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Non c’è Natale senza albero. La pensano così 4 italiani su 5 che confermano come questo simbolo sia un elemento imprescindibile per dare vita allo spirito del Natale. È pressoché presente in quasi la totalità delle case dei nostri connazionali (92%), viene collocato principalmente in salotto e si sceglie nella versione artificiale verde. Per le famiglie italiane quella di fare l’albero è la tradizione natalizia più duratura e diffusa e supera anche il pranzo di Natale. Si inizia ad addobbarlo principalmente a partire dall’8 dicembre (74%) e solo il 6% si riduce a ridosso della Vigilia di Natale. Ma c’è anche una fetta di affezionati - il 14% degli italiani - che amano anticipare il clima di festa accogliendo il proprio albero in casa già a novembre e in qualche caso persino a fine ottobre.
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Il Museum Jorn di Silkeborg, in Danimarca, ha inaugurato l’11 novembre, la nuova sala dedicata al periodo italiano di Asger Jorn (1914–1973), artista danese che fece di Albissola Marina (Savona) la sua città di residenza, insieme a Parigi. L’iniziativa, coordinata congiuntamente dai team curatoriali dell’istituzione danese e di Casa Museo Jorn, consolida il legame storico e culturale tra l’Italia e la Danimarca, rendendo sempre più concreta la visione paneuropea di Asger Jorn.
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Ascolto dopo ascolto il direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti, ha deciso quali saranno i Big in gara alla edizione numero 76. E, dopo aver ricevuto oltre 300 brani, a sottolineare la vivacità e la varietà della musica italiana, con una modifica al Regolamento in accordo con Rai, ha deciso di portare il numero dei Big per l’edizione 2026 da 26 a 30. “Anche la 76ª edizione del Festival parte con le carte in regola per rappresentare un’importante parte della vastissima produzione musicale italiana, con significativi esordi e con artisti che tornano a calcare il palco dell’Ariston”: parola del Direttore artistico Carlo Conti che, al Tg1 delle 13.30, ha annunciato domenica 30 novembre la lista dei 30 Big in gara.
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Il legame tra casa e dimensione affettiva rimane uno dei tratti più profondi e distintivi dell’identità italiana. Dall’indagine emerge come la casa non sia percepita solo come luogo fisico o funzionale, ma soprattutto come spazio emotivo e relazionale, centro della vita familiare e rifugio della sfera personale. Per la maggioranza assoluta degli intervistati (62%), la parola che meglio descrive il concetto di casa è “famiglia”: un binomio radicato e trasversale, capace di superare differenze di età, genere e condizione sociale, ma che tende a rafforzarsi con l’età e tra gli uomini. Accanto al valore affettivo, la casa assume anche un significato simbolico più ampio, legato alla sicurezza, all’intimità, al comfort e alla protezione — elementi che prevalgono rispetto a quelli di memoria o appartenenza.
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Negli ultimi dodici anni l’Italia ha registrato una riduzione di oltre 140mila attività di commercio al dettaglio, tra negozi e attività ambulanti, con cali particolarmente accentuati nei centri storici e nei piccoli comuni. Un trend che, senza nuove ed efficaci politiche di rigenerazione urbana e senza interventi per riutilizzare gli oltre 105mila negozi sfitti (un quarto dei quali da oltre un anno), è destinato ad aggravarsi ulteriormente con il rischio di perdere, da qui al 2035, altre 114mila imprese al dettaglio. In pratica, oltre un quinto delle attività oggi esistenti sparirebbe con gravi conseguenze per l’economia urbana, la qualità della vita e la coesione sociale.
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Oltre quindici eventi nelle principali città di sette Paesi: Francia, Germania, Belgio, Olanda, Inghilterra, Austria e Svizzera. Si è concluso con successo il tour di promozione in Europa per diffondere lo stile di vita italiano e il gusto autentico del Made in Italy, organizzato dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, in sinergia con il Consorzio di Tutela della Ricotta di Bufala Campana DOP e con il Consorzio del Prosciutto di San Daniele DOP.
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La scomparsa ravvicinata di tanti personaggi noti riporta la morte nelle nostre conversazioni, ma il vero tema va oltre la cronaca o ad Halloween. Ogni notizia diventa un richiamo a qualcosa di più profondo. Sono i dolori personali che restano, quelli che non finiscono mai del tutto e che ognuno porta in silenzio. “Il dolore della perdita non chiede di essere guarito, ma accolto. Ciò che ferisce – spiega Alessandra Bitelli, coach e autrice de “Il primo romanzo utile del coaching” – non è la morte in sé, ma la difficoltà di chi ci circonda a restare. La fuga degli altri, l’imbarazzo di chi non sa cosa dire o come comportarsi, finisce per rendere quel dolore ancora più silenzioso e profondo”. Il lutto può avere molti volti, da quello della perdita di una persona, di un animale o di un legame che ha dato senso alla nostra vita. Alessandra Bitelli risponde alle domande più comuni su come si attraversa – anche se non si supera – un dolore che fa parte di tutti. Ma cosa si prova quando si perde qualcuno di importante nella nostra vita? “Quel posto non resta vuoto perché diventa immenso. – spiega Bitelli -
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Al 1° gennaio 2025 gli iscritti all’AIRE sono 6.412.752 milioni. Si tratta di cittadini che vanno ad aggiungersi alla popolazione residente calcolata dall’ISTAT in 58.934.177, di cui 5.422.426 stranieri. Rispetto ai soli residenti con cittadinanza italiana (53.511.751), quindi, su 100 residenti 12 vivono fuori dei confini nazionali (11,9%). Se consideriamo, invece, il totale della popolazione residente (italiani + stranieri), l’incidenza di chi risiede all’estero rispetto alla popolazione residente in Italia cala di un punto percentuale (10,9%). Sono i dati che emergono dal ventesimo Rapporto Italiani nel mondo 2025 della Fondazione Migrantes, presentato l’11 novembre a Roma.
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Nel biennio 2023-2024, i movimenti interni dei cittadini italiani sono stati in media 1 milione e 162 mila, in lieve diminuzione (-1,9%) rispetto al biennio 2022-2023, che aveva però rappresentato una fase di ripresa dopo il rallentamento degli spostamenti conseguente alle limitazioni imposte dall’emergenza pandemica. Al di là di accelerazioni e rallentamenti legati a fattori congiunturali, la mobilità dei cittadini italiani rimane quindi stabile negli ultimi anni e decisamente sostenuta. I trasferimenti nell’ultimo biennio sono, infatti, superiori del 4,5% rispetto alla media dei trasferimenti negli anni 2014-2019 (1 milione e 112 mila).





