ARTE AL CENTRO 2026 di una trasformazione sociale responsabile
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Foto e testo Paola Zorzi - La 28ª edizione di ARTE AL CENTRO Fondazione Pistoletto Cittadellarte, inaugurata il 15 maggio, rimarrà aperta al pubblico tutti i fine settimana fino al 31 dicembre 2026 negli spazi di Cittadellarte Fondazione Pistoletto di via Serralunga 27 a Biella.
Il programma di quest'anno, oltre a visite guidate alle mostre permanenti, installazioni, progetti, laboratori di arte contemporanea si presenta con una nuova proposta: l'apertura di Hotel Cittadellarte, all'insegna di un particolare tipo di accoglienza che condivide i principi, già espressi nelle passate edizioni dalle Terme Culturali, con l'obiettivo di coniugare il tema dell'accoglienza con la cultura e l'ambiente. La mostra "L'ospite inatteso" di Giuseppe Stampone trasforma dunque l'Hotel in uno spazio espositivo che si sviluppa in 31 camere, ciascuna delle quali ospita un'opera dell'artista.
Molti gli spazi di Cittadellarte coinvolti anche quest'anno con ARTE AL CENTRO.
Molto interessanti nello spazio N.O.V.A. Civitas (Nuovi Organismi di Vita Abitativa) le installazioni multimediali facenti parte del processo di ricerca "Ecosystems as Living Communities" vol.II, promosso da Fondazione Pistoletto Cittadellarte attraverso UNIDEE Residency Programs in collaborazione con UniCredit Group. Una residenza che tra il febbraio e il maggio 2026 ha visto Emma Zerial e Eliza Collin entrare in contatto diretto con tutte le componenti a cui il termine "ecosistema" rimanda. Il tutto è avvenuto con un approccio che prevedeva spazi di lavoro e ascolto in un'ottica multidisciplinare implementando un dialogo con tutte le parti in causa a partire dalle conoscenze di realtà situate nei territori presi in considerazione fino ad arrivare ad interagire con ambiti del sapere e della ricerca scientifica. Il paesaggio alpino e la montagna sono i luoghi in cui le due artiste hanno portato avanti il loro lavoro di ascolto ed immersione tentando di azzerare quel distacco tra significato e significante che linguisticamente può presentarsi come semplice iato oppure come un vero e proprio baratro (rispetto a ciò a cui la parola si riferisce). Una delle artiste in questo caso sceglie addirittura di abbandonare le parole in favore di un rapporto diretto, o comunque differente e foriero di nuovi punti di vista, con l'ambiente che la circonda. Mentre con l'affermazione "Ogni suono accade sempre da qualche parte e in un preciso momento" un rapporto univoco viene ricercato attraverso il suono (Emma Zerial). Il lavoro delle due artiste, come sottolinea la curatrice Angela Serino "ha origine proprio da questa prospettiva relazionale (ecosistema come parti e relazioni in cui ogni incontro e relazione ha un potere trasformativo…)". Al centro dell'attenzione l'ecosistema alpino dal punto di vista sia della flora e della fauna che geologico... e dove la separazione tra l'organico che si insinua tra le crepe dell'inorganico appare a quel punto illusoria.
Proseguendo nell'esplorazione di ARTE AL CENTRO constatiamo la presenza a Cittadellarte di "Dans les plis. Ogni punto è il centro dell'universo". Si tratta di un progetto triennale in cui la piega è vista come "dispositivo estetico, culturale e sociale". Dans les plis unisce la ricerca storica e documentale alla ricerca artistica contemporanea in cui il gesto antico, minimo, del piegare, nel lasciare un segno, genera forma e durata. La ricerca vede una sua continuità tra il passato, interpretato attraverso l'abito muliebre di Scanno, e i cartamodelli, video e tessuti reinterpretati dagli studenti del corso triennale di Moda sostenibile dell'Accademia Unidee. La piega dunque come gesto antico ma anche come continuità e metafora che in un passato non così lontano aveva già ispirato filosofi quali Deleuze o artisti come Grazia Varisco.
Con CirculART 4.0 Tracciare l'invisibile, viene presentato un progetto sviluppato da Fondazione Pistoletto Cittadellarte che consente di mettere in relazione artisti e fashion designer con le eccellenze della filiera tessile. Un'edizione, quella attuale, che si contraddistingue per sperimentazione e visioni trasformative in grado di immaginare un futuro alternativo. Nelle opere in mostra la ricerca spazia tra la possibilità di offrire al pubblico una tracciabilità multipla di un prodotto che si presenta dotato di identità digitale [Temera (Gruppo Beontag)] e ricerche che propongono una visione biologica e rigenerativa del colore (Piero d'Angelo). In altri casi è possibile ammirare un microambiente tessile costituito da fibre riciclate e semi, un ecosistema cioè in divenire (Giulia Filippi) oppure un'installazione nata per implementare un carattere estetico e sociale della cura (Mako Ishizuka). A questi si affiancano "La donna baobab" (Made For A Woman), un intreccio fra artigianato e empowerment femminile; "The White Inside" (Martina Boero / Cavia), un maglione abitabile che invita a riflettere sulle dinamiche del consumo; e "Hopeful Monsters. Serendipity in Saltational Evolution", "un luogo in cui la materia si rigenera acquisendo nuovi significati estetici e simbolici".
Ma l'edizione di ARTE AL CENTRO 2026 è anche l'occasione per visitare il nuovo allestimento dedicato a Biella Città Arcipelago. Il progetto, definito "Opera Demopratica", si esprime in 6 isole tematiche in cui azione, idee e persone si incontrano per immaginare il futuro.
Le "Terme Culturali", introdotte da Armona Pistoletto, si presentano come esperienze CreAttive ExraOrdinarie. Si concretizzano attraverso un'esperienza "di visita inedita che Cittadellarte ha progettato con artisti e designer" un percorso che tende a riequilibrare mente, spirito e corpo attraverso la consapevolezza di un elemento motivazionale quale la sostenibilità.
Evento sempre atteso nella giornata inaugurale di Arte al Centro il "Minimum Prize 2026" quest'anno assegnato al MAAM (Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz_città meticcia) e Giorgio de Finis. Evento introdotto da Paolo Naldini, Direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte. Un premio anche quest'anno particolarmente significativo in quanto relativo ad un Museo Civico nato dal basso, il MAAM, realizzato attraverso la collaborazione di artisti, abitanti, comunità locali, attivisti e istituzioni. Un luogo in cui gli interventi artistici si sono rivelati elementi di protezione nei confronti degli abitanti di Metropoliz. Il Comune di Roma ha infatti recentemente promosso un piano volto alla realizzazione di nuove case popolari destinate a quegli abitanti mentre il MAAM sarà trasformato in uno spazio espositivo istituzionale.
Per l'occasione non è mancato l'intervento di Michelangelo Pistoletto. E' stato quindi sottolineato il ruolo centrale della creatività che non ha possibilità di esistere senza libertà. Una libertà che proprio in quanto tale implica implicitamente nel suo essere momento attivo e non passivo la responsabilità.
Tra le molteplici proposte e spazi coinvolti, da ricordare infine l'iniziativa "FOOD IS A HUMAN RIGHT FOR ALL" tanto più importante in questo periodo di conflitti e guerre. E' stato lanciato infatti l' "Euopean Citizens' Initiative": un milione di firme per obbligare la Commissione Europea a prendere posizione sul diritto al cibo. L'iniziativa nasce da un processo sviluppato a Ginevra negli ultimi anni: "l'opera demopratica sul diritto al cibo".





