Ansia, depressione, fobie, difficoltà di concentrazione, insicurezza e insonnia, fobia scolastica, associate all’evitamento delle situazioni sociali quali sport e attività ricreative, sono solo alcune delle conseguenze sulla vita dei ragazzi che soffrono di mal di testa. Il disagio soggettivo appare più accentuato negli adolescenti con emicrania con aura, nonostante, siano talentuosi, desiderosi di studiare e affermarsi dentro e fuori la scuola. A spiegarlo è la psicoanalista Ordinario e psichiatra della Società Psicoanalitica Italiana Adelia Lucattini che evidenzia le implicazioni psicologiche sugli adolescenti della cefalea primaria e dell'emicrania con aura.

“Secondo l’OMS la cefalea è la seconda causa di disabilità nel mondo e rappresenta un grave problema sanitario per il suo elevato impatto sulla qualità della vita e la compromissione della vita sociale, accademica e lavorativa. La prevalenza mondiale della cefalea in adolescenti e adulti è del 46%, nei bambini del 58%. Le cefalee primarie sono tra lo 0,7 e il 2,6% di tutti gli accessi pediatrici annuali ai Pronto soccorso, di questi il 20% sono casi di emicrania. L'emicrania è tra le 10 malattie più invalidanti al mondo, con una prevalenza dell'11% in adolescenti e adulti. Il picco è tra gli 11 e i 13 anni, anche se l’età media di insorgenza è a 7 anni entro i 15 anni il 57-82% hanno avuto almeno un episodio di cefalea. In età scolare i maschi sono maggiormente colpiti, mentre dopo la pubertà il disturbo prevale nelle ragazze. Il 13% degli adolescenti emicranici è afflitto dall'emicrania con aura, che è associata a disturbi del linguaggio (afasia, disartria), visivi, uditivi, cutanei, nausea, vomito, tremore “interno”, parasonnie, sindrome delle gambe senza riposo. Inoltre, è sovente associata a disturbi emotivi e psicologici correlati all’emicrania in sé (iperattività e agitazione) e agli effetti traumatici dell’aura, soprattutto gli adolescenti, quando la malattia si manifesta in modo più intenso e persistente.