INGV: IL PRIMO SGUARDO ALL’INTERNO DI UN VULCANO NEONATO
- Details
- Redazione
Per la prima volta gli scienziati hanno ottenuto un’immagine tridimensionale dell’interno di un vulcano monogenetico appena formato. A cura dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Università di Ginevra (Svizzera), dell’Institute for Science and Technology, Skoltech (Moscow, Russia), dell’Instituto Volcanológico de Canarias (INVOLCAN) e dell’Università di Granada (Spagna), Lo studio “Seismic Tomography of a Newborn Volcano”, appena pubblicato sulla rivista scientifica ‘Geophysical Research Letters, è stato condottO a La Palma (una delle Isole Canarie, arcipelago spagnolo al largo della costa nord-occidentale dell'Africa) subito dopo l’eruzione del 2021 e i risultati offrono informazioni cruciali per capire come nascono e si evolvono i vulcani
. Il 19 settembre 2021 ebbe inizio a La Palma una devastante eruzione vulcanica che si protrasse per 85 giorni. Fu una delle più intense registrate sull’isola negli ultimi secoli, con un impatto enorme sul territorio e sulla popolazione. Allo stesso tempo, ha rappresentato un’occasione unica per studiare la nascita, l’evoluzione e l’estinzione di un vulcano: il Tajogaite. “È stata una finestra irripetibile per osservare un vulcano appena nato, quando le sue strutture interne sono ancora incandescenti e attive”, spiega Luca D’Auria, direttore del Área de Vigilancia Volcánica dell’INVOLCAN. L’isola di La Palma, come molte altre aree vulcaniche del pianeta, è caratterizzata da un vulcanismo monogenetico. Ciò significa che ogni eruzione avviene in un punto diverso, dando origine a un nuovo cono vulcanico, con morfologia più o meno complessa. Fino ad oggi, però, non erano mai stati condotti studi di dettaglio sulla struttura interna di un vulcano di questo tipo subito dopo la sua formazione. L’indagine è stata resa possibile grazie all’utilizzo della tomografia sismica dei terremoti locali che ha permesso di ricostruire un’immagine tridimensionale dei primi 1500 metri al di sotto del vulcano, attraverso le registrazioni di una rete di 17 stazioni sismiche temporanee installate nei dintorni del cono subito dopo l’eruzione. Questi strumenti hanno registrato migliaia di microsismi generati dai processi di contrazione termica e dal movimento dei gas liberati dal magma in raffreddamento. “Grazie all’intelligenza artificiale siamo riusciti ad analizzare oltre 17.000 microsismi, distinguendo in modo automatico le onde sismiche utili”, sottolineano i ricercatori.





