Testo e foto Paola Zorzi - MA/DONNE è una rete indipendente nata con l’obiettivo di utilizzare i linguaggi dell'arte contemporanea per indagare e scardinare le complessità della condizione femminile. Attraverso una mobilitazione annuale di artisti, curatori e operatori culturali, il progetto trasforma l'8 marzo in un momento di analisi critica e resistenza estetica.

Ogni edizione affronta un tema specifico, rifiutando la retorica della celebrazione per sollecitare una riflessione intellettuale sull'attivismo culturale. Con la mobilitazione 2026 dedicata alla Manipolazione, Ma/Donne conferma il suo impegno nel dare voce a tematiche sommerse, posizionandosi come una piattaforma artistica dinamica e attenta alle urgenze del contemporaneo.

L'edizione 2026 di MA/DONNE a Villa Cernigliaro, in corso dall'8 marzo al 12 aprile 2026, vede la partecipazione di 20 artisti contemporanei e 7 curatrici.

Opere di: Cinzia Ambrosini, Vittoria Zamboni, Francesca Conchieri, Mauro Cossu, Diego Dominici, Federico Tilli, Andrea Gammino, Paola Zorzi, Daniele Albarello, Magda Csutak, Bethan Dear, Ozlem Oguzhan, Marta Indra di Giulio, Marcella Fabiana Bonfanti, Nicoletta Veronesi, Olga Buneeva, Maurizio Corona, Alessio Larocchi, Loretta Cappanera, Andrea Mori.

Edizione 2026 a cura di: Chicca Benedetto, Carlotta Cernigliaro, Victoria Chapman, Caterina Gualco, Maria Rosa Pividori, Lorena Smaniotto, Paola Zorzi. 

Le opere si contraddistinguono per la particolarità di linguaggi risultato di ricerche in ambito sociologico, estetico, teorico che si esplicitano sia attraverso percorsi multimediali e multidisciplinari con approcci, tecniche e proposte del tutto originali; sia con la riproposizione in chiave contestuale di tecniche più tradizionali. 

Da un lato performance che coinvolgono il pubblico in  microesperienze psicofisico-geografiche (Conchieri), dall'altro  installazioni in cui il dato sonoro dialoga con elementi, oggetti in movimento o capaci di evocare narrazioni. Dunque performance, video, fotografia, installazioni, provocazioni concettuali ma anche una pittura che si collega ad una contestualità contemporanea legata a identità e alla condizione di donne che non si arrendono a quello che parrebbe dover essere il loro destino.   

Nello specifico della sede di Villa Cernigliaro questi sono i primi dieci dei venti artisti partecipanti alla rassegna.  

 

 

Prima parte - Le opere di dieci dei venti artisti presenti: 

 

Cinzia Ambrosini (I) con "La fucina visionaria del ricomporre: la bellezza ri-velata", a cura di Caterina Gualco, l'artista, attraverso delle stampe fotografiche, affronta il tema di una perfezione necessariamente sempre infranta. Ma "in questa visione la ferita smette di essere uno sfregio o un difetto per farsi opportunità rivelata ed esperienziale". Con “Il gioco delle ombre svelate: anatomia in scacco” invece l’artista invita ad una riflessione  “ogni processo – viene affermato - esige uno spazio fisico, un intervallo anche breve, dove il silenzio si fa abisso senza confini. E’ in questa dimensione sensoriale, in questo vuoto sottile e profondo che si consuma il dilemma tra chi siamo e chi il mondo pretende che diventiamo (...) 

 

Francesca Conchieri (I) - "In postura" - a cura di Paola Zorzi _

Con la performance interattiva "IN POSTURA" Francesca Conchieri propone una microesperienza.  "La parola postura indica letteralmente "ciò che sta per essere posto" o "atteggiamento che si assumerà".  

"Il termine implica un atteggiamento assunto, spesso consolidato nel tempo.

A livello fisiologico è l'atteggiamento che il corpo assume in relazione all'ambiente, alle persone e alla forza di gravità. Non è mai casuale, ma risponde a esigenze di stabilità, comfort ed economia energetica.

IN POSTURA è un'opera performativa partecipata; sperimentazione di un congegno cognitivo, sociale e psico-emotivo per osservarsi posizionarsi posizionando...”

 

Mauro Cossu (I) - "Nemesi della goccia" - a cura di Paola Zorzi -

Da sempre impegnato in ricerche che hanno a che fare con il sonoro, con l'installazione "Nemesi della goccia" ci consente di osservare "una goccia che precipitando si infrange su una sottile lamiera d’acciaio. Un microfono a contatto amplifica l’impatto, trasformando un suono fragile in un evento sonoro quasi violento. 

Ciò che normalmente sarebbe impercettibile diventa così dominante, invasivo. Il minimo si fa massimo. 

Osserviamo la ripetizione, la misura, il controllo del tempo: ogni goccia è identica alla precedente? L’accumulo produce una tensione crescente (…) 

Il gesto è semplice, elementare, e tuttavia costruisce un dispositivo di pressione lenta e il contenitore diventa sistema chiuso (politico, mediatico, sociale) in cui la distribuzione calibrata (di informazioni, immagini o paure) agisce per sedimentazione". 

