MOSTRE, A NEW YORK RAFFAELLO CONQUISTA IL MET
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- Redazione
New York “abbraccia” Raffaello. È in corso fino al 28 giugno al Metropolitan Museum of Art ospita “Raphael: Sublime Poetry”, la prima rassegna dedicata al pittore di Urbino negli Stati Uniti - e la più ambiziosa mai organizzata fuori dall'Europa. Oltre 237 opere, tra dipinti, disegni, arazzi e oggetti decorativi, costruiscono il ritratto di un artista che ha saputo coniugare, come pochi altri nella storia, l'eleganza formale con la profondità del pensiero. L'ultimo confronto paragonabile oltreoceano risaliva al 1983, quando la National Gallery of Art di Washington aveva radunato poco più di cento oggetti in occasione del cinquecentenario della nascita.
Sette anni di preparazione, una curatrice di rango mondiale - Carmen Bambach, del dipartimento di stampe e disegni del Met - e una rete di prestiti che coinvolge oltre quaranta istituzioni da tre continenti. «Abbiamo restituito non solo il genio dell'artista, ma anche la persona dietro le opere» ha spiegato Carmen Bambach, curatrice della mostra. Il percorso proposto è cronologico e tematico insieme: si parte dall'Urbino del duca Federico da Montefeltro, dove Giovanni Santi - pittore e poeta, padre di Raffaello - coltivava già quella sintesi tra arte visiva e sensibilità letteraria che il figlio avrebbe portato al massimo splendore. Si prosegue con il soggiorno fiorentino, in cui il giovane Raffaello si confronta con Leonardo e Michelangelo senza esserne schiacciato, trovando invece una sua voce, luminosa e serena. Si chiude con il decennio romano, frenetico e irripetibile, in cui l'artista lavora simultaneamente come pittore, decoratore, architetto e intellettuale di corte, fino alla morte nel 1520, a soli trentasette anni. Un filo rosso attraversa tutto il percorso: la rappresentazione del femminile. Bambach ha scelto di affiancare alle Madonne - figure su cui si è cristallizzata per secoli un'immagine idealizzata e in parte anestetizzata di Raffaello - materiali documentari che raccontano la fragilità della maternità nella prima età moderna. Tra questi, il cosiddetto Libro della cera, registro delle spese funerarie della famiglia Santi, che testimonia la morte della madre e di due sorelle di Raffaello alla nascita nel 1491. Il contributo italiano è tutt'altro che marginale. Circa cinquanta delle 237 opere esposte provengono da musei e collezioni della penisola - una presenza che il direttore del Met Max Hollein ha definito quella di «uno dei partner più preziosi».





