Al confine con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Castel San Vincenzo è un piccolo borgo molisano caratterizzato da un paesaggio meraviglioso, affacciato su un lago artificiale in cui la fauna acquatica è costituita in prevalenza da salmonidi e circondato da boschi fino alle vette delle Mainarde. Il borgo, situato in provincia di Isernia alle falde occidentali del monte Vallone, conserva le tracce di un villaggio agricolo di epoca tardo-romana e di un oratorio dedicato a San Vincenzo risalente al periodo tra il V e il VI secolo. Secondo la tradizione, tre nobili beneventani di origine longobarda, Paldo, Taso e Tato, tra il VII e l'VIII secolo edificarono un monastero benedettino nei pressi dell'oratorio.

In pochi decenni il monastero divenne uno dei più importanti e ricchi a livello europeo, tanto che si narra di una visita di Carlo Magno, di cui purtroppo non ci sono fonti certe. Oggi, rimane l'abbazia di San Vincenzo al Volturno, ricostruita nel X secolo dopo un'incursione dei saraceni, una delle più antiche chiese del Molise e del sud d'Italia. Una curiosità sulla nascita del paese è quella che vede unirsi due borghi distinti, San Vincenzo e Castellone al Volturno, come testimoniato nell'antico "Chronicon Vulturnense", un antico codice miniato. Il suo incastellamento, invece, risale al periodo tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII. Tra i monumenti e luoghi d'interesse, meritano la visita: la Chiesa di Santo Stefano (datata tra il XII e il XIII secolo); piazza Marconi; la Chiesa di San Martino in stile tardo barocco; la porta medievale ad arco di piazza Umberto I; il Santuario della Madonna delle Grazie del XVII secolo in località Cartiera (luogo che deve il nome, appunto, alla presenza di una cartiera); e il Centro visite faunistico "Oscar Caporaso", che offre ai suoi visitatori l'intero campionario della preziosa fauna delle Mainarde. Una fauna che abita un territorio dominato da vecchi vigneti e oliveti in disuso. La cucina, infatti, non può che essere quella contadina, fatta di polenta, sagne e fagioli, soffritti, agnello alla menta, bistecche gratinate, crema di carote, ragù misto, riso e verza, salsa di capperi, spaghetti con alici, zuppa di ortiche, "cicerchiata" (dolce molisano simile agli struffoli napoletani) e il "fiatone". Castel San Vincenzo ha un legame profondo anche con le proprie tradizioni religiose. Molte sono le festività a sfondo spirituale che arricchiscono le radici culturali degli abitanti, prima fra tutte la festa del patrono San Martino, l'11 novembre, con relativa fiera. Inoltre, vengono festeggiati San Vincenzo martire (22 gennaio), San Marco (25 aprile), San Michele Arcangelo (8 maggio), Madonna delle Grazie (2 luglio), Santo Stefano e San Domenico (3-4 agosto) con successivo “Mercatino di Santo Stefano” tra le vie del borgo antico, Madonna dell'Assunta (15 agosto), San Rocco (16 agosto) con relativi giochi popolari e “asta di San Rocco” e la Madonna della Neve (21 novembre). Scoprire la religiosità e i sorrisi degli abitanti ripagherà pienamente del viaggio compiuto alla scoperta di un Molise antico e spirituale, pronto a offrirsi ai viaggiatori curiosi e agli emigrati alla ricerca delle proprie radici.

COME ARRIVARE: L'aeroporto più vicino è a Napoli (106 km), mentre la stazione ferroviaria è a Isernia (26 km), dalla quale si prosegue in bus "Lariviera". In automobile da Roma: prendere A24, prendere A1/E45 in direzione di SS 430 a San Cesario, prendere l'uscita S. Vittore, prendere SS 6 Diramazione Via Casilina, SS 85 Venafrana e SS 158 in direzione di Piazza Umberto a Castel San Vincenzo.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: La posizione è perfetta per visitare i comuni del Parco Nazionale d'Abruzzo. Per chi ama la storia, è da vedere la Roccia dei tedeschi a San Donato Val di Comino.