Natalina e gli altri a Torino una mostra collettiva
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Foto Paola Zorzi testo di Roberta Toscano - All’interno del Festival “Pace, Libertà e Resistenza – Guerra e Pace”, è stato aperto al pubblico dal 5 al 15 maggio e poi fino al 22 maggio alle scolaresche, a Torino, il rifugio antiaereo di Piazza Risorgimento del Museo Diffuso della Resistenza che ospita, con ANPI Sezione Martinetto e la Circoscrizione IV della Città di Torino, un progetto espositivo dedicato al tema della violenza della guerra, interpretato attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.
La mostra Natalina e gli altri nasce dall’esigenza collettiva di una Comunità locale per aprirsi a una dimensione maggiormente ampia di riflessione, sempre più necessaria, sulla violenza della guerra tramite il filtro dell’arte. Natalina Monteu Saulat, unica giovane deportata con tanti altri ragazzi è al centro di una ricostruzione scritta dal Presidente di ANPI Pont Canavese Marino Tarizzo “Natalina. Una storia breve”. La giovane arrivò alle Nuove di Torino da qui a Bolzano e infine a Ravensbrück dove subì torture e abusi. I curatori Marco Rabino e Roberta Toscano offrono una visione artistica ampia e articolata. Accanto a opere d’impronta figurativa, ci sono sculture, installazioni e video che estendono il concetto di prigionia e lo attualizzano.
Dopo le tappe canavesane e quella di Biella per il 25 aprile la mostra a Torino sarà allestita in uno dei luoghi iconici e poco conosciuti della II guerra mondiale come il rifugio antiaereo di P.zza Risorgimento e rientra nella rassegna MA/DONNE 2026 che è da quattro edizioni una mobilitazione artistica diffusa in Italia e all’estero che mette in rete numerosi spazi d’arte indipendenti e gallerie sui temi del femminile.
Elenco Artisti:
Elizabeth Aro Artista interdisciplinare argentina con base a Milano, Elizabeth Aro sviluppa una ricerca che attraversa installazione, fotografia e scultura tessile. Il suo lavoro indaga il rapporto psicologico tra individuo e ambiente, affrontando temi come memoria, identità, viaggio e condizione femminile. Le sue opere si configurano spesso come dispositivi immersivi e narrativi. Justice Anno: 2026 Materiali: Tessuto, scritta in velluto, vetro inciso Descrizione: L’opera riprende il testamento lasciato da Sylla Ousmane sul muro della prigione di Ponte Galeria, tracciato con un mozzicone di sigaretta. La trascrizione diventa gesto memoriale e denuncia, restituendo voce a una storia individuale che si fa simbolo collettivo di migrazione, perdita e desiderio di ritorno. Enrica Benedetto Figura eclettica del panorama culturale italiano,
Enrica Benedetto sviluppa una pratica curatoriale che integra comunicazione, narrazione e progettazione di eventi artistici. La sua ricerca si concentra sulla costruzione di percorsi espositivi capaci di indagare le dinamiche della materia e i processi di trasformazione, traducendo il dato storico e simbolico in esperienze critiche contemporanee. Rastrellamenti Anno: 2025 Tecnica: Video mp4 Descrizione: Attraverso una tecnica sperimentale, il video mostra briciole ferrose mosse da un magnete. La materia si disgrega e si ricompone continuamente, generando pattern mutevoli che evocano il fluire della storia e le dinamiche cicliche di aggregazione e dispersione.
Paola Bisio Pittrice materica e studiosa di simbologie sciamaniche, Paola Bisio indaga le radici del femminile arcaico. Sulla scia di Marija Gimbutas, la sua pratica non figurativa traduce il mito e il rito in un linguaggio tattile, dove la materia diventa il luogo di una sacralità contemporanea e ancestrale al tempo stesso. Transumanze/Carreggiate Anno: 2015 Tecnica: Acrilico su tela Descrizione: L’opera riflette sui movimenti forzati contemporanei: migrazioni causate da guerre, crisi climatiche e carestie. Le tracce pittoriche diventano segni di passaggio e sopravvivenza, raccontando la vulnerabilità di chi attraversa territori ostili.
