Son ben 47 i partner provenienti da 13 Paesi Europei che l’Università degli Studi di Milano, attraverso il suo polo di Eccellenza UNIMONT di Edolo, coordinerà a livello europeo nel progetto MountResilience - Accelerating transformative climate change adaptation for higher resilience in European Mountain Regions”, il primo progetto interamente dedicato alle montagne finanziato dalla Commissione Europea sulle Missioni di Horizon Europe dedicate all’adattamento ai cambiamenti climatici, che, grazie ad un finanziamento di circa 15 milioni di euro e per la durata progettuale di 4 anni e 6 mesi, ha l’obiettivo di testare e creare una banca dati delle possibili azioni di adattamento agli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sulle regioni montane, aumentando pertanto la resilienza delle comunità locali.

Nel dettaglio, il progetto coinvolgerà 10 comunità e regioni montane di 9 Paesi europei, dislocate tra Alpi, Carpazi, Pirenei e Montagne del Nord che verranno coordinate dal Polo UNIMONT della Statale di Milano per lo studio e l’istituzione di un portfolio di soluzioni su tematiche tipiche dei luoghi montani: turismo invernale, il consumo idrico in agricoltura, il risparmio e l’efficientamento energetico, l’utilizzo del suolo e la tutela della biodiversità. “Un tema cruciale quello affrontato da questo progetto di ricerca: gli effetti del cambiamento climatico sono infatti sempre più evidenti e mettere a punto strategie per affrontarli in modo adeguato, per limitarne i danni e, magari, riuscire a ottenerne anche qualche beneficio, è una priorità”, afferma Anna Giorgi, responsabile del Polo UNIMONT della Statale di Milano e referente scientifico del progetto Horizon Europe MountResilience. E aggiunge: “Si tratta di una vera e propria urgenza, da affrontare insieme a livello europeo, per condividere buone pratiche e individuarne di nuove anche nei contesti territoriali peculiari ed esposti come quelli montani, di cui la Statale di Milano, da anni, si occupa lavorando nel territorio a stretto contatto con le realtà locali e gli stakeholder nazionali e internazionali”. Queste soluzioni saranno implementate da 6 comunità pilota – Tirolo (Austria), Gabrovo (Bulgaria), Râu Sadului (Romania), Vallese (Svizzera) e Lapponia (Finlandia) – che dialogheranno con gli attori di impresa, pubblica amministrazione, ricerca e società civile (la cosiddetta “quadrupla elica”) e utilizzeranno poi l’openinnovation nonché processi partecipativi e di co-progettazione, per mobilitare, coinvolgere e raggiungere le comunità locali e gli attori chiave per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio. Le 4 comunità nel ruolo di “replicator” – Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia (Italia), Catalunya (Spagna), Primorje-Gorski Kotar County (Croazia) e Podkarpackie (Polonia) –, invece, andranno a riproporre le soluzioni tecnologiche e sociali di adattamento ai cambiamenti climatici testate dalle comunità pilota.