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I piloti di Formula 1 sviluppano adattamenti fisiologici altamente specifici, strettamente legati alle esigenze della guida ad altissima intensità. Accelerazioni fino a 3–4 g, carichi meccanici sul collo, posture obbligate, stress termico e recuperi ridotti modellano il corpo del driver in modo unico. È quanto emerge da una review internazionale condotta dall’Università di Trieste in collaborazione con la University of Roehampton (Londra) e con il coinvolgimento diretto di tre performance coach di Formula 1 attivi ai massimi livelli, tra cui gli allenatori di Charles Leclerc e Max Verstappen.
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Gli italiani sembrano prestare sempre più attenzione alla propria forma, anche se ciò significa alzarsi presto: 1 su 3 (32%) infatti pratica attività fisica al mattino. C'è chi infila le scarpe da running quando fuori è ancora buio, chi si ritaglia un'ora di yoga a casa prima di uscire e chi entra in vasca a nuotare per poi recarsi a lavoro. E la colazione? Quasi la metà di coloro (45%) che fanno attività fisica al mattino opta per un primo pasto della giornata leggero prima dell'allenamento, per poi completarlo con uno spuntino dopo il workout. Mentre il 37% sceglie il digiuno, concedendosi al massimo un caffè o qualcosa di molto leggero e rimandando la colazione a fine allenamento. Sono alcuni degli highlights che emergono dall'indagine "La colazione degli sportivi al mattino”,
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Andrea Kimi Antonelli continua a stupire la Formula 1. A soli 19 anni, il pilota italiano ha conquistato a Suzuka la sua seconda vittoria consecutiva, dopo il successo ottenuto in Cina, consolidando così la sua leadership nella classifica mondiale. Nonostante una partenza complicata, che lo aveva fatto scivolare fino alla sesta posizione alla prima curva, Antonelli non ha perso lucidità. Con calma, ritmo e grande maturità, il giovane talento bolognese ha iniziato subito la sua rimonta, restando sempre agganciato al gruppo di testa. Il momento decisivo della gara è arrivato a metà corsa, con l’ingresso della safety car provocato dall’incidente di Oliver Bearman, episodio che ha premiato la strategia della Mercedes.
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Jannik Sinner continua a scrivere la storia del tennis. Il 29 marzo, l’azzurro ha superato il ceco Jiří Lehečka con un netto 6-4, 6-4, conquistando il Miami Open 2026 e chiudendo una delle più impressionanti tournée sul cemento degli ultimi anni. Con questo successo, Sinner ha completato il prestigioso “Sunshine Double” - vincere nello stesso anno sia Indian Wells sia Miami - riuscendoci senza perdere nemmeno un set in tutto il percorso. Un’impresa storica che conferma non solo il suo stato di forma eccezionale, ma anche la sensazione sempre più concreta che il tennis maschile stia entrando in una nuova era, con l’italiano ormai tra i protagonisti assoluti. La finale è stata interrotta da un lungo stop per pioggia all’inizio del secondo set, con i due giocatori costretti a lasciare il campo per circa 90 minuti.
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Addio sogni di gloria, episodio tre. Una sgradevole sensazione di déjà-vu che si trasforma in un incubo a occhi aperti. Per la terza volta consecutiva, l’Italia non prenderà parte alla fase finale dei Mondiali, scrivendo una delle pagine più buie e ingloriose della sua intera storia sportiva. Il brutto è che non si tratta di un pesce d’aprile: quello che doveva essere il torneo del riscatto, l’appuntamento per riprenderci un posto al tavolo delle grandi dopo dodici anni di assenza, si è trasformato nell’ennesimo naufragio collettivo. Non è più un incidente di percorso, né una semplice questione di sfortuna: è il segno tangibile di un declino che sembra non conoscere fine, un flop sistemico che condanna un’altra generazione di tifosi a guardare il palcoscenico più importante del mondo da semplici spettatori, ancora una volta orfani della maglia azzurra.
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L’Italia del baseball conquista i quarti di finale del World Baseball Classic con una prestazione straordinaria. Gli azzurri hanno travolto il Messico con un netto 9-1, chiudendo il girone da imbattuti e confermandosi al primo posto della Pool dopo il prestigioso successo ottenuto contro gli Stati Uniti. Grande protagonista della serata è stato il capitano Vinnie Pasquantino, autore di una performance storica: tre fuoricampo nella stessa partita, un record per il torneo. Sul monte di lancio, invece, ha brillato Aaron Nola, che nei primi cinque inning ha neutralizzato completamente l’attacco messicano, spegnendo ogni tentativo di rimonta.
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Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, è intervenuto a La Politica nel Pallone su GrParlamento per parlare delle polemiche legate alle decisioni arbitrali, anche a seguito del recente derby di Milano. Secondo Simonelli, l’introduzione del VAR (Video Assistant Referee) ha migliorato in modo significativo l’accuratezza degli arbitri nel massimo campionato italiano. “Le controversie c’erano e ci sono ancora”, ha spiegato, “perché gli errori sul campo erano tollerati, mentre quelli legati al VAR sono scrutinati molto più attentamente”. Pur lodando il sistema, il presidente della Serie A ha sottolineato che il VAR non è perfetto.
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Si chiude sulle nevi di Soldeu una stagione breve ma straordinaria per Federica Brignone. La campionessa azzurra, reduce dal trionfo ai Giochi di Olimpiadi di Milano Cortina 2026 dove ha conquistato due ori in supergigante e gigante, ha scelto di fermarsi dopo il rientro agonistico seguito al serio infortunio del 3 aprile 2025. Un ritorno che l’ha vista subito protagonista con risultati eccezionali. L’atleta valdostana non sarà al via delle prossime prove di Coppa del Mondo in calendario in Val di Fassa, né degli appuntamenti successivi di Åre e delle finali previste in Norvegia dal 21 al 25 marzo.
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“Questo è il trionfo di un’intera nazione, un sogno che abbiamo cullato per anni e che oggi brilla sul ghiaccio e sulle cime delle nostre Dolomiti”. Con queste parole Federica Brignone ha suggellato la chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, un’edizione –conclusa il 22 febbraio - che ha ridefinito il concetto di orgoglio sportivo per l’Italia. La cerimonia finale all'Arena di Verona, immersa in un’atmosfera magica di luci e canti, ha sancito non solo la fine delle gare, ma l’inizio di una nuova era per gli sport invernali nel nostro Paese.





