Dante e Leonardo: quali percorsi storici e culturali hanno portato dal Sommo Poeta al Genio che tutto il mondo ci invidia? Quali le tappe, i protagonisti di questo viaggio lungo due secoli esatti? A queste, ed altre, domande cerca di rispondere Ernesto Solari, con il suo Dante e Leonardo, la divina scienza, edito da Colibrì. Uscito poche settimane fa, il libro verrà ufficialmente presentato mercoledi’ 15 Settembre, alle ore 17, nella splendida cornice di Villa Olmo, a Como, gioiello dell’architettura neoclassica dell’Ottocento. Dialoga con l'autore il giornalista Franco Cavalleri. 

 

Leonardo conosceva sicuramente Dante e la sua opera, per averlo studiato da giovane, durante gli anni ‘scolastici’. Non conoscendo il latino, il poema dantesco era, di fatto, l’unico testo che il genio vinciano potesse leggere e su cui formarsi. L’Italia di allora era, comunque, molto più impregnata del sapere dantesco di quanto possiamo immaginare, e a testimoniarlo è, ancora, proprio Leonardo, con i continui omaggi al Sommo Poeta che possiamo rinvenire nei suoi disegni, negli schizzi, negli scritti. Si può tranquillamente affermare che Leonardo ha abbracciato l'opera dantesca come una sorta di guida in cui ha trovato una intensa forza illuminante: ha in parte accettato gli insegnamenti di Dante e lo ha indagato, sviscerato, lo ha ‘copiato’ in alcune manifestazioni.

 

Come Dante sembra immedesimarsi nella figura di San Giovanni Battista, che annuncia la venuta di Cristo, cosi’ Leonardo, nel suo San Giovanni, sembra rendere omaggio al poeta che gli sta aprendo la strada verso la conoscenza e verso la redenzione, insieme ad altri personaggi estremamente importanti, primo fra tutti Gioacchino da Fiore (che ci accompagna lungo il percorso di lettura, come il Virgilio dantesco) la cui presenza vive sia nella Commedia che in quel grande capolavoro universale che è il Cenacolo Milanese. 

 

Non solo Italia, non solo cultura latina. Dante e Leonardo debbono molto anche a fonti ebraiche ed islamiche - di cui Avraham Abulafia e Ibn Arabi sono, probabilmente, i due nomi principali - fondamentali per l'ispirazione dantesca, prima, leonardesca poi e che possono oggi, illuminare sulle comuni radici tra le culture delle due sponde del Mediterraneo.

 

Non mancheranno, nell’incontro di Villa Olmo, gli accenni ai legami di Leonardo con il territorio comasco e lariano in generale. A partire dai paesaggi presenti nei capolavori leonardeschi, dalla Gioconda al Cenacolo, che molti studiosi vedono come ispirati dalle vedute del Lario che il vinciano conosceva molto bene, per arrivare alla cosiddetta Sacra Famiglia di Lipomo, da molti ritenuta opera del grande genio toscano. 

 

Appuntamento, dunque, per il 15 settembre, alle ore 17, a Villa Olmo di Como. Registrazione necessaria sul sito di Parolario parolario.it.

 

Ernesto Solari: Artista e storico dell'arte, nato a Forlimpopoli (FC), diplomatosi al Liceo Artistico di Bologna ha frequentato la facoltà di Architettura a Firenze. Vive e lavora a Como dal 1978 con studio e Centro studi leonardeschi in via Montegrappa 72. Ha allestito diverse mostre (personali e/o tematiche) in varie città italiane ed estere; ha effettuato numerose pubblicazioni d’arte e saggistica. Ha curato i cataloghi e l'allestimento di numerose mostre. E' studioso di simboli ed esperto di esoterismo, alchimia e Kabala. Da anni, anche col sostegno del compianto prof. Carlo Pedretti, si dedica allo studio dell’opera di Leonardo e di altri artisti rinascimentali (Raffaello e Durer) proprio in chiave simbolica e mistica.