Anche il gigante dell’E-Commerce Amazon riconosce il valore della ricerca italiana e, nello specifico, veneta. Sono stati da poco consegnati gli "Amazon Research Awards 2021" di Amazon Research e, tra i premiati, figurano due italiani: Il Professor Francesco Ranzato, docente del Dipartimento di Matematica dell'Università di Padova, e Roberto Giacobazzi dell’Università di Verona, premiati per il progetto di ricerca dal titolo "Implicit Program Analysis". L’Amazon Research Awards, che comprende anche un finanziamento di 40.000 dollari e altri 20.000 in AWS credits da usare in servizi di calcolo di Amazon Web Services e coprirà una ricerca sviluppata su arco biennale, viene conferito alle migliori idee di ricerca in ambito “Ragionamento automatico”, in particolare per tecniche e strumenti di analisi statica dei programmi.

Lo sapete qual è il prodotto che i consumatori italiani cercano maggiormente sulla Rete? I farmaci. Colpa della pandemia e della percezione della salute che ci hanno lasciato in eredità questi due anni, o forse a causa di un cambio dello stile di vita che pone decisamente al centro la salute e il benessere. Difficile trovare una risposta immediata, ma quel che è certo è che i prodotti per la cura della salute e i farmaci da banco sono al primo posto nella lista delle ricerche digitali nel Paese.

 5 anni di durata, un budget di 10 milioni di euro, 2.200 pazienti coinvolti: questi i numeri del progetto Horizon Europe “I3LUNG”. Il progetto, i cui partecipanti si sono incontrati il 1° luglio all’Istituto Nazionale dei Tumori per celebrarne il lancio, si pone l’obiettivo di creare, utilizzando l'Intelligenza Artificiale (AI), uno strumento decisionale all'avanguardia per aiutare medici e pazienti nella selezione del miglior trattamento immunoterapico del tumore al polmone, personalizzato per ciascun paziente. “

Un gruppo di studiosi dell’Università di Bologna che include filologi, storici della scienza e chimici ha cercato di comprendere se l’alchimia possa essere considerata una protoscienza, non solo riscoprendo e studiando nel dettaglio gli antichi testi alchemici, ma anche mettendo in pratica in laboratorio le procedure descritte. Un lavoro interdisciplinare – sviluppato all’interno del progetto ERC AlchemEast, vinto dal professor Matteo Martelli (Dipartimento di Filosofia e Comunicazione) – i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista PNAS. L’indagine si è concentrata su uno degli elementi più intriganti nella storia dell’alchimia: il mercurio.

La maggior parte delle persone di almeno 105 anni di età risiede nel Nord Italia: 284 nel Nord-ovest e 243 nel Nord-est, al Sud sono 238, al Centro 225 e nelle Isole 121; a livello regionale, la maggior parte dei centenari risiede nel Nord Italia. Considerando gli individui di almeno 105 anni di età, 284 sono residenti nel Nord-ovest e 243 nel Nord-est; al Sud vivono 238 persone, al Centro 225 e nelle Isole 121.

Tre statuette in terracotta appartenenti alle culture Maya dello Stato di Campeche (VI-X secolo d.C) e a quella di Remojadas dello Stato di Veracruz (III-VII secolo d.C); due statuette di figure antropomorfe in argilla modellata risalenti alla cultura Teotihuacana dell’altopiano centrale del Messico (III-VII secolo d.C) e a quella delle valli centrali di Oaxaca (XI-XVI sec. d.C.); diciassette reperti archeologici appartenenti alle culture Totonaca, Michoacán, Coyotlatelco, Zapoteca, Mixteca, Maya o afferenti al periodo preclassico, classico e postclassico mesoamericano; sei figurine antropomorfe in terracotta, argilla e pietra di piccole dimensioni, una collana in roccia e un vaso in argilla con decorazioni.

Maxi Manzo sa esattamente quale sia il significato della parola “radici”. E dei viaggi, tanto fisici e geografici quanto intimi e spirituali, che queste radici innescano. Lo sa bene in quanto discendente di italiani di origini abruzzesi e molisane che hanno lasciato la loro terra natia per approdare in Argentina, in Paese che ha dato i natali a Maxi. Ma lo sa anche in quanto artista con il desiderio della scoperta, come dimostra il docufilm “El vestido de Dora”, che gli è valso il Premio Flaiano di Italianistica sezione Under 35.

Nella nuova edizione della classifica del QS World University Rankings, pubblicato l'8 giugno, l’università di Bologna si posiziona ancora una volta nel miglior 1% fra gli oltre 26 mila atenei al mondo, migliorando con una crescita costante il proprio posizionamento globale dal 2017. Dal 2014 l’Ateneo ha migliorato la propria performance scalando 21 posizioni nella classifica.

Grazie ad una campagna dell’UNICEF e dei suoi partner, più di mille famiglie ucraine sono state formate su come accogliere i bambini rimasti senza cure parentali. Sono tra le oltre 21.000 persone che hanno utilizzato il bot di Telegram @dytyna_ne_sama_bot offrendosi di ospitare i bambini dall'inizio della campagna "Leave No Child Alone" a marzo, mentre altre famiglie inizieranno la formazione a luglio.
Le famiglie selezionate hanno incontrato psicologi, insegnanti e specialisti che lavorano nel sociale per apprendere gli strumenti a supporto dell’adattamento, le modalità di accoglienza e l'educazione dei bambini accolti temporaneamente.




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