Romano Carboni e Franco Marchi. Un sodalizio che unisce due percorsi artistici distinti ma complementari. Carboni è riconosciuto per la sua abilità nel ritratto, mentre Marchi sviluppa una pittura eclettica e provocatoria, ricca di riferimenti culturali. Insieme costruiscono opere che fondono tecnica e visione. Natalina Anno: 2025 Tecnica: Acrilico su tela Descrizione: Il ritratto, ispirato a una fotografia esistente, restituisce un’immagine intensa e contemporanea della giovane.
Cinzia Ceccarelli Artista torinese che utilizza il corpo come linguaggio primario, Cinzia Ceccarelli lavora tra performance, fotografia, video e installazione. La sua ricerca affronta temi complessi come trauma, dipendenza affettiva, solitudine e manipolazione psicologica. (MAI) PER SEMPRE Anno: 2017 Tecnica: Installazione di fotoceramiche Descrizione: L’opera riflette sulle relazioni tossiche nella storia e nella contemporaneità, evidenziando dinamiche di potere e dipendenza. Backup and Restoration Anno: 2009 Tecnica: Stampa fotografica Descrizione: L’immagine di un cervello pronto per essere sezionato diventa metafora della manipolazione della mente.
Francesca Conchieri Artista visiva e performer con una formazione in Filosofia Teoretica dell’Immagine, Francesca Conchieri indaga i confini tra percezione del paesaggio e strutture cognitive. La sua pratica privilegia l’attivazione di esperienze e processi rispetto alla produzione materiale. Crack Anno: 2026 Tipologia: Azione relazionale site specific. Descrizione: L’installazione trasforma il pavimento in un tappeto di spaghetti colorati che il pubblico, calpestandoli, è chiamato a spezzare in un’esperienza sonora e visiva di rottura. Il gesto di “rompere le righe” diventa metafora di una trasformazione irreversibile, dove la distruzione dell’ordine originario genera nuove traiettorie casuali. L’opera invita a riflettere sulla fragilità dei sistemi e sull’impossibilità di ricomposizione, elevando il residuo a testimonianza fisica di un passaggio collettivo e trasformativo.
Mauro Cossu Artista multimediale e compositore, Mauro Cossu indaga la sinergia tra arti plastiche e fenomenologia sonora, muovendosi tra rigore classico e sperimentazione d’avanguardia. Come autore e curatore, Cossu esplora le profondità del linguaggio mediale, ridefinendo i confini della percezione attraverso una pratica artistica eclettica e profondamente radicata nel dialogo con lo spazio. Configurazione Radiale Anno: 2026 Tipologia: Intervento sonoro site specific Descrizione: L’opera trasforma l’architettura in uno strumento sensibile attraverso fili metallici che, attivati da contatto e vibrazione, generano suoni emergenti dall’interazione tra materia e spazio. In un luogo storicamente deputato alla separazione, l’installazione impone una pratica di esposizione: ogni gesto produce conseguenze instabili che si propagano in un campo d’ascolto condiviso. Il dispositivo annulla la distanza tra azione e riverbero, trasformando il bunker in un ecosistema relazionale dove il suono è traccia fisica del presente.
Amalia De Bernardis Artista multidisciplinare con formazione tra Berlino e New York, fonde scultura, performance e ricerca corporea in una pratica che mette al centro l’interazione tra opera e spettatore. Già direttrice di spazi indipendenti come il Cap10100, oggi guida il progetto Codici Naturali, curando format espositivi d’avanguardia che esplorano le tensioni tra arti visive e indagine antropologica. La sua visione si distingue per un forte impegno sociale e politico, traducendo la complessità contemporanea in progetti collettivi e installazioni site-specific di respiro internazionale. Senza Titolo Tecnica: Video (loop) Anno: 2023 Descrizione: Il video di Amalia De Bernardis mette in scena un countdown ipnotico che sfocia in un bianco assoluto, trasformando lo schermo nello spazio vuoto dello strazio e della violenza invisibile. Il finale non è un’assenza, ma l’evocazione di ciò che conosciamo pur senza avervi assistito, generando un’ansia profonda e persistente.
