Figura di spicco nell'arte del Rinascimento veneziano, Vittore Carpaccio (c. 1460/1466–1525/1526) è conosciuto soprattutto per i suoi grandi e spettacolari dipinti narrativi che hanno dato voce alla storia sacra. Sebbene da secoli sia amato e celebrato in patria per il suo occhio attento, la sua fertile immaginazione e la sua abilità narrativa, quella in corso alla National Gallery of Art di Washington DC segna la prima retrospettiva dell'artista mai tenuta fuori dall'Italia.

Da giovedì 26 gennaio 2023 presso l’ADI Design Museum di Milano prende il via la nuova stagione di Graphic Design Lectures, a cura di Francesco Dondina e con il patrocinio di Aiap - associaizone italiana design della comunicazione visiva; un palinsesto annuale di incontri, uno al mese, pensato per avvicinare il pubblico alla progettazione grafica attraverso la voce delle eccellenze della comunicazione visiva italiana.
Primo incontro giovedì prossimo, 26 gennaio, alle 18.30 con Studio RovaiWeber design, Firenze.

La mostra Ghada Amer è la prima retrospettiva dell'artista in Francia. Nata al Cairo come una delle quattro figlie e lì ha trascorso la sua prima infanzia. Sua madre e sua nonna cucivano molto, il che in seguito avrebbe influenzato Amer come artista. Viene da una famiglia molto religiosa. La madre trova offensivi i soggetti sessuali di Amer. Suo padre era nel servizio diplomatico.

Dai pavimenti alla veneziana alle cupole rivestite alla bizantina, sono friulane le mani che hanno fatto di Lione, città multi-millenaria, un centro musivo. Per questo il 22 novembre è stata inaugurata nella città francese la mostra “la Friulana” della Scuola Mosaicisti del Friuli, che rimarrà aperta al pubblico durante i sei prossimi mesi. La mostra è stata organizzata dall’associazione Fogolâr Furlan di Lione, la cui missione è far conoscere il Friuli attraverso il mosaico.

Dagli strati più alti dell’atmosfera arriva un nuovo approccio rivoluzionario per la pulizia e il restauro delle opere d’arte. Si tratta dell’ossigeno atomico che in natura si trova tra gli 80 e i 300 km da terra con una concentrazione massima tra gli 85 e i 125 km. Produrre l’ossigeno atomico con macchinari di facile utilizzo e validarne i protocolli d’uso per la conservazione dei beni culturali sono gli obiettivi di MOXY, un progetto europeo appena partito che ha come unico partner italiano l’Università di Pisa.

Il Palazzo del Segretariato delle Nazioni Unite a New York è la sede della nuova mostra personale di Sabrina Rocca che fa seguito al successo dell’iniziativa espositiva del 2021 presso il Campus delle Nazioni Unite a Torino (Italia). I soggetti dei dipinti dell’artista sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), 17 obiettivi interconnessi definiti nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite come una strategia "per raggiungere un futuro migliore e più sostenibile per tutti". 

Gli acquisti d'arte della città di Zurigo sono una parte importante della promozione artistica da parte del dipartimento di cultura del dipartimento presidenziale. Una selezione delle acquisizioni degli ultimi anni viene presentata al pubblico a intervalli regolari nell'Helmhaus. Questi sono realizzati su raccomandazione della Commissione per le Belle Arti della Città di Zurigo.

La mostra multimediale inaugurata il primo dicembre, porta al pubblico ad immergersi a 360* nelle opere di uno dei  maestri della secessione viennese, l’austriaco Gustav Klimt. Una passeggiare nel auditorio, adibito adesso alle mostre, il Licht Halle Maag, è un’esperienza sensoriale da non perdere. Gli spettatori, vengono catturati dall’arte e dalla bellezza delle opere del maestro. Le donne sono state l’ossessione del maestro, che nelle sue opere, le dipinge emancipate, forti e aperte all’amore e alla vita. 

Un'opera di Jean Arp, uno dei grandi maestri del Novecento, riaffiora dai depositi dei Musei Civici Fiorentini. Ancora una volta, il rapporto virtuoso tra il Museo Novecento di Firenze e il mondo accademico ha dato vita a un'importante riscoperta: Larme de galaxie (1962), piccolo capolavoro donato dall'artista alsaziano alla città di Firenze all'indomani della drammatica alluvione del 1966, torna alla luce dopo circa tre anni di studio e ricerche condotti da Emanuele Greco, curatore della mostra “Jean Arp. Larme de galaxie”, che  sarà allestita sino al 15 febbraio 2023 nelle sale del Museo del Novecento. L'opera, un unicum nella produzione scultorea di Arp, fu donata alla città di Firenze grazie alla generosità della moglie dell'artista, Marguerite Arp-Hagenbach, che nel 1967, all'indomani dell'alluvione, rispose con questo significativo omaggio all'appello lanciato agli artisti contemporanei da Carlo Ludovico Ragghianti.






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