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Il Made in Italy incassa un risultato rilevante sul fronte commerciale. Gli Stati Uniti hanno ridotto in modo significativo i dazi antidumping inizialmente proposti sulla pasta italiana, anticipando la conclusione definitiva dell’indagine prevista formalmente per l’11 marzo. A riportarlo è un articolo di Francesco Caroli per il Californiano, il punto di riferimento per restare sempre aggiornati sulle principali notizie dalla California pensato per gli oltre 320.000 italiani negli Usa. Le nuove aliquote risultano nettamente inferiori rispetto a quelle iniziali, che arrivavano fino al 91,74 per cento. In base alla revisione, i dazi scendono al 2,26 per cento per La Molisana, al 13,98 per cento per Garofalo e al 9,09 per cento per gli altri undici produttori non campionati, tra cui Barilla.
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Il Pnnr supera la verifica europea di metà 2025: la Corte dei conti certifica che tutti i 32 obiettivi UE previsti per il primo semestre sono stati raggiunti, mentre la spesa accelera e supera 80,9 miliardi a giugno, arrivando a poco meno di 86 miliardi ad agosto. È quanto emerge dalla Relazione semestrale approvata il 3 dicembre dalle Sezioni riunite, che rilevano un avanzamento complessivo del Piano pari al 64%, sei punti in più rispetto a fine 2024. Secondo la Corte, le milestone sono completate all’83%, i target al 43%. Le riforme avanzano al 76%, gli investimenti al 58%, con un tasso di raggiungimento dei passaggi procedurali nazionali del 94%.
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Oltre cento imprese provenienti da tutta l’area del Golfo – dai settori delle infrastrutture e dell’energia al food & beverage, dal manifatturiero alla meccanica strumentale – sono state protagoniste di “Energie per il Futuro dell’Export” a Dubai, prima e unica tappa fuori dai confini nazionali del roadshow itinerante di SACE, l’Export Credit Agency direttamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, dedicato al dialogo e all’ascolto degli esportatori italiani. Una edizione speciale, l’unica all’estero, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e ospitata dall’Hub for Made in Italy di Italiacamp a Dubai, di un percorso che sta attraversando tutta l’Italia (il roadshow di SACE ha già toccato Milano, Venezia, Napoli, e arriverà a Bologna, Firenze e Roma) con l’obiettivo di raccogliere i nuovi bisogni delle imprese italiane, anche alla luce del contesto economico in continua evoluzione, per poter poi scrivere insieme le strategie e gli strumenti SACE del prossimo futuro e valorizzare al massimo il potenziale di crescita dell’export italiano nel mondo.
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Tutti gli anni l’Inps emana un messaggio dove, senza spiegarne i motivi, ci informa che l’importo aggiuntivo di 154 euro (art. 70, comma 7, della legge 23 dicembre 2000, n. 388) corrisposto con la tredicesima del mese di dicembre a tutte le pensioni pari o inferiori al trattamento minimo (e a patto che i beneficiari soddisfino specifici limiti reddituali) non sarà pagato alle pensioni detassate in virtù di una convenzione internazionale bilaterale sulla doppia imposizione. Vengono escluse dall’attribuzione del beneficio dunque tutte le pensioni dei residenti all’estero i quali hanno richiesto all’Inps la detassazione della loro pensione, sia in convenzione che autonoma, secondo quanto stabilito dalla convenzione contro le doppie imposizioni fiscali stipulata dall’Italia con il Paese di emigrazione”.
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Nel terzo trimestre del 2025 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto stazionario rispetto al trimestre precedente e sia cresciuto dello 0,4% in termini tendenziali. Lo rende noto l’Istat. Il terzo trimestre del 2025 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2024. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, di una diminuzione in quello dell’industria e di una stazionarietà in quello dei servizi.
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Il reddito reale pro capite delle famiglie nei Paesi Ocse è aumentato dello 0,4% nel secondo trimestre del 2025, in accelerazione rispetto allo 0,1% del trimestre precedente. Anche il Pil reale pro-capite è cresciuto leggermente più rapidamente, dello 0,5%. Secondo i nuovi dati diffusi dall’Ocse, 12 dei 19 Paesi per cui sono disponibili i dati hanno registrato un miglioramento rispetto al trimestre precedente. Tra i Paesi del G7, il reddito reale delle famiglie è tornato a crescere in Germania e nel Regno Unito (entrambe +0,3%), dopo le contrazioni del primo trimestre. In Francia l’aumento è stato dello 0,3%, grazie alla stabilizzazione dei prezzi, mentre negli Stati Uniti e in Canada si sono registrati incrementi rispettivamente dello 0,6% e dello 0,2%. In Italia, il reddito reale pro capite delle famiglie è cresciuto dello 0,3% nel secondo trimestre, in calo rispetto allo 0,8% del trimestre precedente. La frenata, spiega l’Ocse, riflette in particolare una diminuzione delle retribuzioni dei dipendenti.
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Il rallentamento dell’economia tedesca rappresenta un rischio diretto per l’Italia, con effetti potenzialmente rilevanti sull’export e sulla crescita nazionale. Oltre il 12% delle esportazioni manifatturiere italiane, pari a circa 78 miliardi di euro l’anno, è destinato al mercato tedesco e una contrazione del 2% della produzione industriale in Germania nei prossimi sei mesi potrebbe ridurre il pil italiano dello 0,3% e tagliare lo 0,7% delle esportazioni complessive, per un valore di circa 5,5 miliardi di euro. È quanto emerge da un paper del Centro studi di Unimpresa, secondo cui la maggiore tenuta dell’industria francese, sostenuta dai settori aerospaziale e automotive, potrà attenuare solo in parte l’impatto negativo, limitando la perdita di prodotto di circa 0,1 punti percentuali. Per il 2025 Unimpresa stima, nello scenario base, una crescita industriale italiana dello 0,3% mensile e un pil annuo del +0,8%, che potrebbe scendere al +0,5% nello scenario negativo.
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Dalla Corte dei Conti un altro stop al Ponte sullo Stretto, dopo quello arrivato alla fine di ottobre, quando la magistratura contabile non aveva concesso il visto di legittimità alla delibera del Cipess sul piano economico-finanziario dell’opera. Ora, invece, il diniego è legato al visto di legittimità per il terzo atto aggiuntivo della Convenzione tra ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Stretto di Messina spa. La Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte “non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione – si legge in una nota della Corte -
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A settembre 2025 si stima un miglioramento del clima di opinione dei consumatori (da 96,2 a 96,8) e un incremento marginale dell’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese (da 93,6 a 93,7). Lo rende noto l’Istat. Tra i consumatori, si evidenzia un complessivo miglioramento delle opinioni sulla situazione economica generale, sulla situazione corrente e su quella futura: il clima economico sale da 97,0 a 98,8, il clima corrente aumenta da 99,2 a 99,9 e il clima futuro cresce da 92,2 a 92,6; il clima personale rimane sostanzialmente stazionario (da 95,9 a 96,0). Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia aumenta nelle costruzioni e nei servizi di mercato (da 101,3 a 101,5 e da 95,1 a 95,6, rispettivamente) mentre rimane invariato nella manifattura (a 87,3) e diminuisce nel commercio al dettaglio (da 102,7 a 101,6).