Nicoletta Feroleto Operando in un territorio di confine tra illustrazione, pittura e linguaggi digitali, la sua pratica multidisciplinare si sviluppa attraverso una costante tensione verso la comunicazione visiva. La ricerca si distingue per la capacità di far dialogare media differenti, ponendo al centro l’urgenza di un impegno sociale che trova nel tessuto urbano il suo principale campo d’azione. Ritratto di Ondina Belussi Anno: 2026 Tecnica: Tecnica mista su tavola Descrizione: Il ritratto restituisce la fragilità e la dolcezza di una giovane deportata. Lo sguardo malinconico diventa simbolo di una memoria collettiva che non può essere dimenticata.
Laura Fortin Pittrice e illustratrice attiva tra Padova e Torino, Laura Fortin indaga il femminile attraverso uno sguardo spietato che svela nevrosi, solitudini e resistenze psichiche celate dalle convenzioni sociali. La sua ricerca esplora corpi e volti come prosceni di un’identità nuda, dove la carne e lo sguardo rifuggono il decoro borghese per cercare una redenzione autentica. La Disertrice, La Cura Anno: 2024 Tecnica: Acrilico su tela Descrizione: Le opere esplorano il corpo femminile come campo di tensione tra autodeterminazione e trauma: ne La Disertrice, l’abbandono dei ruoli sociali diventa un atto di fedeltà a se stessi e conquista di uno spazio vitale. In antitesi, La Cura mette in scena un corpo invaso dalla vegetazione e segnato da suture che non guariscono, ma mantengono semplicemente in vita. Insieme, le tele raccontano la dicotomia tra la diserzione come radicale gesto di libertà e una cura necessaria quanto insufficiente, incapace di restituire senso all’esistenza.
Riccardo Garolla Attivo a Milano, Riccardo Garolla sviluppa una ricerca tra pittura, scultura e disegno, filtrando l’esperienza esistenziale attraverso un linguaggio simbolico ed enigmatico. Le sue opere emergono da un approccio “febbrile e materico” che rifiuta la progettualità seriale per dare forma a una dimensione onirica e poetica di rara intensità. Mittenti Anno: 2025 Tipologia: Installazione Descrizione: L’opera intreccia bagliori della Mitteleuropa e richiami alla “Secessione” con la cruda estetica dell’espressionismo, storicamente perseguitato come “arte degenerata”. Attraverso un’installazione di cartoline, Garolla rievoca i traumi del Novecento, trasformando lo stile pittorico in una lucida cornice storica dei drammi dell’Olocausto.
Anna Gasparini Artista e interprete di canto tradizionale, fonde la ricerca pittorica con l’indagine antropologica per dar voce a una narrazione visiva e sonora profondamente empatica. La sua pratica si radica in una componente emotiva e relazionale, esplorando il legame tra memoria collettiva e identità individuale attraverso linguaggi stratificati. Natalina Tecnica: Olio su pannello telato Anno: 2025 Descrizione: Anna Gasparini traduce la memoria storica in un’immagine di vibrante purezza, restituendo a Natalina una presenza poetica che trascende il tempo. Il ritratto agisce come un dispositivo della memoria collettiva.
Donatella Giagnacovo Sviluppa una ricerca minuziosa sulle dinamiche sociali contemporanee. Attraverso l’uso del video come strumento d’elezione per la denuncia e la memoria, l’artista esplora le contraddizioni della quotidianità condivisa. Le sue opere si pongono come un tramite narrativo essenziale, capace di tradurre l’indagine critica in un dialogo visivo profondo, volto a interrogare e stimolare nuove strutture di senso nell’oggi. Natalina Anno: 2025 Tipologia: Video Descrizione: Il timelapse di Donatella Giagnacovo impone una riflessione cruda sulla violenza dei campi di detenzione, focalizzandosi sui soggetti più vulnerabili della società. Attraverso immagini incisive, l’opera trascende la semplice visione per trasformarsi in una provocazione che scuote la coscienza del pubblico. Un lavoro potente che utilizza la temporalità contratta per rendere tangibile l’orrore e stimolare un dibattito etico imprescindibile.
