La sua orbita attorno alla stella madre dura solo 13 ore ed è il più giovane pianeta ultra-short period (USP - periodo orbitale ultra-breve) scoperto finora. Parliamo dell’esopianeta TOI-1807b, scoperto nel 2020 con il telescopio NASA TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) e conosciuto come uno dei pochi pianeti ad avere un periodo di rivoluzione attorno alla propria stella inferiore a un giorno.

L’asterosismologia – uno dei metodi più sofisticati per la misurazione della massa delle stelle, e per estensione, della loro età – può essere utilizzata con successo anche per svelare le caratteristiche degli astri all’interno degli ammassi globulari: gruppi numerosissimi di stelle (nell’ordine delle centinaia di migliaia) condensate in uno spazio relativamente piccolo ed approssimativamente poste tutte alla stessa distanza da noi.

Ha ricevuto il Nobel per la fisica nel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessi, ma Giorgio Parisi dimostra al tempo stesso una grande capacità di farsi interpellare dalle questioni più attuali e di farsi capire dalla gente. Anche per questo, il discorso che Parisi tenne alla Camera nell'ottobre 2021 sulla necessità di insegnare la scienza fin dai primi anni di età e di investire nella ricerca e nelle competenze e sull’urgenza di fare scelte a contrasto del cambiamento climatico nei giorni scorsi è stato oggetto di una traccia della prima prova dell’esame di stato.

Ri-fotografare a distanza di anni i territori colpiti da terremoti e sovrapporre le immagini attraverso software specifici per comprendere in maniera chiara e immediata i cambiamenti sul paesaggio, analizzando per via indiretta le conseguenze degli eventi sismici dal punto di vista sociale e ambientale. È quanto è stato fatto con lo studio “Landscape, Memory, and Adverse Shocks: The 1968 Earthquake in Belìce Valley (Sicily, Italy): A Case Study” realizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania e l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Un gruppo internazionale di ricerca guidato da studiosi dell’Università di Bologna ha individuato un gene chiave che potrebbe permettere di riparare i danni subiti dal cuore dopo un infarto. Lo studio – pubblicato sulla rivista Nature Cardiovascular Research – mostra che l’incapacità del muscolo cardiaco di rigenerarsi dopo un infarto sarebbe, almeno in parte, dovuta all’azione di una classe di ormoni steroidei, i glucocorticoidi, che dopo la nascita spingerebbero le cellule muscolari del cuore a maturare, bloccandone al tempo stesso la proliferazione. “

Ormai i social media sono parte integrante della vita di tutti i giorni. Secondo i dati risalenti a gennaio 2022, più della metà della popolazione mondiale li utilizza. In altre parole, i social media sono nel quotidiano di circa 4,62 miliardi di persone, e spesso occupano più tempo di quanto si vorrebbe. Tuttavia, sebbene queste piattaforme possano essere divertenti e siano un ottimo modo per condividere esperienze con gli amici, presentano anche dei rischi per la cybersecurity. Check Point® Software Technologies Ltd.

Contrastare l’aterosclerosi, riuscendo – per la prima volta – a ridurre le placche già presenti nelle arterie. È questo il rivoluzionario approccio alla base di uno studiO che metterà alla prova la “apolipoproteina apoA-I”: una sorta di “spugna” in grado di assorbire i lipidi con cui viene a contatto, riuscendo a staccarli dalla placca aterosclerotica. Il trial “ApoA-I Event Reducing in Ischemic Syndromes II (AEGIS-II)”, promosso dall’Harvard Medical School di Boston, punta a reclutare circa 20.000 soggetti attraverso 1.035 centri in tutto il mondo, fra cui l’IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni che ha arruolato la sua prima paziente. Lo studio clinico di fase 3, multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo, a gruppi paralleli, testerà l’efficacia e la sicurezza dell’apolipoproteina in pazienti con sindromi coronariche acute, come l’infarto del miocardio. 

Tutto sarebbe accaduto tra il 24 e 25 agosto del 79 d.C. È questa, infatti, in base alle conoscenze attuali, la data in cui, secondo la famosa lettera di Plinio il Giovane a Tacito, si verificò l’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei. Ma la vera data è un’altra!
A quasi 2000 anni dall’episodio che distrusse gran parte del territorio e delle città circostanti, un team internazionale di ricercatori ha analizzato nuovamente l’evento per offrire un piano esaustivo dello stato dell’arte sulle conoscenze dell’eruzione più famosa della storia, a partire dalla vera data in cui accadde.

È dedicato al Mediterraneo, alle sue acque, alla biodiversità che lo popola e ai Paesi che vi si affacciano il Focus dell’Almanacco della Scienza, magazine online dell’Ufficio Stampa del Consiglio nazionale delle ricerche, che ne esamina le immense ricchezze e le non poche criticità con l’aiuto di ricercatrici e ricercatori del Cnr.




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