ALMASRI, MELONI ARCHIVIATA: INFORMATA, MA NON CI SONO PROVE CHE ABBIA DATO INDICAZIONI
- Details
- Redazione
Il Tribunale dei Ministri di Roma ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’ambito dell’inchiesta sul rimpatrio in Libia del generale Osama Almasri, in cui era indagata per favoreggiamento e peculato in concorso con i ministri Nordio, Piantedosi e il sottosegretario Mantovano, perché per i giudici "non ci sono elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio".
Leggendo le carte, infatti, secondo i giudici, Meloni è stata “sicuramente informata”, ma non vi è alcuna prova concreta che abbia "espresso valutazioni o dato indicazioni" né che abbia partecipato a un presunto piano illecito. Nel provvedimento si legge chiaramente che "non compare alcun elemento valutabile circa la portata, natura, entità e finalità dell’informazione, specie sotto il profilo della sua condivisione delle decisioni adottate". In altre parole, anche se la premier sapeva qualcosa, non ci sono elementi per dire che fosse coinvolta attivamente o che abbia approvato le azioni compiute dagli altri membri del governo. Nel documento si sottolinea inoltre come "gli elementi indiziari sopra evidenziati non siano dotati di gravità, precisione e concordanza", e quindi non sia possibile dimostrare che Meloni abbia condiviso o rafforzato il presunto programma criminoso. I giudici parlano di "indifferenza probatoria circa le forme concrete del suo manifestarsi nella realtà". La conclusione del Tribunale è netta: "gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna". Pertanto, viene disposta l’archiviazione del procedimento penale nei confronti della premier, sia per il reato di cui all’articolo 378 del codice penale (favoreggiamento), sia per quello previsto dall’art. 314 (peculato).





