Si dice che tutto sia politica; anche il cibo, quindi? La risposta è sì, come conferma un recente curioso sondaggio condotto da Uber Eats che rivela quali sono i cibi che oggi gli italiani associano agli schieramenti politici tradizionali. E non solo. Insomma, se vi siete mai chiesti se una pizza o un’insalata siano di destra o di sinistra, siete nel posto giusto per saperne di più. Entriamo nel dettaglio del partitismo culinario. La dieta ipocalorica è vista, dai rispondenti al sondaggio, come affine alla destra, la gauche nostrana è invece fruttariana, mentre il centro non disdegnerebbe una bella e salutare dieta vegana.

Sarà l’Italia ad ospitare quest’anno il forum mondiale dedicato al turismo enologico.
Langhe, Monferrato e Roero, patrimonio culturale dall’UNESCO, faranno da scenario alla sesta edizione della conferenza mondiale promossa dalla World Tourism Organization, organizzata con il Ministero del Turismo, ENIT e Regione Piemonte ad Alba dal 19 al 21 settembre prossimi. Obiettivo dell’evento è la crescita del settore enogastronomico, che, come ha dichiarato il Ministro Massimo Garavaglia, “si sta rivelando sempre più una leva fondamentale per il turismo italiano.

Vino, olio, mele, dadi e insaporitori, succhi di frutta, detersivi e detergenti realizzati con metodi naturali ed ecosostenibili. Sono queste alcune delle eccellenze che il Trentino ha messo in mostra alla Biofach, la più importante fiera internazionale dedicata al biologico che si tiene ogni anno a Norimberga, in Germania, tornata in presenza dopo un’edizione 2021 interamente digitale. Nel centro congressi di Norimberga si sono dati appuntamento a fine luglio, in un’inedita veste estiva, quasi 2.300 espositori provenienti da 94 Paesi, che si sono confrontati con oltre 24 mila visitatori.

Si chiama “Wine to Asia” la nuova manifestazione fieristica dedicata ai professionisti del settore vinicolo dell’area Asia/Pacifico che, organizzata da Veronafiere-Vinitaly grazie alla partnership con Pacco Communication, si terrà a Shenzhen World, a Shenzhen, dal 26 al 28 agosto.
A Wine to Asia – che punta a diventare la manifestazione di riferimento degli operatori nella Great Bay Area, regione in cui opera il 30% dei professionisti in wine and spirits - saranno presenti più di 450 espositori e si prevedono circa 10,000 visitatori

Allegrini, storico produttore della Valpolicella Classica, presente in 80 Paesi ed in tutti i continenti vedrà a partire da settembre 2022 due suoi vini iconici ed ambasciatori dell’Azienda: La Poja 2017 e Fieramonte Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2015, essere presenti su La Place de Bordeaux, il sistema distributivo che mette insieme Chateaux, négociant e wine merchant di tutto il mondo, su cui poggia la commercializzazione dei vini di Bordeaux sin dal XVII secolo. La distribuzione, che esclude Italia e Nord America, verrà curata nel mondo da Timothée Moreau di Le Bureau des Grand Vins e da dieci dei più prestigiosi Négociants.

Nell’ultimo anno l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ha visto incrementare il prodotto imbottigliato con valori a due cifre, nell’ordine di un + 60 per cento. Un risultato più che lusinghiero per un’eccellenza agroalimentare del Made in Italy conosciuta ed universalmente apprezzata in tutto il mondo, considerato il clima di incertezza generale a livello internazionale che ancora non si è completamente dissolto, dopo gli anni difficili della pandemia e delle ulteriori crisi che nel frattempo sono intervenute sul piano politico ed economico a livello globale.

Nonostante il conflitto in Ucraina e i venti di recessione il vino italiano vola nel mondo con un aumento del 12% delle vendite fuori i confini nazionali, ma sui conti delle aziende pesa il rincaro traumatico dei costi, dalle bottiglie ai tappi, dalle etichette agli imballaggi. Per la prima volta, emerge da un’analisi della Coldiretti, il valore delle esportazioni di bottiglie italiane potrebbe sfiorare gli 8 miliardi di euro nel 2022 trainate anche alla crescita negli Stati Uniti che sono il principale mercato al di fuori della UE.

Se il trend di crescita sarà mantenuto l’export agroalimentare italiano nel mondo supererà i 60 miliardi nel 2022 segnando un vero e proprio record storico anche se a preoccupare sono gli effetti del conflitto in Ucraina, con i rincari energetici che stanno colpendo i consumi a livello globale. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi ai primi sei mesi del 2022 che evidenziano un balzo del +20,6% nonostante la guerra scatenata dai russi e le tensioni internazionali sugli scambi mondiali di beni e servizi.

Sarà per l’esperienza del lockdown in cui, un po’ tutti, in un modo o nell’altro, ci siamo improvvisati cuochi o panificatori tra i fornelli di casa, o forse per la passione viscerale che lega il nostro Paese alla cucina della tradizione e ai sapori di una volta, oppure ancora perché, forse anche grazie all’immagine che i media danno degli chef, chi sa cucinare sembra avere un fascino in più. Sia quel che sia, è innegabile che, per quanto riguarda la cucina, per gli italiani il prodotto “fatto in casa” è diventato qualcosa di irrinunciabile.




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