Oona Hyland Artista visiva e incisora irlandese, è membro del prestigioso Graphic Studio Dublin. Al centro della sua ricerca emerge un profondo impegno etico: le sue opere diventano superfici su cui incidere la memoria di traumi collettivi e crimini sociali spesso rimasti nell’ombra, trasformando l’atto artistico in una necessaria testimonianza di giustizia visiva. Active Forgetting Anno: 2024 Tipologia: Installazione di cianotipie Descrizione: Attraverso cianotipie sospese che evocano pelle lacerata e frammenti di memoria, l’opera indaga il silenzio “fossilizzato” delle Magdalene Laundries irlandesi, luoghi di internamento e abuso. I tessuti reagiscono al minimo soffio d’aria, mutando ombre e spazi negativi come un monito vivente contro l’oblio dei traumi subiti da donne e bambini. Un’installazione eterea che trasforma il dolore storico in un’esperienza sensoriale, richiamando il dovere collettivo della testimonianza e della memoria attiva.
Caterina Luciano Formata all’Accademia di Belle Arti di Torino, Caterina Luciano fonde pittura tradizionale e sperimentazione plastica in resina e gesso, con una particolare attenzione alla conservazione dei materiali cartacei. Attiva dal 1993, la sua ricerca esplora l’equilibrio tra forma e materia, ottenendo prestigiosi riconoscimenti istituzionali. Le sue opere sono oggi custodite in importanti collezioni pubbliche, tra cui la GAM di Torino. Carta vetrata Tecnica: Pittura su carta vetro Descrizione: Nella serie Carta vetrata, la superficie abrasiva diviene metafora dell’attrito storico e della resistenza all’oblio. Caterina Luciano intreccia visioni antitetiche, dalla fragilità dei campi di lavanda alla dignità ancestrale Masai, per denunciare la barbarie della guerra e la sporcizia morale del profitto economico.
Nadia Menegon Giovanissima artista di grande sensibilità è rappresentativa della continuità della memoria tra le giovani generazioni. Nadia Menegon è appassionata di eventi storici e, dopo aver approfondito un evento determinate come il processo di Norimberga, ha disegnato una riflessione grafica dell’evento che ha cercato di restituire dignità alle vittime dell’olocausto e dello sterminio nazista. Nazi concentration camp Anno: 2025 Tecnica: Tecnica mista Descrizione: Una ricerca grafica che restituisce dignità alle vittime dell’Olocausto, rielaborando l’orrore storico attraverso un segno incisivo e solenne. L’artista trasforma la memoria del passato in un monito presente. Un’opera necessaria che agisce come ponte tra il trauma della storia e la responsabilità etica del contemporaneo.
Pablo Mesa Capella Attivo a Torino con un background in regia teatrale, Pablo Mesa Capella indaga la complessità del contemporaneo attraverso un linguaggio plastico di forte impatto visivo. La sua ricerca pone al centro la dimensione politica, esplorando i confini culturali e le ferite irrisolte dei conflitti bellici. MY WAR, YOUR WAR, MAKE… Anno: 2020 Tecnica: Incisione su elmetto militare Descrizione: Riflessione sul tema del conflitto, l’opera trasforma un elmetto militare in una “reliquia” su cui è inciso il mantra Your war my war. L’inserimento ritmico della parola make trasforma la rassegnazione in una chiamata alla coralità e all’empatia. Il coinvolgimento collettivo diventa così l’unico strumento per scardinare la violenza e innescare una reale trasformazione del presente.
