L'80% MODIFICA LA PROPRIA COLAZIONE QUANDO SI ALLENA
- Redazione
L'80% degli intervistati che fanno attività fisica al mattino varia la propria colazione. L'allenamento modifica soprattutto le quantità: 7 italiani su 10 dichiarano di mangiare o bere di più nelle sessioni di training (68%), assumendo in particolare bevande per idratarsi (36%), consumando un pasto più nutriente dopo lo sport (29%) o prima dell'allenamento (15%). In oltre la metà dei casi (54%), l'alimento che prevale nella colazione dagli sportivi è la frutta, sia nella versione secca che fresca.
PELLE: QUASI 1 ITALIANO SU 2 IGNORA I RISCHI DEL SOLE
- Redazione
Cantabria Labs Difa Cooper presenta i risultati aggiornati dell’Osservatorio Heliocare 2026, uno studio che indaga abitudini e percezioni della popolazione in materia di esposizione solare e fotoprotezione, con focus su Italia, Spagna, Portogallo e Messico. Quasi un italiano su due continua ad associare l’abbronzatura alla bellezza o alla salute, nonostante i rischi legati all’esposizione solare. Un dato rilevante e preoccupante, se si considera che l’eccessiva esposizione ai raggi UV è tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo dei tumori cutanei e dell’invecchiamento della pelle.
DIPENDENZA DALL’ALGORITMO, ARRIVA IL DDL NICITA-BASSO
- Redazione
A una settimana dalla sentenza storica di Los Angeles — che ha condannato Meta e Google a risarcire tre milioni di dollari a una ragazza resa dipendente dai social dall'età di sei anni — arriva dal Senato italiano una proposta di legge organica sul contrasto alla dipendenza, influenza e manipolazione algoritmica. Prime firmatari i senatori del Partito democratico Antonio Nicita e Lorenzo Basso. Il testo parte da una premessa che la sentenza americana ha trasformato in giurisprudenza: le piattaforme sono responsabili delle architetture con cui distribuiscono i contenuti.
VIOLENZA A SCUOLA: 1 STUDENTE SU 2 HA PAURA
- Redazione
Non episodi isolati, ma ormai una situazione ben strutturata: il 53% degli studenti delle scuole secondarie non percepisce più la propria scuola come un luogo sicuro. Di contro, per il 47% degli intervistati, l'aggressione, pur grave, si inserisce in una serie di avvenimenti limite che però non intaccano la percezione di sicurezza all'interno del proprio istituto. A rivelarlo è un instant poll svolto da Skuola.net all’indomani dell’accoltellamento di una docente nella Bergamasca (il 26 marzo uno studente di terza media ha accoltellato l'insegnante di francese a scuola ndr).
SALE: E SE TI DICESSI CHE ELIMINARLO DEL TUTTO È UN ERRORE?
- Redazione
Da anni ci dicono di nascondere la saliera, perché il sale fa male. Oggi, nuove evidenze scientifiche suggeriscono che per il cuore, il cervello e il metabolismo, meno non significa sempre meglio. Gli esiti di salute correlati all’assunzione di sodio seguono, infatti, una relazione a U, per cui sia un apporto eccessivo sia un apporto insufficiente di sale sono associati a un aumento del rischio per la salute, rafforzando l’importanza di evitare tanto la sovraesposizione cronica quanto la restrizione estrema. Il sale di per sé non è dannoso; è lo squilibrio a esserlo.
SALE: E SE TI DICESSI CHE ELIMINARLO DEL TUTTO È UN ERRORE?
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Da anni ci dicono di nascondere la saliera, perché il sale fa male. Oggi, nuove evidenze scientifiche suggeriscono che per il cuore, il cervello e il metabolismo, meno non significa sempre meglio. Gli esiti di salute correlati all’assunzione di sodio seguono, infatti, una relazione a U, per cui sia un apporto eccessivo sia un apporto insufficiente di sale sono associati a un aumento del rischio per la salute, rafforzando l’importanza di evitare tanto la sovraesposizione cronica quanto la restrizione estrema. Il sale di per sé non è dannoso; è lo squilibrio a esserlo.
ISTAT: L’ITALIA TRA I PAESI PIÙ LONGEVI IN ASSOLUTO
- Redazione
L’Italia è oggi tra i Paesi più longevi in assoluto, con una speranza di vita alla nascita di 83,4 anni, mentre nel 1872 era tra quelli con la speranza di vita più bassa in Europa: soli 29,8 anni, quando Francia, Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia presentavano già valori compresi tra 40 e 50 anni. A queste differenze contribuiva la mortalità entro il primo anno di vita, che nel 1863 in Italia era pari a circa 230 per mille nati vivi, analoga alla Spagna e all’Austria, quando in Francia, Regno Unito e Svezia già nel 1860 era scesa intorno al 150 per mille e in Norvegia sotto il 100.