 

Di Magda Csutak (A) - "Digital" - a cura di Paola Zorzi - "Un montaggio video composto da due parti: rappresentazione della radiazione cosmica di fondo come residuo del Big Bang. (Osservata per la prima volta nel 1965.) e registrazione della ricezione terrestre diretta di questa radiazione cosmica di fondo su di un televisore analogico. Questa è affiancata dalla rappresentazione dei movimenti delle dita di due mani in 126 modulazioni, come forma originale di conteggio con le dita. Dove la "comprensione" attraverso il "miracolo anatomico" delle mani si rivela uno strumento della mente". 

 

Daniele Albarello e Paola Zorzi (I)

"IL RISO. 

La manipolazione come lavoro e sfruttamento.

La manipolazione come penuria e arma di guerra."   

A cura di Carlotta Cernigliaro

Installazione multimediale costituita da una composizione musicale di Daniele Albarello, un'installazione con 40 sacchetti di riso, un'immagine fotografica e un testo di Paola Zorzi.  . 

La manipolazione in quanto lavoro si evidenzia ulteriormente attraverso la volontà deliberata di sottrarre cibo alle popolazioni. Si tratta in questo caso di una penuria e precarietà utilizzata come arma di guerra e di assoggettamento.  

Per questo i sacchetti di riso sono volutamente di colore bianco a indicare una sottrazione (cromatica in questo caso), mentre simbolicamente il bianco è associato al lutto così come lo è in alcune culture orientali.

La composizione musicale di Daniele Albarello ispirata al tema dell'installazione vuole essere un tributo alla memoria. Memoria del lavoro delle mondine, delle condizioni in cui questo avveniva, della fatica del lavoro, della sua ripetitività con accenni al contesto bellico contemporaneo reso da toni cupi e dalla comparsa di una reiterazione sonora quasi ossessiva.  Contemporaneamente l'importanza vitale di questo alimento, del lavoro e delle persone a cui è associato, risulta evidenziato da una nota di speranza caratterizzata da sonorità quasi pacificate che rimandano allo sciacquio dell'acqua e all’ambiente naturale: paesaggio, flora e fauna, tipiche della risaia. 

 

Alessio Larocchi (I) - Apparizioni a cura di Carlotta Cernigliaro.

L'artista parallelamente e attraverso quest'opera si chiede quale sia la peggior cosa per una donna: essere scambiata per un cappello o per una Madonna?

di sicuro, e in ogni caso, prosegue l'artista, "avvertirebbe irrisolto il problema di vedersi misconosciuta nella sua identità di donna. Essere sempre presa per qualcosa d'altro e poco importa se sottovalutata o adulta. 

Allora si suggerimento di Carmelo Bene, dovremmo apparire noi alla madonna, invece di fabbricarla persino con l' aiuto di ombrelloni chiusi. Chiusi per giunta presumibilmente proprio da una donna."

 

Maurizio Corona(I) - "Volti" e "Preghiera" - a cura di Carlotta Cernigliaro.

L'universo di Maurizio Corona non è fatto di ripetute certezze ma di sensazioni inedite, di silenzi che parlano e di essenze che profumano i suoi luoghi. Interprete unico del rapporto uomo - natura, esplora quella linea sottile che si dissolve nell'astrazione lasciando intuire l'infinito. I volti stilizzati resi rarefatti attraverso l'uso del pigmento dorato sembrano sfuggire ad una loro esatta definizione mentre con preghiera è il silenzio e l'elemento cromatico, il blu, a indicare la purezza di un gesto.      

 

Federico Tilli (I) - "Scacchiere" a cura di Caterina Gualco.

Con l'opera "Scacchiere" Federico Tilli afferma "(…) La mia scacchiera non è più un gioco di strategia per sconfiggere, per prevaricare ma, rimuovendo qualsiasi regola di gioco, si trasforma in uno strumento capace di generare vuoto in comunicazione con l'altro (…)"

 

Vittorina Adele Zamboni - "Collage" - a cura di Carlotta Cernigliaro.

"E' possibile - si chiede l'artista - che un rifiuto urbano - imballaggi, fili di ferro o parti di fanalini ed altro - raccattati per strada possano divenire, attraverso la manipolazione artistica un'espressione del bello ovvero che sottostiano alla loro suggestione? Ebbene sì, scopersi che era possibile, superata la mezza età quando iniziai ad avvertire il linguaggio dei materiali, tutti rigorosamente conservati e pronti per il momento creativo, da sfruttare e anche velocemente. E, così, ecco il piacere di trasformazione di un qualsiasi materiale attraverso la manipolazione artistica dandogli un'insperata possibilità di nuova vita riscattandone a pieno l'origine primaria di "rifiuto"".

 

MA/DONNE, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti delle Donne ha visto coinvolta una rete internazionale di 15 spazi artistici in Italia, Spagna e Turchia.   

 

Villa Cernigliaro

Via Clemente Vercellone 4

Sordevolo (Biella) Italia

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8 marzo - 12 aprile 2026

da venerdì a domenica h.15-18