Raffaele Palma Originario di Pont Canavese e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Torino, Palma è docente e fondatore del C.A.U.S., intreccia costantemente la sperimentazione estetica con un profondo impegno sociale e civile. La sua ricerca trasforma l’umorismo in uno strumento di analisi critica, rendendo la sua produzione un punto d’incontro tra indagine antropologica e attivismo culturale. La memoria di una pietra Anno: 2025 Tecnica: Computer grafica Dimensioni: 30 x 40 cm Descrizione: Un racconto visivo che ripercorre la storia di Natalina, trasponendo la tragedia della deportazione in una forma di memoria pubblica condivisa. L’opera intreccia vicende individuali e trauma storico, restituendo un’identità umana ai numeri del passato.
Angelo Pantaleo Artista e curatore, fonde ricerca visiva e promozione culturale coordinando progetti espositivi e iniziative digitali come fondatore della Galleria APS-Creo. Con un background solido nel design e nel tessile, la sua pratica è focalizzata sulla curatela multidisciplinare. Uno accanto all’altro Anno: 2026 Tipologia: Installazione tessile site specific Descrizione: Nessuno può cancellare la memoria e il suo valore, in quest’opera l’artista sente il bisogno di mettersi accanto a Natalina e a gli altri nella griglia di memorie cucite su rettangoli di tessuto manipolato con pigmenti naturali per arrivare ad ottenere tante pagine di un diario che è l’atlante dell’identità emotiva ed affettiva in una visione intima che ci lega tra le trame e gli orditi di una memoria comune.
Gigi Piana Artista visivo, performer ed educatore, intreccia immagine e gesto in una ricerca ventennale focalizzata su confini, marginalità e trasformazione sociale. Attraverso linguaggi essenziali e rigorosi, collabora con realtà come Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e Stalker Teatro, integrando la dimensione relazionale alla pratica politica. La sua carriera internazionale esplora la fragilità come strumento di indagine e partecipazione collettiva. Intervista a Piero Caporale detenuto a villa Schneider Anno: 2001 Tecnica: Video documentario Scissione Anno: 2018 Tecnica: Installazione Descrizione: L’opera analizza la polarizzazione geopolitica globale, dove il profitto scinde l’umanità in blocchi contrapposti attraverso “muri” di lamette taglienti. I fili rossi che solcano la superficie rappresentano il dolore e la resistenza di chi abita le marginalità, tentando di ricucire confini rigidi e invalicabili. Il lavoro si configura così come una critica visiva alle dinamiche di potere che frammentano il senso di comunità contemporaneo.
Giuliana Pugliese Formatasi all’Accademia Albertina di Torino, Giuliana Pugliese fonde pittura, muralismo e indagine storica in un linguaggio influenzato da sogni e psicoanalisi. La sua ricerca integra tecniche surrealiste per realizzare ritratti, opere astratte e collage di profonda introspezione. Attiva nella narrazione del contemporaneo, esplora la dimensione dell’inconscio attraverso una pratica visiva versatile e stratificata. Lo scorrere recluso Anno: 2025 Tipologia: Video Descrizione: Nel breve video di Giuliana Pugliese l’acqua di un fiume scorre rapida dietro le inferriate. Il richiamo immediato è quello alla prigionia, al tempo bloccato dalla detenzione. Al di là delle sbarre, il tempo scorre come la vita, sottratta alle vittime dei campi di sterminio che ancora oggi l’umanità utilizza per espandere il proprio potere.
Marco Rabino Attivo a Torino, Marco Rabino indaga il rapporto tra individuo e spazio urbano attraverso una pittura in bianco e nero densa e materica. Fondatore della piattaforma ADO e impegnato in ambito educativo, collabora a progetti sociali e di memoria storica, come la mostra itinerante sulla deportazione “Natalina e gli altri”. La sua ricerca esplora il contrasto tra la figura umana e le superfici industriali, intese come necessari varchi di riflessione nelle metropoli contemporanee. Volti Tecnica: Olio su tela Anno: 2019 Descrizione: Marco Rabino espone una serie di volti dai lineamenti fortemente contrastati. Sono ritratti di bambini, giovani e adulti. Si intravedono deboli fisionomie, ma il forte contrasto uniforma i loro visi privandoli dell’identità, come le vittime internate nei campi dell’orrore bellico e razziale.
