L’Etna emette quantità di CO2 molto superiori a quelle di altri vulcani attivi e ciò si deve a serbatoi di carbonio profondi presenti sotto l’Italia meridionale, che liberano anidride carbonica a causa del movimento della placca ionica. È la scoperta di un team di geologi delle Università di Firenze e di Colonia e dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del CNR, che ha utilizzato un sistema di analisi innovativo per ricostruire i processi alla base delle emissioni di CO2 di origine vulcanica. Lo documenta lo studio pubblicato sulla rivista Geology.

Si chiama Alex. È il nuovo robot arrivato in casa San Raffaele ad ampliare la dotazione robotica della palestra tecnologica dell’IRCCS romano. Si tratta di un esoscheletro bilaterale per l’arto superiore, un dispositivo che avvolge entrambe le braccia del paziente colpito da ictus, guidandolo in movimenti che riproducono, grazie a un sistema di realtà virtuale, situazioni della vita quotidiana. “

Srotola, arrotola ma anche taglia, copia e incolla: la cellula interviene senza sosta sull'elica del proprio DNA, rendendo così il genoma umano una struttura estremamente dinamica. Lo evidenziano bene due recenti studi internazionali coordinati da Alessandro Vannini, oggi direttore del Centro di biologia strutturale di Human Technopole di Milano.

Se c’è troppo sole le piante si proteggono grazie a speciali proteine che agiscono come “interruttori” per accendere e spegnere specifiche interazioni tra molecole. La caratterizzazione di questo meccanismo che consente alle piante di sopravvivere a diverse condizioni di luce arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications e nato dalla collaborazione delle Università di Pisa e di Ginevra.

Giovedì 13 gennaio e venerdì 14 gennaio, si terrà CILHI 2022 - Congreso Internacional de Lingüística Hispánica en Italia, coordinato da Laura Mariottini della Sapienza Università di Roma e Monica Palmerini dell'Università degli Studi Roma Tre. L'incontro intende sottolineare lo specifico apporto degli studi di linguistica teorica ed empirica sulla conoscenza scientifica della lingua spagnola, delimitando in modo più chiaro le basi e l’ambito d’indagine proprio della linguistica spagnola e proponendolo come uno degli ambiti di studio fondamentali all'interno del vasto campo dell’ispanismo.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto oggi al Quirinale l'astronauta dell'ESA Samantha Cristoforetti, con il Direttore Generale dell'Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, il Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, e il Capo di Gabinetto del Direttore Generale dell'ESA, Elena Grifoni Winters.

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Lecce e Bari ha affrontato il problema della stabilità chimica nel tempo degli inchiostri a base di perovskite, tra i materiali alternativi al silicio più promettenti nello sviluppo di materiali per il fotovoltaico emergente. I risultati dello studio, condotto in collaborazione con i colleghi dell’Università di Bari, sono stati pubblicati in una Perspective su Chem.

 Il grande specchio di Webb – il più grande mai lanciato nello spazio con un diametro di 6 metri e mezzo (pari a quasi tre volte quello di Hubble) è formato da 18 segmenti esagonali. Questa configurazione di un grande telescopio a specchio segmentato è stata concepita e utilizzata per la prima volta dall'astronomo italiano Guido Horn d’Arturo quasi un secolo fa, ed è oggi applicata in diversi telescopi. Un segno di come la tradizione astronomica italiana, da Galileo ai nostri tempi, apporti un contributo di innovazione fondamentale al mondo intero per lo studio del nostro Universo”. Oltre ai sette programmi con principal investigator INAF, l'Istituto vede numerosi co-investigator coinvolti in oltre 40 programmi.

 L’Oceano artico ha iniziato a riscaldarsi rapidamente all’inizio del XX secolo, decenni prima di quanto finora documentato dalle moderne misurazioni sperimentali. La notizia arriva da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’Istituto di scienze polari (Cnr-Isp) e di scienze marine (Cnr Ismar) del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna con la collaborazione dell’Università di Cambridge. La causa è un fenomeno da tempo noto come 'atlantificazione', ossia una progressiva intrusione di acque atlantiche (calde e salate) nel dominio artico (freddo e dolce). Il lavoro, pubblicato sulla rivista Science Advances, individua per la prima volta la datazione storica di questo fenomeno.






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