LAVORARE MEGLIO, ECCO I 10 TREND CON CUI LE AZIENDE RIVOLUZIONERANNO LA VITA DEI DIPENDENTI
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- Redazione
La employee experience si conferma al centro delle strategie HR delle aziende anche per il 2026. È quanto emerge dal recente report State of the Workplace 2026 pubblicato da SHRM che svela come l'esperienza dei collaboratori all’interno della realtà di lavoro, definita come un approccio olistico per migliorare il coinvolgimento e la soddisfazione, sia considerata da più di un terzo dei lavoratori (32%) come l'area più critica e la vera priorità, anche più dell’incremento delle retribuzioni, sulla quale i responsabili delle risorse umane dovrebbero concentrare i principali sforzi e investimenti nel corso del 2026.
Rispetto alla centralità e all’importanza per le organizzazioni moderne di investire nella costruzione di ambienti di lavoro incentrati sul benessere, l’ascolto e lo sviluppo delle persone, c’è una sostanziale comunanza di intenti tra i collaboratori e i Chief Human Resources Officer (CHRO): secondo quanto svelato dal report CHRO Priorities and Perspectives 2026 di SHRM, infatti, il 29% dei direttori delle risorse umane sta dando priorità all'esperienza dei dipendenti, riconoscendone l'importanza strategica nel promuovere il coinvolgimento delle persone e nel sostenere una forte cultura aziendale. L'employee experience dei collaboratori si è evoluta da semplice slogan utilizzato dai team aziendali delle risorse umane a vantaggio competitivo misurabile. Le organizzazioni che adottano strategie mirate in materia di miglioramento dell’esperienza vissuta dai dipendenti sul luogo di lavoro registrano, nel confronto con le realtà competitor, come svelato anche dal portale online specializzato HR Daily Advisor e certificati da Gallup e PwC, indicatori positivi rispetto a: produttività (i team coinvolti sono più produttivi del 21%), fidelizzazione (le organizzazioni con un employee experience positiva registrano un turnover inferiore del 59%), soddisfazione della clientela (le aziende con un'elevata maturità nell’ambito dell’employee experience segnalano punteggi Net Promoter Score più alti del 30%) e performance finanziarie (le realtà leader sul fronte dell’adozione di pratiche di employee experience registrano, in media, profitti superiori del 23%). Ed è per tutti questi motivi che le organizzazioni e specialmente i direttori e i responsabili delle risorse umane desiderano, sempre di più, investire nelle pratiche di employee experience, tentando di migliorare il contesto lavorativo all’interno del quale operano i collaboratori. “Le tendenze che emergono a livello mondiale sulla base dei recenti report pubblicati, confermano ciò che i dati di Great Place to Work rilevano ogni giorno: una employee experience solida è un vantaggio competitivo concreto per le aziende – spiega Gaia Morselli, Head of Consulting Services di Great Place To Work Italia – Le organizzazioni che sono capaci di mettere al centro le persone, in modo strutturato e non occasionale, ottengono risultati superiori in termini di crescita (crescono fino a 12 volte più velocemente rispetto alla media di mercato), innovazione e reputazione. Nel 2026 alle aziende non basterà più offrire qualche benefit formale ai propri collaboratori ma solo quelle che sapranno costruire un ecosistema di ascolto, fiducia e valorizzazione della persona saranno in grado di attrarre e trattenere i migliori talenti”.





