I NONNI CON LA VALIGIA
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- Redazione
Tra il 2002 e il 2024, come si legge nel report ‘Un Paese, due emigrazioni’, presentato in collaborazione con Save the Children, nel corso di un convegno il 17 febbraio a Roma, gli anziani over 75 formalmente residenti al Sud che vivono stabilmente al Centro-Nord (definiti “nonni con la valigia”) sono quasi raddoppiati, passando da 96 mila a oltre 184 mila unità. Le stime si basano sull’analisi delle compensazioni della mobilità farmaceutica convenzionata e sulla spesa pro-capite per farmaci della popolazione anziana. Questa emigrazione “sommersa” riflette due dinamiche intrecciate.
Da un lato, il ricongiungimento familiare con figli e nipoti emigrati al Centro-Nord anche a supporto die carichi di cura familiari; dall’altro, la crescente difficoltà di ricevere servizi di cura adeguati nel Mezzogiorno, caratterizzati da carenze nei servizi sanitari e assistenziali. L'incontro è stato aperto dalla direttrice Polo ricerche di Save the Children, Raffaela Milano, dal giornalista di Repubblica Antonio Fraschilla che ha presentato il video 'Un Paese, due emigrazioni. Freedom to move, right to stay' e dalla ricercatrice della Svimez Serenella Caravella che ha illustrato i dati salienti del report. Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Consulta Anci Giovani, Domenico Carbone, il presidente dei Giovani imprenditori Confindustria Salerno Vincenzo Iennaco, la segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virginia Libero, il giornalista di Will Media, Carlo Notarpietro. Nel corso della presentazione il direttore della Svimez, Luca Bianchi ha sottolineato come “sono necessarie nuove politiche pubbliche per il diritto a restare, orientate a valorizzare le competenze formate nel Mezzogiorno, mutuando gli strumenti di incentivo al rientro dei cervelli. Le migrazioni dei giovani laureati dal Mezzogiorno rappresentano sempre più spesso una risposta obbligata alla carenza di opportunità economiche, occupazionali e sociali nei territori di origine. In questa prospettiva, la SVIMEZ propone l’introduzione, a livello europeo, di un Graduate Staying Premium, basato su una detassazione parziale dei redditi da lavoro dei giovani laureati neoassunti nei primi cinque anni di attività nelle regioni europee collocate nella trappola dei talenti. Il Graduate Staying Premium potrebbe configurarsi come uno degli strumenti innovativi delle politiche per l’occupabilità nella programmazione europea 2028-2034, intervenendo su uno dei principali fattori che alimentano la mobilità dei giovani qualificati. La misura consentirebbe infatti di aumentare il salario netto di ingresso, riducendo il divario rispetto alle aree più forti e rendendo concretamente più praticabile il diritto a restare”. Per la responsabile analisi e ricerche di Save the Children, Antonella Inverno, “sono proprio le ragazze e i ragazzi cresciuti nelle aree marginali e periferiche del Paese che faticano a immaginare un futuro in Italia e le loro aspirazioni trasformate in progetti di vita concreti. È invece in questi luoghi che dovrebbero concentrarsi politiche pubbliche, adeguatamente finanziate, affinché i più giovani possano pensare di rimanere nei territori di origine, diventando così a loro volta fautori dello sviluppo di quegli stessi territori”.





