiane anche in Spagna e Turchia.MA/DONNE esplora quindi il tema della Manipolazione in tutte le sue declinazioni con l'obiettivo di creare un manifesto estetico di resistenza intellettuale in grado di rendere visibile e svelare quei meccanismi manipolatori in grado di condizionare la comunicazione e distorcere la percezione della realtà.
Molti gli spazi coinvolti in questo progetto: Musei, Gallerie di Arte Contemporanea e Spazi artistici non convenzionali.
Nello specifico la mostra "Circadiana. Ecofemminismo e Zeitgeber di Concha Ros si svolge a Torino nello spazio Via Lattea art studio di Roberta Toscano.
Concha Ros nella realizzazione di questa mostra si è avvalsa delle ricerche che ha condotto da tempo approfondendo il concetto di circadiano, ritmo circadiano e zeitgeber. Lo ha fatto riconsegnandoci un'installazione multimediale delicata e forte al tempo stesso in cui disegno, risografia (rizeitgebersografia), polaroid e musica risultano estrapolate da un video, anch'esso parte dell'opera, realizzato nel paesaggio mutevole della laguna dell'Albufera e nella spiaggia di Chiclana a Cádiz. La laguna di Albufera in particolare, pur trovandosi solo ad una decina di chilometri dalla città di Valencia, è un luogo eccezionale. La singolare conformazione che la vede separata dal mare da una stretta striscia di terra con i suoi 21.000 ettari di parco naturale ne fanno la più grande laguna di acque dolci della Spagna, inoltre, in quanto parco naturale, gode di una speciale protezione, che le ha assicurato una varietà faunistica, una biodiversità e un paesaggio unico.
Afferma l’artista ”Vivere lì ed il mio rapporto - o quello di qualsiasi essere umano - con quella biodiversità è stato senza dubbio il seme di questa nuova esplorazione artistica”.
L’installazione, i disegni, le risografie, insieme ad una serie di Polaroid, concorrono alla realizzazione di una specie di diario visivo sui generis legato a quei paesaggi.
Nel video, dal quale sono state estrapolatele un certo numero di immagini presenti in mostra, assistiamo al gesto dell'artista colto nell'atto estetico-poetico di spargere elementi naturali come foglie, petali, rami, semi, quali metafora universale di caducità e rinascita, ritmo e ciclicità. Il brano musicale della compositrice Isabel Latorre accompagna passo passo il video ed è stato realizzato ad hoc per quest'opera a conferma di una sensibilità che si misura con ritmi, simboli, immagini oscillanti fra naturalismo, una loro estrema sintesi e una loro moltiplicazione simmetrico-speculare capace di evocare immagini di rigenerazione. Mentre non è un caso che l’artista abbia scelto come tecnica per le immagini statiche, la rizeitgebersografia o risografia, la cui etimologia dal giapponese significa “ideale”. Una tecnica simile alla serigrafia ma più ecologica, più economica e dotata di quella maggiore versatilità necessaria alle stampe artistiche.
Ma è con il concetto di zeitgeber e il legame fra ecofemminismo e zeitgerber, che la sua opera si caratterizza ulteriormente. Ritmo Circadiano e Zeitgeber (dal tedesco "datori di tempo")
Il ritmo circadiano è una sorta di complesso "orologio interno" (endogeno) all’organismo che si esplicita nell’arco delle 24 ore.
I ritmi circadiani sono importanti per determinare i modelli di sonno e veglia (e non solo) di tutti gli animali, inclusi gli esseri umani.
Per Zeitgeber invece si intende un segnale ambientale esogeno, cioè esterno rispetto all'organismo, ma in grado di sincronizzare il nostro orologio biologico interno con il ciclo esterno di 24 ore. Come accennato il corpo di per sé possiede orologi biologici interni, ritmi endogeni, che necessitano però di essere stimolati da segnali esterni (esogeni) senza i quali i ritmi tenderebbero a sfasarsi. Quest’opera dunque assume un particolare significato in un tempo in cui i ritmi naturali nella vita contemporanea sono in gran parte contraddetti. Un mondo artificiale che se da un lato offre svariati vantaggi dall’altro crea malesseri di cui sovente non riusciamo a conoscerne la causa.