Radici di Luce nel Ferro Tecnica: Installazione multimediale Anno: 2026 Descrizione: Collocata nell’oscurità di un rifugio antiaereo, l’opera eleva una cassetta di zinco ricolma di cornici funerarie di recupero, trasformando un oggetto di morte in un totem della memoria. Un intreccio di LED colorati scaturisce dal metallo, simboleggiando la resilienza dello spirito che sopravvive alla spersonalizzazione della deportazione. Il percorso, segnato da una guida rossa, invita a riconoscere nel sacrificio dei caduti una scintilla vitale che illumina il presente e restituisce dignità alle identità perdute.
Silvia Raffaelli Artista relazionale e performer, indaga le dinamiche comportamentali e percettive utilizzando lo spazio come strumento politico e di negoziazione. Attraverso installazioni e dispositivi partecipativi, attiva processi di trasformazione tra cura e rottura, esponendo in contesti prestigiosi come l’Accademia di Brera e il Cheap Festival. La sua pratica, formata tra lo IED e la progettazione territoriale, rinegozia le modalità di interazione collettiva e la percezione del limite. Terra e cielo Anno: 2025 Tipologia: Video Descrizione: Il video di Silvia Raffaelli documenta l’azione performativa dell’artista che misura il proprio procedere ponendo un fiore sull’asfalto. L’azione parte da un grande mazzo di girasoli, simbolo di omaggio a Natalina, che diventano traccia del passaggio della performer.
Armando Riva Attivo a Biella dagli anni ’70, Armando Riva è un artista eclettico la cui ricerca spazia dalla scultura alle installazioni concettuali, con una pionieristica sperimentazione nella xerografia. Figura chiave della promozione culturale locale, ha co-fondato storici collettivi e curato rassegne internazionali come Passaggi a Nord-Ovest. La sua pratica trasforma i linguaggi della grafica e della fotografia in dispositivi di indagine urbana. Volare in alto Anno: 2024 Tecnica: Installazione, ferro e stoffa Descrizione: Vesti sospese e capovolte evocano sofferenza e redenzione. Le vesti e le lunghe camicie sono simbolo di sofferenza universale, ascesa e redenzione. Sono la memoria del corpo assente che ha bisogno dell’aiuto di un suo simile speculare per superare il buio e il dubbio. Libri Anno: 2020 Tecnica: Installazione: libri, cemento. Misure variabili Descrizione: L’opera elegge il libro a simbolo assoluto di resistenza culturale e confine intellettuale da valicare incessantemente. Riva dichiara l’impossibilità di annientare il pensiero: né l’acqua, né il fuoco, né la brutalità del cemento possono abolire la memoria custodita nelle pagine. Il lavoro si configura come un atto di fede nella resilienza del sapere contro ogni forma di censura o oblio materiale.
Concha Ros Artista visiva valenciana, Concha Ros indaga l’identità femminile e il corpo come territorio simbolico attraverso una prospettiva ecofemminista. La sua pratica, radicata nel disegno lineare e ora aperta alla sperimentazione video, evolve dall’introspezione a una riflessione collettiva sul legame tra emotività e natura. Houdini Anno: 2018 Tipologia: Video Descrizione: Elevando la figura di Houdini a metafora di affrancamento, l’opera mette in scena il tentativo disperato di spezzare le catene della persecuzione storica. Una valigia serrata con una cintura simboleggia l’urgenza di una fuga precaria, dove l’abbandono del fardello personale diventa un rito di passaggio. Il richiamo all’illusionismo si trasforma così in un’invocazione alla speranza: un atto di resilienza per scardinare le prigioni dell’identità e sfuggire all’inevitabile.
