La Commissione europea ha pubblicato le proprie valutazioni sulla reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne da parte di Austria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia. Pur riconoscendo che i controlli sono stati introdotti per rispondere a reali esigenze di sicurezza e gestione dei flussi migratori, Bruxelles sottolinea che queste misure devono restare eccezionali e temporanee. Per questo motivo invita gli Stati interessati a lavorare progressivamente verso la loro eliminazione.

Secondo la Commissione, l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, insieme ai sistemi europei di registrazione e autorizzazione dei viaggiatori, renderà più efficace il controllo delle frontiere esterne dell’Unione, riducendo la necessità di verifiche interne. Bruxelles evidenzia inoltre che esistono alternative più efficienti, come controlli di polizia mirati, identificazione biometrica mobile e nuove tecnologie per il monitoraggio dei veicoli. L’obiettivo resta quello di preservare uno dei pilastri fondamentali dell’Unione europea: la libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi all’interno dello spazio Schengen.