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Un team internazionale di scienziati del Dipartimento di Geofisica della Doerr School of Sustainability di Stanford, dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OV) e dell'Università degli Studi di Napoli Federico II ha appena pubblicato, sulla rivista scientifica Science, lo studio A clearer view of the current phase of unrest at Campi Flegrei Caldera. Il lavoro offre una visione più chiara della fase di attività sismica in corso ai Campi Flegrei (unrest).
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Il supercomputer Jupiter, inaugurato in Germania, è il primo in Europa a superare la soglia “dell’esascala”, con una capacità di calcolo enorme, pari a quella di un milione di smartphone. È il più potente e il più efficiente dal punto di vista energetico del continente, funzionando solo con energia rinnovabile. Jupiter permetterà di migliorare modelli climatici e meteorologici e supporterà lo sviluppo di intelligenza artificiale avanzata, diventando la base tecnologica per la nuova “fabbrica di IA” europea.
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Un nuovo studio coordinato dal prof. Matteo Spagnolo del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, appena pubblicato su Nature Communications, propone una possibile svolta nel monitoraggio dei vulcani ricoperti da ghiacciai: questi ultimi non sarebbero soltanto un ostacolo logistico per le attività di rilevamento, ma i loro cambiamenti potrebbero diventare nuovi e preziosi precursori di eruzioni future.
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Un gruppo di ricercatrici e ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coordinato da Calogero Oddo, professore associato di Bioingegneria, ha sviluppato una pelle artificiale che emula le caratteristiche morfologiche e le funzionalità tattili della pelle umana grazie a sensori innovativi e algoritmi di intelligenza artificiale che si ispirano alle strutture neuronali che veicolano ed elaborano l’informazione tattile. Lo studio, nato da una collaborazione tra il Neuro-Robotic Touch Lab dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e l’Università Federale di Uberlandia (Brasile), è stato pubblicato sulla rivista internazionale Nature Machine Intelligence:
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La ferrovia in laboratorio, con tanto di binari, massicciata, traverse. Dove? All’Università di Parma, dove nei giorni scorsi è stato per la prima volta esposto al pubblico il prototipo RSTF (Railway Superstructure Test Frame), complesso apparato di prova in scala reale di sovrastrutture ferroviarie. Presenti il Rettore Paolo Martelli, il Prorettore Vicario Fabrizio Storti, il Prorettore alla Ricerca e al Trasferimento tecnologico Daniele Del Rio, il Prorettore ai Sistemi informativi, all'innovazione e al PNRR Andrea Prati, il Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura Roberto Menozzi e le persone che hanno lavorato al prototipo. Presente anche il precedente Rettore Paolo Andrei, nel cui mandato il progetto ha preso avvio. Il prototipo sperimentale è stato realizzato nell’ambito delle attività di progetto PNRR del Centro Nazionale Mobilità Sostenibile (MOST) dell’Università di Parma.
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Per la prima volta un gruppo di ricercatori europei guidato dall’Università di Lisbona, con la partecipazione dell’Università di Trieste, ha identificato in un’area nell’Oceano Atlantico un caso di “affondamento” di un pezzo di placca, la parte inferiore della litosfera, lo strato più esterno della Terra. Questo fenomeno geologico, noto come “delaminazione della litosfera” e all’origine di molti eventi sismici, finora era stato documentato solo nei continenti.
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Il Mar Rosso potrebbe essere il più giovane oceano del pianeta. Lo rivela uno studio pubblicato su Nature Communications, frutto di una collaborazione internazionale guidata dal Cnr con il supporto del Servizio geologico saudita e varie università italiane. I ricercatori hanno analizzato rocce magmatiche del complesso di Tihama Asir, nel sud dell’Arabia Saudita, risalenti a circa 25 milioni di anni fa, per comprendere come si forma un oceano.
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Più di mille ricercatrici e ricercatori da tutto il mondo si sono confrontati a Ginevra in occasione dell’evento internazionale ICRC 2025 - The Astroparticle Physics Conference. L’incontro, che si è tenuto dal 14 al 24 luglio, è stato dedicato alle ultime scoperte sullo studio dei fenomeni astrofisici caratterizzati da enormi rilasci di energia, quali le esplosioni di supernovae e l'accelerazione di particelle cariche ad energie estreme. Un campo molto vasto di fisica e astronomia che abbraccia lo studio multi-spettrale del cosmo, dalle onde radio ai raggi X, dai raggi cosmici ai buchi neri, dalla radiazione gamma alle onde gravitazionali, fino alla rilevazione di neutrini extra-galattici.
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Ci sono gli strikers – specializzati nello sferrare potenti colpi di coda per stordire i pesci – e gli helpers, ovvero gli esemplari che, nelle vicinanze, agiscono come aiutanti: così uno studio internazionale, che ha riunito ricercatori e ricercatrici da Italia (Cnr-Ibf), Norvegia (Norwegian Orca Survey), Svezia (Linnaeus University) e USA (University of Hawai’s e Picture Adventures), ha ricostruito le dinamiche con cui le orche (Orcinus orca) mettono in atto le loro strategie di caccia in branco, individuando ruoli e tecniche. Lo studio, a cui per l’Italia ha partecipato l’Istituto di biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ibf) è pubblicato sulla rivista Current Biology:





