Passeggiando per la capitale storica del Friuli-Venezia Giulia non si può non notare, in cima al centro storico, un imponente castello che domina tutto l’abitato. Questo imponente edificio fu la sede di uno dei primi esempi di parlamento della storia, il consiglio della Patria del Friuli, e, negli ultimi anni, si è fatto carico del ruolo di custode della storia della civiltà, friulana e no.

Verbano-Cusio-Ossola – In passato, in alcune zone d’Italia, avere un camino era considerato simbolo di ricchezza. Oltre l’indubbia utilità nel riscaldare l’abitazione durante l’inverno, avere una casa con il camino rappresentava un modo per testimoniare uno status sociale. In un piccolo paese del Piemonte, ai confini con la Svizzera, erano molte le famiglie desiderose di mostrarsi benestanti; il risultato di questo desiderio sono state le centinaia di camini che svettano sui tetti di Craveggia, un comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

A metà strada tra Napoli e Roma, lungo il litorale laziale, in cima ad uno sperone, è possibile scorgere quattro torri di avvistamento, a contorno di un piccolo borgo medioevale che si affaccia sul mare. Le case, su questo promontorio, sembrano quasi essere tutt’uno con la roccia. Le scalette e le vie strette, gli intonachi bianchi e i numerosi archi che, partendo dal mare, salgono fino alla cima dello sperone, seguendo una struttura tipica degli abitati meridionali del medioevo, fanno in mondo che Sperlonga sembri una piccola isola fuori dal tempo.

Nel cuore della Valpolicella, a pochi chilometri da Verona, San Pietro in Cariano costituiva in età alto-medievale un caposaldo nella difesa di Verona, sorta in un luogo dove anticamente passava la Via Claudia-Augusta. Tuttavia, i primi insediamenti umani risalgono ad un passato ancora più remoto: le più antiche tracce della presenza dell'uomo nella zona risalgono al Neolitico, mentre in località Archi di Castelrotto sono stati portati alla luce resti di un villaggio protostorico, risalente al V e IV secolo a.C., costituito da vari complessi.

Dal 21 al 26 febbraio approda ad Expo Dubai “Marche/Land of Excellence” la settimana delle Marche che porterà negli Emirati Arabi l’eccellenza del saper fare e la capacità di innovare. Un fitto calendario di eventi per presentare 19 progetti - che coinvolgono 30 imprese marchigiane insieme alle eccellenze del mondo accademico - e per promuovere il “saper fare” del territorio.

La Regione Marche sarà presente all’Expo di Dubai nella settimana 21-26 febbraio con una serie di forum, italian dialog e laboratori nel Padiglione Italia e con un ricco calendario di eventi delle imprese marchigiane.
La giornata delle Marche in particolare si svolgerà il 21 febbraio, ed è prevista la partecipazione del testimonial Roberto Mancini, CT della Nazionale di Calcio e protagonista della campagna promozionale della Regione Marche.

Adagiato sulle antiche vestigia di un passato romano che l’età altomedievale ha parzialmente cancellato, il borgo di Cittadella è circondato da una possente cinta muraria del 1220 (che è anche l'anno di fondazione), che raccoglie il centro storico medievale. La sua fondazione si deve alla decisione di Padova di costruire centri fortificati al centro della pianura veneta. Questa caratteristica rende Cittadella l’unica città murata di tutta Europa ad avere un Camminamento di Ronda medievale di forma ellittica e completamente percorribile.

Il riconoscimento delle Dolomiti quale patrimonio Mondiale UNESCO costituisce una grande sfida, non solo per gli enti e le istituzioni che ne curano la tutela e la valorizzazione, ma anche per gli abitanti ed i visitatori dei territori che ospitano il “Bene”, chiamati a promuoverne i valori e gli interessi. Una sfida culturale, economica e sociale portata avanti a 360 gradi.

Secondo la leggenda, la fondazione di Ceglie Messapica sarebbe dovuta al mitico popolo dei Pelasgi, arrivato in Puglia da Oriente, al quale vengono attribuite le 18 costruzioni megalitiche locali, note con il nome di specchie. In seguito all'arrivo di coloni greci nella zona, intorno al 700 a.C., la città assunse il nome di Kailìa. Presso la città sorsero santuari extraurbani dedicati alle divinità greche Apollo, Venere e Latona (quest'ultima sotto la Basilica di Sant'Anna). La città fu anche punto di avvistamento del popolo dei Messapi, mentre in epoca romana era ormai decaduta.




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