Ai piedi della Alpi Venete, c’è una magnifica città attraversata dal fiume Brenta, tra il monte Grappa e l’altopiano di Asiago.  Quello che vi consiglio è di andare per prima cosa,  sul ponte degli Alpini, progettato da Andrea Palladio, che scelse come materiale il legno, per l’elasticità del suo materiale, viste le piene del Brenta. Un ponte orgoglio della città, e simbolo della resilienza, essendo stato più volte ricostruito e distrutto, durante i conflitti bellici mondiali, dedicato agli Alpini, che lo attraversarono più volte, e che restaurano per l’ultima volta alla fine della seconda guerra mondiale.

Pretoro non è un borgo di montagna qualunque. È un intreccio di pietra, mito e natura che si arrampica sulla Maiella come un presepe scolpito a mano. Chi arriva da lontano rimane colpito dalla struttura verticale del paese, dalle case che si stringono le une alle altre, come se cercassero protezione dal vento che scende dai monti. La storia di Pretoro è scritta nei suoi vicoli ripidi, nelle scalinate, nell’odore del legno lavorato. Qui l’artigianato non è una pratica decorativa, ma una parte viva dell’identità: gli intagliatori pretorese sono conosciuti da secoli per la loro abilità nel trasformare tronchi e rami in oggetti carichi di simbologia.

Calimera è un caratteristico borgo in provincia di Lecce, nel Salento centrale, che appartiene alla storica regione della Grecìa Salentina, un'isola linguistica di nove comuni in cui si parla un antico idioma di origine greca, il grico. Il suo territorio è stato abitato sin dall'Età del Bronzo ed è stato inserito nel sistema viario romano della Via Traiana Calabra che collegava Otranto a Lecce e Brindisi. Sino e per tutto il XIX secolo il paese era completamente ellenofono, con un’economia limitata alla produzione del carbone (per questo motivo gli abitanti di Calimera sono detti “Carbonari”), mentre il nome del paese deriva dal greco "kalos" (bello) ed "Emera" (giorno). Numerosi i monumenti presenti nella cittadina, a partire dalle architetture religiose: la Chiesa Madre dedicata al protettore San Brizio, situata nella centrale Piazza del Sole;

Molti viaggiatori non si rendono conto che le camere d’albergo possono rappresentare un punto critico per la sicurezza digitale, trasformando una vacanza rilassante in un’occasione rischiosa per la protezione dei dati personali e dei dispositivi. "La sicurezza informatica non va in vacanza solo perché lo fai tu. Anche nella tua camera d'albergo, gli hacker possono sfruttare le vulnerabilità delle infrastrutture e dei dispositivi pubblici per accedere alle tue informazioni. Ecco perché i viaggiatori devono prendere sul serio la sicurezza digitale, soprattutto quando si affidano a reti sconosciute all'estero", afferma Matas Cenys, Senior product owner di Saily. Ecco cinque modi in cui i tuoi dispositivi possono essere compromessi durante una vacanza e come proteggerti con semplici precauzioni e una connessione mobile sicura.

Vietri sul Mare non è semplicemente un borgo: è un inno al colore, un’onda viva che si infrange sulle case, sulle scale, sui muri; un luogo in cui l’arte non è ospite, ma abita stabilmente lo spazio, impregnando ogni angolo. Chi arriva qui percepisce subito di essere alla porta della Costiera Amalfitana, eppure Vietri ha una personalità tutta sua, che non ha bisogno di paragoni. Le botteghe di ceramica, con i loro decori solari e le sfumature infinite del blu e del giallo, sono l’anima vibrante del paese. Non esiste un percorso obbligato: Vietri va attraversata seguendo la curva dell’istinto, come si seguirebbe una melodia improvvisata. Il borgo è un continuo saliscendi di vicoli che sfociano su terrazze improvvise affacciate sul mare. Le cupole maiolicate, visibili già dalla strada costiera, sono il sigillo architettonico di un luogo che ha fatto della lavorazione dell’argilla un’arte mondiale.

Nella musica popolare, la cittadina di Agordo si ricorda grazie a una canzone di Claudio Baglioni, “Ad Agordo è così” (dall'album E tu..., 1974). Il fascino del borgo in provincia di Belluno ancora oggi attira turisti e curiosi, attirati da vette maestose come il Monte Agner e la Moiazza e dai paesaggi suggestivi della valle del Cordevole. Agordo, infatti, è il cuore pulsante di uno dei patrimoni naturali più spettacolari al mondo, oltre a essere un punto strategico per raggiungere le meraviglie delle Dolomiti Bellunesi: dalle maestose Pale di San Martino al Passo San Pellegrino, passando per il Lago di Alleghe e la Marmolada. Storicamente,

La più grande fiera del turismo del Nord Europa, Matka Travel Fair, tornerà a Helsinki dal 15 al 18 gennaio 2026 con un forte accento sul turismo nature-based e sostenibile. Gli organizzatori guardano con particolare interesse alla partecipazione italiana, sottolineando come l’Italia – destinazione molto apprezzata dai viaggiatori finlandesi – possa offrire contributi di primo piano su sostenibilità, turismo esperienziale e valorizzazione del patrimonio culturale

La Salle, borgo soleggiato nella Valle d’Aosta, unisce paesaggio alpino, storia e cultura enogastronomica in un contesto concreto e vivo. Situato a circa 1.000 metri di altitudine, il borgo è circondato da vigneti terrazzati dove si produce il DOC Blanc de Morgex et de La Salle, uno dei vini bianchi più alti d’Europa. I vitigni sono adattati alle condizioni alpine e la coltivazione richiede tecniche particolari: la vendemmia, spesso manuale, racconta il legame profondo tra comunità e territorio. Al centro del borgo si ergono i resti del Castello di Châtelard, una fortificazione medievale del XIII secolo che testimonia l’importanza strategica di La Salle nel controllo delle vie di montagna. La struttura domina il paese e permette di godere di vedute panoramiche sulle vallate circostanti e sui vigneti che si estendono fino alle montagne. Passeggiare tra le rovine del castello e i vicoli del borgo permette di toccare con mano la storia e di comprendere la relazione tra difesa, abitato e natura.

Angera è uno di quei luoghi che sembrano trattenere il respiro del lago. Qui il tempo scivola come l’acqua che lambisce il porticciolo e riflette la mole severa della Rocca Borromeo, custode silenziosa di secoli e segreti. Il viaggiatore che arriva in questo borgo del Basso Verbano si accorge subito che Angera non si limita a “stare sul lago”: lo interpreta, lo racconta, lo osserva da ogni punto di vista. È un luogo dove la storia ha lasciato impronte profonde, ma dove la natura continua ad avere la voce più forte. Il centro storico si arrampica lentamente verso l’altura su cui svetta la Rocca. Le case in pietra, gli archi medievali e le corti interne nascondono piccoli orti o giardini rigogliosi, testimonianze di un microclima mite e generoso. Passeggiando per le vie interne, mentre il rumore dell’acqua resta solo un’eco, si entra in una dimensione intima, quasi domestica. Angera non è un borgo che si concede in un colpo d’occhio: preferisce farsi scoprire con calma, lasciando al visitatore il piacere di imbattersi in dettagli inaspettati. La sua identità culturale è ricca e stratificata








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