Nel cuore del Salento centro-settentrionale sorge Erchie, piccolo borgo di origini messapiche dove spiritualità, storia e tradizioni popolari continuano a scandire il ritmo della vita quotidiana. Tra antichi riti religiosi, sapori della cucina contadina e luoghi di devozione, il paese in provincia di Brindisi conserva ancora oggi un’identità profondamente legata alle sue radici. Nella piazza principale del centro storico si affacciano la neoclassica Chiesa Madre e la seicentesca Chiesa di San Nicola, testimonianze di una comunità che ha costruito nei secoli il proprio patrimonio artistico e religioso.

Ma il cuore spirituale del paese è rappresentato dal Santuario di Santa Lucia, meta di pellegrinaggi e luogo simbolo della devozione locale. Il santuario si sviluppa su tre livelli. La chiesa superiore, completata nell’Ottocento, custodisce le reliquie della santa siracusana. Una scalinata conduce poi alla cappella mediana e, più in basso, alla suggestiva cripta medievale realizzata dai monaci basiliani e ricostruita nel Seicento. Accanto all’altare sgorga una sorgente d’acqua ritenuta miracolosa: qui i fedeli si recano ancora oggi per bagnarsi occhi e mani, affidandosi ai leggendari poteri taumaturgici attribuiti alla santa. Alle spalle del santuario si staglia il palazzo ducale dalle linee barocche, accanto alle colonne votive dedicate a Sant’Irene e Santa Lucia, che impreziosiscono il profilo urbano del borgo. Poco distante dal centro abitato si trova invece la Grotta dell’Annunziata, antica cripta sotterranea risalente al VI secolo, probabilmente utilizzata come rifugio dai monaci basiliani e decorata con frammenti di affreschi bizantini. Erchie è anche un luogo dove approfondire le radici culturali pugliesi, perfette per un emigrato di ritorno interessato ad approfondire il passato della propria terra. Tra gli appuntamenti più sentiti dalla comunità spiccano le celebrazioni dedicate a San Giuseppe. La vigilia della festa, il 18 marzo, viene accesa una grande pira in onore dello sposo di Maria, mentre il giorno successivo il paese rinnova l’antica tradizione delle “mattre”. Il termine deriva dalla “madia”, il tavolo utilizzato un tempo per impastare il pane. In passato le famiglie più abbienti offrivano un pranzo ai poveri del paese come gesto votivo dedicato al santo. Ancora oggi le tavole vengono imbandite con piatti simbolo della tradizione contadina: “tria” (tagliatelle condite con olio fritto e pane), “lampagioni”, baccalà e dolci al miele. Immancabili gli “uccelletti”, piccoli manufatti di pasta non lievitata considerati amuleti contro le tempeste. La gastronomia locale conserva inoltre ricette tramandate di generazione in generazione, come i “pizzarieddi”, particolare formato di pasta lavorato a mano attorno a un filo di ferro e servito insieme alle orecchiette con sugo di pomodoro e pecorino locale. Erchie mantiene anche una forte vocazione rurale: tra le produzioni più rappresentative spiccano l’olio extravergine d’oliva e alcuni dei vini più noti del territorio salentino, come il Primitivo di Manduria, il Negroamaro e il Malvasia. Tra fede, archeologia e tradizioni popolari, Erchie continua così a custodire un patrimonio culturale autentico, capace di raccontare l’anima più profonda del Salento.

COME ARRIVARE: L’aeroporto e la stazione ferroviaria di riferimento sono a Brindisi (rispettivamente a 30 km e 28 km). In automobile da Roma: prendere A24, prendere A1/E45 in direzione di SS 372 a Caianello, prendere l'uscita Caianello da A1/E45, continuare su SS 372, prendere SS 7 a Massafra, continuare su SS 7, prendere SP 51 e SP 62 in direzione di VIa Principe di Napoli/SP 64 a Erchie.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Da vedere le cittadine di Francavilla Fontana e Manduria. Proseguendo verso sud-est, vale la pena fermarsi a visitare Lecce.

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