Un’eruzione vulcanica avvenuta durante una tempesta di neve sul finire di maggio, che ha generato un flusso piroclastico rimasto “inosservato” per circa 10 giorni, fino a quando le condizioni meteo sono migliorate e ai ricercatori è stato possibile accedere alle aree sommitali del vulcano. Sembrerebbe letteratura ma è quanto è accaduto lo scorso 21 maggio 2023 sull’Etna, come descritto nello studio “A Hidden Eruption: The 21 May 2023 Paroxysm of the Etna Volcano (Italy)” realizzato da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Università Sapienza di Roma, dell’Università degli Studi dell’Aquila e dell’Università degli Studi di Cagliari.

L'Europa è il continente che soffre maggiormente degli effetti del surriscaldamento globale, secondo il rapporto annuale del Copernicus Climate Change Service (C3S) e dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) per il 2023, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Terra per offrire uno sguardo dettagliato sugli impatti significativi che il cambiamento climatico sta avendo sull'Europa, evidenziando la gravità della situazione. Il 2023 è stato confermato come l'anno più caldo mai registrato in Europa, con temperature superiori alla media per 11 mesi dell'anno. In particolare, settembre si è classificato come il mese più caldo mai registrato.

Legor Group, una rinomata multinazionale con sede a Vicenza specializzata in chimica e metalli preziosi, sarà presente dal 9 all'11 aprile prossimi a Guadalajara, Messico, per partecipare alla Expo Joya, la più prestigiosa fiera del settore gioielliero in America Latina. "In mezzo a centinaia di aziende provenienti da tutto il mondo, Legor presenterà la sua vasta esperienza nella scienza dei metalli preziosi, offrendo eccellenti combinazioni di leghe e soluzioni galvaniche progettate sia per il settore della moda che per l'industria dei gioielli", afferma il gruppo in un comunicato ufficiale.

L'aviazione del futuro sarà sempre più green con l'arrivo di nuovi aerei dotati di motori elettrici e a idrogeno. Si moltiplicano in tutto il mondo, infatti, gli studi per rendere il volo meno inquinante e più sostenibile, utilizzando nuovi carburanti, sistemi di propulsione innovativi e originali soluzioni aerodinamiche. Il punto sullo sviluppo di queste nuove tecnologie sarà fatto in occasione di "Aero 2024", 30ma edizione del principale salone internazionale dedicato all'aviazione generale, alla business aviation e agli sport aeronautici, che si svolgerà dal 17 al 20 aprile presso il centro espositivo dell'aeroporto di Friedrichshafen, nel sud della Germania.

 Il World Backup Day, celebratosi il 31 marzo come ogni anno, ricorda e sottolinea l’importanza, oggi più che mai, di avere sempre una copia aggiornata e facilmente accessibile di tutte le risorse più preziose. Un backup resiliente, infatti, consente di riprendersi più rapidamente da eventuali danni, disservizi o perdite di dati, specialmente in caso di attacchi ransomware che prendono di mira i file criptandoli o eliminandoli. A pochi giorni da questa ricorrenza, gli esperti di Barracuda Networks, principale fornitore di soluzioni di sicurezza cloud-first, hanno analizzato i vantaggi principali dei backup immutabili dei dati, sottolineandone il ruolo centrale anche nella difesa da una minaccia frequentemente sottovalutata: la manomissione dei dati, spesso anche per opera di insider malintenzionati.

 È stato firmato l’8 marzo il contratto tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Thales Alenia Space per lo sviluppo di sistema di comunicazioni Terra/Marte e un payload complementare, VHF Sounder, per la missione International Mars Ice Mapper (I-MIM) concepita da una partnership tra ASI, CSA, JAXA e NASA, il cui lancio è ipotizzato nel periodo 2031-2033. Il documento è stato sottoscritto dal direttore generale dell'ASI Luca Vincenzo Maria Salamone, alla presenza del presidente, Teodoro Valente, con l’amministratore delegato della Thales Alenia Space Massimo Claudio Comparini.

Una quantità d’acqua pari ad almeno tre volte quella presente negli oceani terrestri. Un gruppo internazionale di studiosi l’ha osservata nella parte interna del disco di polveri e gas che ruota attorno alla stella HL Tauri, a 450 anni luce dal nostro pianeta. I risultati dell’indagine – pubblicati su Nature Astronomy – mostrano la presenza di una grande quantità di vapore acqueo distribuito in modo stabile in una regione precisa: una configurazione che offre le condizioni ideali per il processo di formazione dei pianeti, proprio come accadde 4,5 miliardi di anni fa nel nostro Sistema Solare. “Fino ad oggi non era mai stato possibile mappare il modo in cui l’acqua è distribuita all’interno di un disco "protoplanetario", ovvero nelle regioni simili a dove presumibilmente si sono formati i pianeti del nostro Sistema Solare e dove si stanno formano altri sistemi planetari”, dice Leonardo Testi, professore al Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell’Università di Bologna.

In attesa di Einstein Telescope, nell’area dell’ex miniera di Sos Enattos, in Sardegna, sono già in corso esperimenti che stanno producendo risultati scientifici interessanti, come l’esperimento di fisica fondamentale Archimedes, coordinato dall’INFN, che ha recentemente pubblicato su “The European Physical Journal Plus” (EPJ Plus) i suoi primi risultati, segnalati anche tra gli Highlight dalla rivista. Operativo nel laboratorio SAR-GRAV a Sos Enattos, Archimedes punta a misurare l’interazione tra le fluttuazioni del vuoto elettromagnetico e il campo gravitazionale: in particolare, il gruppo di ricerca dell’esperimento ha realizzato una bilancia, prototipo di quella che sarà utilizzata per Archimedes, con una sensibilità nella banda di frequenze comprese tra i 20 e 100 millihertz, compatibile con il rumore termico.

Una quantità d’acqua pari ad almeno tre volte quella presente negli oceani terrestri. Un gruppo internazionale di studiosi l’ha osservata nella parte interna del disco di polveri e gas che ruota attorno alla stella HL Tauri, a 450 anni luce dal nostro pianeta. I risultati dell’indagine – pubblicati su Nature Astronomy – mostrano la presenza di una grande quantità di vapore acqueo distribuito in modo stabile in una regione precisa: una configurazione che offre le condizioni ideali per il processo di formazione dei pianeti, proprio come accadde 4,5 miliardi di anni fa nel nostro Sistema Solare.






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