PARITÀ DI GENERE, TAJANI E METSOLA: SOSTEGNO ALLE DONNE IN IRAN
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- Redazione
Le donne rappresentano un “elemento determinante per la crescita della nostra politica estera”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso dell’evento “Donne del mio tempo” che si è tenuto il 9 marzo alla Farnesina. All’interno del Ministero il vicepremier ha voluto “incrementare il numero di direttrici generali”, spiegando poi come intenda fare in modo che ci siano sempre più figure femminili a ricoprire ruoli di grande responsabilità. Il tema della leadership femminile ha rivestito un ruolo centrale nell’incontro, con la direttrice generale per gli Affari politici e la Sicurezza nazionale Cecilia Piccioni che ha dichiarato: “La presenza delle donne nelle istituzioni non è solo questione di rappresentanza, ma di qualità delle decisioni”.
Durante l’evento è stato mostrato anche il videomessaggio della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola: “Stiamo aggiornando le nostre regole affinché lavoro e vita familiare possano andare di pari passo”, ha dichiarato, aggiungendo quindi che “l’Europa è più forte quando a una donna viene data la possibilità di esprimere il proprio talento”. In più di un’occasione è stato elogiato il “coraggio” delle donne in Iran scese in piazza queste settimane, come sottolineato dalla presidente dell’europarlamento e già ricordato da Tajani nel suo intervento, nel quale ha mandato un messaggio di sostegno alle “donne iraniane che si battono per la propria libertà e dignità”. In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna “celebriamo i risultati raggiunti ma ci interroghiamo” su ciò che “c’è ancora da fare per superare gli stereotipi che ancora persistono”, ha affermato Metsola; sullo stesso tema il titolare della Farnesina ha dichiarato che “sottomettere le donne è una mortificazione” che “ferisce il cuore di tutti noi”, dedicando poi un pensiero alle donne vittime di violenza in contesti di guerra e accennando alla questione delle mutilazioni genitali femminili, che Diene Keita, sottosegretaria generale delle Nazioni Unite e direttrice esecutiva dello United Nations Population Fund (UNFPA), ha definito nel suo discorso “un attacco alla dignità” delle ragazze.