Gerardo Rosato “Artista di fabbrica” presso Avio Aero, Gerardo Rosato fonde l’altissima perizia tecnica nella formatura di motori aerei con una ricerca creativa basata sul recupero. Utilizza il filo di ferro come una “matita invisibile” per tracciare intuizioni poetiche, trasformando materiali industriali in sculture leggere. La sua pratica artistica è una sintesi di pazienza e abilità manuale, dove il rigore della produzione meccanica incontra la libertà della fantasia. Senza luce non esisti Anno: 2026 Tipologia: Installazione Descrizione: In queste trame di ferro, la materia abdica in favore dell’ombra: l’opera si manifesta solo quando la luce attraversa il metallo, proiettando nello spazio figure che trascendono la loro stessa fisicità. Le sculture abitano l’intervallo tra corpo e proiezione, rivelando presenze eteree che ridefiniscono il vuoto. Senza l’attivazione luminosa l’opera rimane latente, sottolineando come l’esistenza stessa sia frutto di una relazione tra visibile e invisibile.
Marco Scarcella Basato a Scaletta Zanclea, Marco Scarcella indaga le intersezioni tra arte, scienza e ambiente attraverso una pratica interdisciplinare che spazia dall’installazione alla video-performance. Co-fondatore del Collettivo Corrente, con cui ha realizzato l’opera di Land Art Primordiale, collabora a progetti d’avanguardia come Tecno-Bazar presso Spazio Taverna a Roma. La sua ricerca si distingue per un approccio analitico che traduce la complessità ecosistemica in trittici grafico-fotografici di forte impatto visivo. Monumentum Anno: 2024 Tecnica: Installazione Descrizione: L’opera indaga la stratificazione culturale attraverso la teca di frammenti architettonici, intesi come custodi di memorie e identità sedimentate. In un presente segnato da conflitti e perdite civili, queste tracce svelano la fragilità del vivere, sospese tra la distruzione materiale e la persistenza del ricordo.
Marino Tarizzo Attivo sin dagli esordi su Frigidaire, attraversa l’attuale “epoca apocalittica” coniugando disegno, narrativa e poesia in una pratica di resistenza culturale. La sua ricerca, schiva e volutamente distante dalle dinamiche mondane, si concentra sull’organizzazione di incontri di riflessione critica. Con un linguaggio intriso di ironia e disillusione, Tarizzo prosegue un percorso coerente volto a preservare l’integrità del pensiero artistico. Natalina e lo specchio del Male Tecnica: China ed ecoline Anno: 2025 Descrizione: Attraverso un segno grafico netto e drammatico, Tarizzo proietta la memoria di Natalina nel presente, trasformando il triangolo rosso dei deportati politici in uno specchio etico. L’opera non ritrae la decadenza della vittima, ma l’abbrutimento morale di chi ha inflitto quel marchio, evidenziando una colpa storica da cui nessuno può dirsi assolto. Il riflesso della ragazza invecchiata nel simbolo della prigionia diventa un monito visivo sulla persistenza del male e sulla responsabilità collettiva.
Togaci Artista, musicista e curatrice, Togaci è una figura centrale del panorama torinese, nota per progetti di riqualificazione urbana che utilizzano l’arte contemporanea come dispositivo critico. La sua pratica interdisciplinare fonde regolarmente musica, video e live painting in performance multimediali di respiro internazionale. Attraverso una visione poliedrica, Togaci integra la gestione culturale e la creazione artistica per attivare nuove dinamiche di trasformazione sociale e territoriale. Natalina. Una presenza sottile Anno: 2025 Tipologia: Video Descrizione: Togaci traspone Natalina nella contemporaneità, ritraendola in un momento di vitale spensieratezza interrotto da una frattura improvvisa della membrana narrativa. Questo strappo visivo rievoca la violenta interruzione del percorso esistenziale della giovane, proiettando lo spettatore nel trauma della perdita. L’opera trasforma il ricordo in una presenza vibrante, sospesa tra la gioia di un istante e l’inevitabilità della memoria storica.
