Trasformare le reti da pesca dismesse dei pescherecci italiani in scudi anti-drone per le città ucraine. È l'obiettivo del disegno di legge presentato al Senato da Ivan Scalfarotto (Italia Viva), insieme ai colleghi Paita, Enrico Borghi, Fregolent, Furlan, Musolino e Sbrollini. La proposta nasce da un'evidenza militare ormai consolidata: le reti da pesca, grazie alla fitta maglia, riescono a intrappolare le eliche dei droni russi che, viaggiando a velocità comprese tra i 200 e i 250 km/h, sono spesso troppo veloci per essere abbattuti dai sistemi difensivi tradizionali. In diverse città ucraine, in corrispondenza di checkpoint e arterie strategiche, le reti sono già utilizzate come coperture difensive.

A confermare l'efficacia della soluzione sono stati gli stessi ingegneri militari dell'esercito ucraino. Il meccanismo previsto dal ddl è semplice: le imprese di pesca professionale che vogliono cedere reti non più utilizzate comunicano la disponibilità al Ministero della Difesa, che provvede al ritiro entro 30 giorni e alla successiva consegna all'Ucraina entro 60 giorni. In cambio, i pescatori ottengono l'esonero integrale dagli oneri di smaltimento — normalmente a loro carico — e un contributo economico proporzionale al peso delle reti consegnate, esente da imposte. La copertura finanziaria è fissata in 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2026. “Non si trovano più reti da pesca — ha dichiarato Dmytro Shchukin, presidente del Network Associazioni per l'Ucraina — viviamo momenti di estrema difficoltà. La guerra quotidiana richiede un po' più di sicurezza”. Shchukin ha sottolineato il valore simbolico e pratico della proposta: “Questo è anche un messaggio molto forte, quando gli interessi nazionali dello Stato italiano vanno di pari passo con la solidarietà. Le imprese di pesca avranno incentivi: anziché spendere soldi per lo smaltimento delle reti dismesse, potranno donare e aiutare l'Ucraina e tutti i civili”. Il presidente del Network ha poi rivelato di aver parlato proprio nelle scorse ore con i responsabili di LifeGuardians, il gruppo olandese che ha già inviato in Europa oltre 9.000 tonnellate di reti: “Sono entusiasti di questa proposta di legge, anche perché sarebbe un precedente a livello europeo nel promuovere questa procedura per aiutare l'Ucraina. In questo momento siamo in grave difficoltà nel reperire le reti da pesca e nel mandarle”. Il ddl si inserisce nel quadro normativo già esistente sul sostegno italiano a Kyiv, e prevede che le reti viaggino classificate come "materiale di supporto alla difesa" e non siano soggette alla normativa sui rifiuti, con il Ministero della Difesa responsabile della tracciabilità e - ove possibile - della collaborazione con ONG accreditate per la consegna diretta ai reparti dell'esercito ucraino.