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Niente rimpasto, men che meno dimissioni. E neppure una fase due o una ripartenza, perché “non ci siamo mai fermati”. La premier Giorgia Meloni, il 9 aprile alle Camere per un’informativa di quasi un’ora, ufficializza che il referendum sulla giustizia non comporterà stravolgimenti nella legislatura, ma si concentra anche sulla crisi di Golfo e Medio Oriente, chiedendo una sospensione del Patto di Stabilità europeo qualora la crisi dovesse perdurare. “Si continua a parlare di dimissioni del governo, di rimpasto, di fase due, fase tre: alchimie distanti anni luce da noi nel quale non intendiamo far ricadere l’Italia. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato.
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Secondo l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, nel 2025 i Paesi dell’UE+ hanno registrato circa 822 mila domande d'asilo, con un calo del 19% rispetto all’anno precedente. La diminuzione è legata soprattutto al forte calo delle richieste da parte di cittadini siriani, in seguito alla caduta del regime di Bashar al-Assad. Molti Stati membri hanno inoltre sospeso temporaneamente l’esame delle domande per valutare la nuova situazione nel Paese. Gli afghani rappresentano il gruppo più numeroso di richiedenti asilo, con 117 mila domande nel 2025, in aumento del 33%.
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Il referendum sulla giustizia si è concluso con una netta affermazione del No confermando un risultato maturato nel corso di uno spoglio particolarmente rapido, favorito dalla semplicità del quesito referendario. La consultazione è stata seguita con attenzione anche all’estero. In particolare, il panorama mediatico statunitense ha accolto l’esito del voto con il consueto mix di pragmatismo economico e analisi geopolitica. Il New York Times, in un lungo editoriale, ha sottolineato come il voto rifletta una profonda spaccatura tra le aree urbane e le province, definendo il risultato come una “chiara manifestazione di un elettorato stanco di soluzioni tecnocratiche”.
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Il 23 marzo Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza pubblica nel Palazzo Apostolico Vaticano una delegazione di circa 200 persone di ITA Airways guidata dal presidente Sandro Pappalardo e comprendente alcuni rappresentanti del Gruppo Lufthansa. il Papa ha espresso ai suoi ospiti l’apprezzamento e la gratitudine suoi e della Santa Sede per il “prezioso servizio” dei viaggi apostolici offerto nel corso degli anni prima da Alitalia e poi da ITA Airways, aggiungendo di confidare che “nello spirito di questa consolidata e cordiale collaborazione, l’accoglienza prestata al Santo Padre, al suo Seguito e ai giornalisti che volano con lui continui a riflettere quella particolare attenzione e benevolenza che i tempi in cui viviamo rendono sempre più necessaria”.
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Le prime conseguenze politiche della sconfitta del governo al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo arrivano nel giro di poche ore dalla chiusura dello scrutinio, aprendo una crisi interna al Ministero di via Arenula che si traduce nelle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Un epilogo che, secondo quanto emerge, era già nell’aria nella serata del 23 marzo e che ha preso forma nel corso della giornata successiva, al termine di una serie di colloqui tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, Delmastro e la stessa Bartolozzi. A confermare la svolta è stato lo stesso Delmastro, che in una nota ha annunciato di aver lasciato l’incarico:
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Il question time che il 25 marzo ha riguardato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato, com’era prevedibile, il più burrascoso, all’indomani del terremoto politico che ha riguardato il dicastero di Via Arenula, con le dimissioni del sottosegretario Del Mastro e del Capo di Gabinetto Bartolozzi. Al centro dell’intervento di Nordio nel question time alla Camera si sono quindi intrecciati i temi politici legati alle continue e pressanti richieste da parte di esponenti delle opposizioni delle sue dimissioni e al referendum e, solo alla fine, ad alcuni provvedimenti riguardanti il sistema penitenziario. “Non c’è nessuna ragione per cui il ministro della Giustizia abbandoni il suo posto”, ha affermato, respingendo le richieste di dimissioni e spiegando che, pur avendo “assunto ufficialmente la responsabilità politica del fallimento di questo referendum”, “la fiducia del governo e della presidente del Consiglio è stata confermata”.
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Le donne rappresentano un “elemento determinante per la crescita della nostra politica estera”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso dell’evento “Donne del mio tempo” che si è tenuto il 9 marzo alla Farnesina. All’interno del Ministero il vicepremier ha voluto “incrementare il numero di direttrici generali”, spiegando poi come intenda fare in modo che ci siano sempre più figure femminili a ricoprire ruoli di grande responsabilità. Il tema della leadership femminile ha rivestito un ruolo centrale nell’incontro, con la direttrice generale per gli Affari politici e la Sicurezza nazionale Cecilia Piccioni che ha dichiarato: “La presenza delle donne nelle istituzioni non è solo questione di rappresentanza, ma di qualità delle decisioni”.
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Fermo preventivo fino a 12 ore, sanzioni rafforzate contro il porto di coltelli e strumenti atti ad offendere, responsabilità amministrativa dei genitori e nuove regole per l’ordine pubblico. È l’asse portante del pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, il 5 febbraio, composto da un decreto legge di 33 articoli e da un disegno di legge di 29, illustrati dai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e della Giustizia Carlo Nordio. Il decreto introduce la possibilità di accompagnare e trattenere negli uffici di polizia, fino a 12 ore, persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico, in particolare in relazione a manifestazioni e assembramenti. La misura ha carattere preventivo e prevede la comunicazione all’autorità giudiziaria, che può valutarne la legittimità e disporre la liberazione immediata in assenza delle condizioni previste.
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"Sono qui per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, ma è anche un’occasione per confrontarci sulle nostre relazioni bilaterali”. Così la premier Giorgia Meloni, nel breve punto stampa congiunto a Milano con il vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance venerdì 6 febbraio. Presenti anche il segretario di Stato, Marco Rubio, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Italia e Stati Uniti – rimarca Meloni - intrattengono rapporti molto significativi sempre: stiamo lavorando su molte questioni bilaterali, ovviamente di rafforzamento della nostra cooperazione ma anche dei tanti dossier internazionali che sono aperti.