Roberta Toscano Basata a Torino, l’artista sviluppa una ricerca essenziale che fonde materiali di scarto, fotografia e installazione in una tensione tra materia e corpo. Al centro del suo lavoro l’autoscatto e l’immaginario femminile diventano spazi di resistenza critica contro la mercificazione dell’esistenza. La sua pratica trasforma il dato visivo in un dispositivo di analisi stratificata, dove l’immagine è strumento di verità e metamorfosi identitaria. Essere in valigia Anno: 2025 Tipologia: Installazione / video Descrizione: L’installazione di Roberta Toscano racconta di viaggi. Viaggi nello spazio, viaggi nel tempo storico, viaggi interiori. Natalina ha compiuto un lungo viaggio. La sua memoria ci riporta alla tragedia dell’olocausto e, soprattutto per coloro che ne hanno un lontano ricordo, sollecita corde interiori. “E non ai miei occhi” Anno: 2016 Tipologia: installazione, 6 pannelli foto digitali rielaborate Descrizione: L’opera manipola sguardi anonimi e celebri per trasformarli in un territorio di sperimentazione universale, dove la percezione diventa strumento di consapevolezza critica. Il riferimento agli occhi funge da soglia tra dimensione interiore e memoria collettiva, annullando l’identità del singolo a favore di un gusto condiviso. In questo gioco di visioni alterate, lo spettatore è invitato a riscoprire il valore profondo del guardare come atto di resistenza culturale.
Flavio Ullucci Pittore e musicista autodidatta, Flavio Ullucci indaga la memoria e la percezione della realtà attraverso una pittura a olio che spazia dall’iperrealismo all’installazione concettuale. La sua ricerca tende a scardinare il confine della tela integrando materiali non convenzionali e sonorità ambient nel progetto PSO. Al centro della sua poetica vi è la stratificazione del ricordo e la decontestualizzazione del quotidiano come atto di resistenza all’oblio. Robinia Anno: 2022 Tecnica: Olio su tela e elementi naturali Descrizione: L’opera si configura come un ossimoro visivo dove la delicatezza di un volto giovanile è violata da rami di robinia, le cui spine ne trafiggono la superficie in un atto sacrificale. La composizione evoca una tensione tra vulnerabilità e martirio, cristallizzando in pochi centimetri il dolore silenzioso della memoria negata.
Paola Zorzi Artista poliedrica Paola Zorzi indaga il legame tra comunità e territorio attraverso una ricerca che fonde rigore costruttivista e impegno civile. La sua pratica spazia dalla pittura astratta alle installazioni multimediali, con operazioni concettuali volte a riattivare la memoria collettiva e documentare le ferite sociali. Nelle sue opere, l’estetica si fa dispositivo critico per sollecitare lo sguardo dello spettatore contro l’inerzia della storia. Tempo sospeso e abbandono Anno: 2022 Tecnica: Installazione Descrizione: L’aria agita nastri privi di tensione, traducendo visivamente la precarietà di esistenze interrotte e vite bloccate in “non-luoghi” di detenzione forzata. L’installazione denuncia la sospensione dei diritti umani e la violenta asimmetria tra la libera circolazione delle merci e il respingimento degli individui. Effetto Boomerang Anno: 2021 Tecnica: Installazione. Legno sagomato e dipinto Descrizione: La forma del boomerang simboleggia il contraccolpo globale di uno sviluppo basato sulla delocalizzazione di inquinamento e sfruttamento. Un richiamo alla responsabilità etica contro l’illusione di poter isolare i rischi ambientali e sociali in un mondo interconnesso. Una linea nera: Gaza Anno: 2014 Tecnica: olio su tela (cotone) su tavola di legno Descrizione: Un orizzonte astratto che assorbe e restituisce il peso di tragedie collettive, dai conflitti a Gaza alla memoria della pandemia. Un’opera aperta che sottrae l’evento cronachistico all’oblio per consegnarlo a una riflessione.
Natalina e gli altri
mostra collettiva di arte contemporanea
a cura di Marco Rabino e Roberta Toscano
Dal 05 al 22 maggio 2026





