Rome Business School, istituto di formazione post-universitaria parte del network Planeta Formación y Universidades creato nel 2003 da De Agostini e dal Gruppo Planeta, ha pubblicato la ricerca “I nuovi trend della moda in Italia: il Made in Italy tra sostenibilità, online fashion e abbigliamento in affitto”, a cura di Giuliana Baldo Chiaron Program Director dello Specialized Master in Fashion Management di RBS, Michela Bonafoni, Program Director del Master in Fashion and Luxury Management di RBS, Valerio Mancini, Docente e Direttore del Centro di Ricerca di RBS, Tatiana Valoira, Docente di Branding, Marketing e Luxury Marketing presso EAE Business School.

In Italia, dopo lo shock iniziale provocato dalla pandemia, l’intera industria della moda già nei primi 3 trimestri del 2021 registrava numeri positivi: il fatturato 2021 è stato di 64 miliardi di euro (-5% rispetto al 2019) che, includendo i settori collegati (occhialeria, gioielleria e cosmesi), sale a 83 miliardi. Non solo l’Italia, anche a livello europeo le stime del consumo di abbigliamento e calzature continuano ad essere in crescita: nei mercati UE si prevede in aumento del +7% per l'anno 2022, mentre per gli anni dal 2023 al 2025 la crescita media stimata è del 4,73% annuo.

Un filo tutto italiano lega fra loro personaggi come Vladimir Putin, George Bush, George Clooney, Robert De Niro, Michael Jordan e Michael Jackson, solo per citarne alcuni. Il legame è che hanno tutti indossato le scarpe di Artioli, un nome di eccellenza nella produzione di calzature che ha una rilevanza maggiore all’estero che non nel Belpaese, dove commercializza solo l'1% della sua produzione.




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