L’ecofemminismo è un altro elemento chiave a cui l’artista da tempo impronta la sua opera. In sintesi l’ecofemminismo indaga la connessione tra il dominio maschile esercitato a discapito del genere femminile e quello esercitato sull’ambiente. Riconoscimento questo di un binomio che rappresenta un punto di svolta etico a livello sia sociale che ambientale.
Ecofemminismo, Zeitgeber e Manipolazione
Lo zeitgeber in quanto segnale esogeno in grado di sincronizzare i ritmi circadiani interni all’organismo ed evitare un loro sfasamento, risulta estremamente importante per la salute dell’organismo.
La manipolazione non a caso si manifesta attraverso il controllo di questi ritmi. In particolare la manipolazione esercitata dagli uomini sulle donne consta di dinamiche di potere abusive. Tra le più comuni la privazione del sonno risulta una delle tattiche più frequenti nell’abuso psicologico.
Le interazioni secondarie di desincronizzazione sono rappresentate invece dall’isolamento sociale. Le limitazioni di contatti della donna con amici e parenti e la conseguente eliminazione di questi “marcatori sociali”, rendono la vittima dipendente esclusivamente dagli orari e dalla convalida del manipolatore. Si tratta cioè di una sincronizzazione forzata atta a interrompere l’autonomia dei ritmi biologici della donna al fine di creare dipendenza fisica e psicologica. Il concetto di naturale, sovente strumentalizzato, in questo nuovo contesto ecofemminista non è più visto come qualcosa di inalterabile a cui appellarsi in modo aprioristico ma viene considerato nel suo rapporto dinamico e intersezionale.
Esperienze cioè che non si sommano ma si combinano, stimoli e feedback, effetti retroattivi che confermano una dinamicità implicita sia alla natura che agli esseri umani (di cui ne sono parte). Qualcosa cioè che non era mai stato riconosciuto, tanto più al genere femminile.
Ed è proprio nell’affrontare questi temi da una prospettiva così originale che Conchia Ros ci propone una mostra risultato di un percorso capace di dar conto di una nuova sensibilità e consapevolezza, in sintonia con una contemporaneità in cui le problematiche legate all’ambiente e le dinamiche profonde attraverso cui si afferma la discriminazione di genere risultano emergenti, specifiche, di questo e di nessun altro periodo storico.
Concha Ros
Artista visiva valenciana laureata e dottoressa in Belle Arti il cui lavoro si concentra sull'identità femminile e sul corpo come territorio simbolico. La sua pratica, radicata nel disegno contemporaneo, affronta l'intimo, il naturale e l'emotivo da una prospettiva ecofemminista. Utilizzando un disegno lineare chiaro e una sensibilità orientata al corpo come specchio delle emozioni, e dopo una lunga carriera più introspettiva, in questa nuova fase Ros alza lo sguardo e riflette sulla convivenza con la Natura e sulla sensibilità, l'osservazione e la consapevolezza come modo di essere.Con oltre vent'anni di esperienza professionale, Concha Ros ha tenuto numerose mostre personali in Spagna e in altri paesi come Francia e Brasile, oltre a partecipare a numerose mostre collettive e progetti. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private nazionali e internazionali.
Concha Ros
GESTORA/PRODUCTORA CULTURAL - DIBUJANTE
VICEPRESIDENTA DE GESTIÓ CULTURAL
(ASSOCIACIÓ VALENCIANA DE PROFESSIONALS DE LA CULTURA)
+34 658856747
Dal 14 al 21 marzo 2026
Opening: 14 marzo ore 18 con la presenza dell’artista
dal 17 al 21 marzo ore 17-19
possibilità di incontrare l’artista dal 17 al 20 marzo h. 17-19
LA VIA LATTEA ART STUDIO
Via Peyron 17/f - TORINO
per info e visite su appuntamento
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