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- Redazione
Sarà inaugurata il 15 gennaio a Copenaghen, alla presenza del curatore Francesco E. Guida, docente del Politecnico di Milano, la mostra “Pink. Donne del progetto grafico italiano. Dalle origini alla contemporaneità”, nata da un’iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, curata da AIAP, Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva, e organizzata dall’Istituto italiano di cultura fino al 16 marzo. La storia delle arti e delle professioni creative è stata a lungo raccontata da una prospettiva prevalentemente maschile. Pink ricostruisce e presenta le figure e i contributi delle donne che hanno operato nella grafica italiana dagli anni Quaranta a oggi, restituendo visibilità a professioniste che, pur avendo creato immagini divenute iconiche e parte dell’immaginario collettivo, hanno ricevuto un riconoscimento spesso insufficiente.
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- Redazione
La passione tutta italiana per l’espresso è al centro di un’esposizione che racconta la trasformazione del design degli oggetti dedicati al caffè avvenuta negli ultimi decenni. Dopo il successo delle tappe in Europa, Stati Uniti e Brasile, lo scorso 5 dicembre, il Consolato Generale d’Italia a Canton ha inaugurato, presso il Sea World Culture and Arts Center (SWCAC) di Shenzhen, la mostra “Passione italiana: l’arte dell’espresso”. L’esposizione è stata presentata in occasione della X edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo (SCIM), rassegna tematica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dedicata alla promozione della cultura enogastronomica italiana nel mondo.
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- Chiara Marcon
L'artista multimediale Michel Comte, in collaborazione con l'architetto giapponese Yuichi Kodai, presenta la sua installazione "Clearings" come culmine del progetto artistico ART FLOW.
L'opera è stata creata nel 2024 come intervento site-specific nella foresta di Dietikon, nell'ambito di ART FLOW, in collaborazione con Yuichi Kodai. Il progetto si ispira al principio guida della Dietikon Wood Corporation e all'esplorazione dei cicli di divenire, essere e trapassare in natura.
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- Redazione
Foto e testo Paola Zorzi - Villa Cernigliaro dal 14 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 presso la Serra dei Leoni ospita la mostra HeART of Gaza. Children's Art from the Genocide. 40 piccoli capolavori disegnati dai bambini in una Artists' Tent arrivati via mail dalla Striscia di Gaza, stampati su Fabriano, cm 42x30. Una mostra a cura di Maia Bertoldo e Carlotta Cernigliaro.
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- Chiara Marcon
Dal contributo indispensabile all’economia familiare allo sfruttamento nelle fabbriche: la nuova mostra al Museo nazionale Zurigo presenta la storia del lavoro infantile in Svizzera e introduce al dibattito sugli aspetti attuali del tema al livello mondiale.
Il lavoro infantile era parte integrante della vita quotidiana già prima che sorgessero le fabbriche. Quando il reddito dei genitori era insufficiente, le bambine e i bambini dovevano contribuire al sostentamento della famiglia, in casa, nelle fattorie e nel lavoro a domicilio. Se da un lato questo comportava partecipazione, dall'altro il loro lavoro, con la rivoluzione industriale, fu sempre più sfruttato:
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- Redazione
Arte Laguna Prize, nel ventennale della sua attività legata al mondo dell’Arte Contemporanea Internazionale, ha perseguito l’obiettivo di ampliare il Network dei suoi Partner, fondando nuovi Premi Speciali a vantaggio degli artisti emergenti e nuove interazioni tra curatori, imprenditori, artisti e appassionati. I Premi Speciali sono collaborazioni create con diversi Partner da tutto il mondo, musei, gallerie, imprenditori, che credono negli artisti emergenti e mettono in palio un premio, ad esempio, per la migliore idea creativa per un nuovo prodotto, per un nuovo arredo, per una campagna pubblicitaria, per un video, oppure offrono residenze artistiche, mostre personali, collettive, esperienze di formazione specifica, tipo lavorare il vetro, la ceramica, la stoffa, oppure un premio in denaro, che aiuta questi artisti per acquistare i loro materiali e dare nuovo slancio alla loro carriera.
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- Chiara Marcon
"Ora che cielo, terra e venti sono in pace": suona così poetico, incantevole, trasfigurato. Un contrappunto ai tempi turbolenti in cui viviamo oggi? Il titolo di questa mostra deriva dal Rinascimento, da una poesia di Francesco Petrarca del XIV secolo. In epoca barocca, nel 1638, il compositore Claudio Monteverdi musicava questa poesia. Il luogo e il tempo in cui cielo, terra e venti si riposano per un attimo erano già allora circondati da inquietudine, lotte e guerre.
Guardare dentro di sé è forse l'unica cosa che può portarci pace, allora come oggi? Dovremmo cercare più spesso un contatto con noi stessi? In modo da poter elaborare meglio le informazioni inquietanti che ci bombardano costantemente? Dovremmo rivolgerci di più alla natura e all'amore? E vedere la nostra vulnerabilità come un punto di forza piuttosto che come una debolezza?
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Foto e testo Paola Zorzi - Ancora per pochi giorni, fino al 22 novembre, nello spazio Unimedia Contemporary Art di Genova, è aperta al pubblico la mostra "Dissonanze - Una poetica." Percorsi inattesi di Viana Conti & Limbania Fieschi. Una mostra a cura di Viana Conti e Limbania Fieschi. Catalogo in mostra con testi di Viana Conti.
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"Se tieni una pietra (Marinheiro só) / Tienila in mano / Se ne senti il peso / Non sarai mai in ritardo / Per capire." Questi versi di una canzone di Caetano Veloso, che raggiunse fama mondiale nel 1971, evocano un dialogo unico tra musica e arte. Veloso, il più importante rappresentante del Tropicalismo, dedicò l'opera all'artista brasiliana Lygia Clark, una pioniera che rinnovò radicalmente il concetto di arte. (foto ufficio stampa).
UN'ARTISTA DI SIGNIFICATO INTERNAZIONALE
Lygia Clark (1920 Belo Horizonte – 1988 Rio de Janeiro) è una delle artiste più influenti del Sud America. Il suo lavoro ha fatto la storia dell'arte perché ha dissolto il confine tra opera d'arte e spettatore. Clark ha rinunciato alle forme pittoriche o oggettuali classiche e ha sviluppato opere orientate al processo che potevano essere create o completate solo attraverso la partecipazione attiva delle persone. Il suo approccio ha sfidato l'istituzione del museo e la concezione dell'arte come opera finita. Clark sosteneva un'esperienza olistica che coinvolgesse il corpo e i sensi, rendendo l'arte un processo aperto.





