TFR PER PENSIONE ANTICIPATA, SI DISCUTE SU PROPOSTA DURIGON
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- Redazione
Usare il Trattamento di fine rapporto per la pensione anticipata: è in estrema sintesi la proposta, formulata dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon in vista della prossima manovra, e che propone di permettere ai lavoratori di utilizzare il proprio Tfr come integrazione per raggiungere la soglia minima di pensione anticipata (1.616 euro mensili, pari a tre volte l’assegno sociale).
Attualmente questa possibilità è riservata a chi è nel sistema contributivo, mentre la proposta mira ad estenderla anche a chi è nel sistema misto retributivo-contributivo. L’obiettivo è consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni, anche a chi non raggiunge la soglia minima con i soli contributi, integrando con il Tfr che, trasformato in rendita, godrebbe di una tassazione più leggera, simile a quella dei fondi pensione, e manterrebbe la reversibilità. Durigon ha dichiarato di voler conservare e potenziare questo strumento, che consente alle lavoratrici di andare in pensione anticipata. Una proposta che apre la discussione nel centrodestra, con il presidente della Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto, di Fratelli d’Italia, che rilancia: “A breve riprenderò iniziative sul tema del tfr, o parte di esso, da poter versare in modo volontario ai fondi, ovvero alla cd previdenza complementare. Un tema da sviluppare molto e rappresenta un moltiplicatore percentuale molto interessante per coloro che fra qualche anno vorranno andare in pensione. Immagino quindi di ripresentare il tema del cosiddetto “semestre di silenzio assenso” per il versamento della quota tfr ai fondi della previdenza complementare o eventualmente parlare anche dell'aumento della loro deducibilità”. Secondo il Fondo formazione Piccole e Medie imprese la proposta avanzata da Durigon “sull’utilizzo del trattamento di fine rapporto per consentire l’uscita anticipata dal lavoro a 64 anni rappresenta un’opportunità innovativa per il sistema previdenziale e per i lavoratori”. Ma per Arturo Scotto, del Partito democratico, “una cosa è certa: il TFR è dei lavoratori, non di Durigon. E pensare di usare quei soldi per nascondere il fallimento di chi aveva promesso di abolire la legge Fornero non è accettabile".





