C’è una ragione precisa per cui Legambiente ha deciso di dedicare anche questa edizione del Rapporto Ecomafia – presentata l’11 luglio alla Camera – dopo quella pubblicata giusto vent’anni fa, nel 2003, al pensiero di Giovanni Falcone: la sua straordinaria attualità. “Nella descrizione fatta da Giovanni Falcone alla giornalista Marcelle Padovani del mafioso costruttore che diventa ‘capitano d’industria’ - afferma Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalità Legambiente - ricorrono i tratti di una criminalità organizzata capace, oggi più di ieri, di inquinare l’economia saccheggiando l’ambiente in cui viviamo.

Un’aggressione ‘condivisa’ con imprenditori privi di etica, faccendieri senza scrupoli, politici e funzionari corrotti, in particolare nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa ma non solo, come dimostrano gli scioglimenti, per il condizionamento subito dalla ’ndrangheta, dei comuni di Anzio e Nettuno, in provincia di Roma”. Una diffusione confermata anche dal numero dei clan ecomafiosi censiti da Legambiente: dal 1994 a oggi ammontano a 375, operativi in tutte le filiere ambientali. La morsa delle ecomafie rimane ben salda, evidenzia il rapporto. Nel 2022 i reati contri l’ambiente restano sopra la soglia dei 30.000, esattamente sono 30.686, in lieve crescita rispetto al 2021 (+0,3%). Una media di 84 reati al giorno, 3,5 ogni ora. Crescono anche gli illeciti amministrativi che toccano quota 67.030 (con un incremento sul 2021 del +13,1%): sommando queste due voci – reati e illeciti  amministrativi – le violazioni delle norme poste a tutela dell’ambiente sfiorano quota 100.000 (97.716 quelle contestate, alla media di 268 al giorno, 11 ogni ora). Il maggior numero di illeciti si registra nel ciclo illegale del cemento, i reati contro la fauna e il ciclo dei rifiuti. L’incremento più significativo dei reati accertati dalle forze dell’ordine si registra nel ciclo illegale del cemento, lungo tutta la filiera, dalle cave ai reati urbanistici, dalla produzione di calcestruzzo alle imprese di costruzione: esattamente 12.216 illeciti, pari al 39,8% del totale, con una crescita del +28,7% rispetto all’anno precedente. Dieci le proposte di modifica normativa presentate dall’associazione ambientalista per rendere più efficace l’azione delle istituzioni a partire dall’approvazione delle riforme che mancano all’appello, anche in vista della prossima direttiva Ue sui crimini ambientali, di cui l’Italia deve sostenere con forza l’approvazione entro l’attuale legislatura europea. È necessario, sul versante nazionale, rivedere, in particolare per quanto riguarda il meccanismo del cosiddetto subappalto “a cascata”, quanto previsto dal nuovo Codice degli appalti e garantire il costante monitoraggio degli investimenti previsti per il Pnrr. Dal punto di vista legislativo, occorre approvare il disegno di legge contro le agromafie; introdurre nel Codice penale i delitti contro la fauna; emanare i decreti attuativi della legge 132/2016 che ha istituito il Sistema nazionale per la protezione per l’ambiente; garantire l’accesso gratuito alla giustizia per le associazioni iscritte, come Legambiente, nel Runts, il Registro unico nazionale del Terzo settore. - Per il Sistema nazionale per la protezione per l'ambiente, “sui decreti attuativi, che sono 6 anni che sono in ballo, siamo in dirittura d’arrivo. Stiamo decidendo i livelli essenziali, settembre dovrebbe essere il mese clou per arrivare in chiusura e trasmetterli alla conferenza stato-regioni” annuncia il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto alla presentazione del rapporto. Il ministro, inoltre, sottolinea “come sia un dovere da parte del governo e una sfida da parte del Parlamento quella di fare il punto della situazione e mettere mano al codice dell’ambiente, andando a vedere ciò che è ancora attuale e ciò che non lo è più, ciò che c’è e ciò che manca, ciò che è da mantenere e no. Questa è un’iniziativa che il governo assumerà con una prima stesura da parte del ministero e d’altra parte con un percorso parlamentare, in cui è fondamentale il contributo di tutti”.