SARDEGNA: ALLA SCOPERTA DI SITI ARCHEOLOGICI ANTICHI A PORTO TORRES
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Un borgo che si affaccia sul mare al centro del golfo dell’Asinara, su un promontorio che si allunga verso la piana della Nurra: è Porto Torres, una delle maggiori città della Sardegna settentrionale, porta d’accesso al Sassarese e luogo dove è nata la lingua dialettale turritana. Oggi la cittadina in provincia di Sassari concentra millenni di storia: dai rinvenimenti paleontologici, preistorici e nuragici (nuraghe Nieddu) al periodo romano della colonia Iulia Turris Libisonis (fondata nel 46 a.C), passando per le varie dominazioni che hanno lasciato una traccia nel territorio circostante, come quelle di vandali, bizantini, giudicati sardi, aragonesi, spagnoli e così via. La visita può iniziare dalla suggestiva Basilica di san Gavino, la chiesa romanica più grande e antica dell’Isola, costruita tra 1030 e 1080 e avvolta nel mistero
. Si prosegue scoprendo il porto, dove si trovano la Torre aragonese (1325), strumento difensivo, faro e attualmente sede di mostre, la Torre di Abbacurrente (1578) che segna l’inizio del tratto turritano di Platamona e la spiaggia di Balai con le sue calette sabbiose. Altre mete di notevole interesse turistico sono il parco archeologico di Turris Lybisonis, dove si trovano l'imponente domus di Orfeo (I-III secolo), la sfarzosa domus patrizia dei mosaici e le terme Pallottino e Maetzke, l'Antiquarium Turritano che custodisce i reperti di decenni di scavi, il ponte romano alla foce del fiume Mannu, la necropoli imperiale e paleocristiana di Tanca Borgona, la necropoli di Su Crucifissu Mannu e il complesso funerario di via Libio. La scoperta di Porto Torres si conclude, infine, con la piccola Chiesa di Balai Lontano, il Santuario di Balai Vicino e il Museo Andrea Parodi nel Palazzo del Marchese, edificio di pregio del primo Ottocento dove si ripercorre vita e carriera del musicista portotorrese. Le industrie petrolchimiche, da metà XX secolo, hanno affiancato agricoltura e pesca e segnato le vicende recenti della città, anche se resiste il fascino delle antiche radici culturali. In primis grazie a eventi come la Regata del Pescatore che rievoca uno spaccato della giornata tipica del pescatore degli inizi del secolo scorso. All’attività velistica tradizionale è dedicata anche La Bordeggiata a giugno, nonché una sezione del museo del porto. Imperdibile, infine, la festa del santo patrono che coincide con la Domenica di Pentecoste, nota come "Festha manna", alla quale sono associati eventi culturali, sagra del pesce e la già citata Regata del Pescatore. Tutte opportunità perfette da cogliere per mangiare del pesce fresco, come le acciughe al pomodoro e l'insalata di polpo, e scoprire un luogo dove storia antica e tradizioni si incontrano in modo unico. Porto Torres, dunque, è il modo migliore per visitatori ed emigrati di ritorno di approfondire la vera essenza della Sardegna.
COME ARRIVARE: L’aeroporto di riferimento è ad Alghero. La stazione ferroviaria di Porto Torres è collegata alle maggiori città della Sardegna. In automobile da Olbia (raggiunta con un traghetto da Civitavecchia): prendere SS 597/SS 729, E25, SS 127 Settentrionale Sarda ed E25 fino a Porto Torres, uscire verso Porto Torres/Platamona/Stintino/Aeroporto Alghero, prendere SP 34 fino a Porto Torres.
ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Da vedere la vicina Stintino con la sua famosa spiaggia La Pelosa. Da visitare anche il centro storico di Sassari.
https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/porto-torres





